La recente decisione della Corte di Cassazione ha sollevato un importante dibattito sulla validità del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) in presenza di richieste di rateizzazione dei debiti all’INPS. In particolare, la Corte ha stabilito che se un datore di lavoro presenta la domanda di rateizzazione entro un termine di quindici giorni dall’invito a regolarizzare, il DURC deve essere considerato valido, anche nel caso in cui l’INPS accolga la richiesta dopo la scadenza. Questo nuovo orientamento giuridico non solo chiarisce la questione, ma offre anche una maggiore protezione ai contribuenti che rispettano le norme.
La decisione, contenuta nell’ordinanza n. 6142 del 17 marzo 2026, riguarda un caso specifico in cui un’azienda aveva richiesto agevolazioni contributive per assunzioni a tempo indeterminato. L’INPS, dopo aver ricevuto la domanda di rateizzazione, aveva ritenuto tardiva la regolarizzazione, nonostante il datore di lavoro avesse agito nei tempi previsti. La Corte ha confermato le ragioni dell’azienda, stabilendo un importante precedente.
Validità del DURC con rateizzazione tempestiva
La Corte di Cassazione ha sottolineato che, secondo l’articolo 5 del Decreto Ministeriale del 24 ottobre 2007, un datore di lavoro che presenta una richiesta di rateizzazione entro i quindici giorni stabiliti deve essere considerato in regolarità contributiva, anche se l’accoglimento della domanda avviene successivamente. Questa interpretazione rafforza l’idea che la tempestività della richiesta è fondamentale, mentre il tempo di risposta dell’INPS non deve influenzare la validità del DURC.
Le implicazioni della decisione della Cassazione
La Corte ha evidenziato che, se si ammettesse che la validità del DURC dipendesse dai tempi di risposta dell’INPS, si creerebbe una situazione ingiusta per il contribuente. In altre parole, un comportamento corretto da parte del datore di lavoro non dovrebbe essere penalizzato da inefficienze dell’ente previdenziale. Questo principio si allinea con i valori di ragionevolezza e certezza del diritto.
Normativa applicabile: dal DM 2007 al DURC Online
Il riferimento normativo principale in questa materia rimane il DM del 24 ottobre 2007, che stabilisce le condizioni per l’accesso ai benefici normativi e contributivi. In particolare, l’articolo 5 specifica le modalità di regolarizzazione, mentre l’articolo 7, comma 3, fissa il termine di risposta per il contribuente. È interessante notare che la Corte ha affermato che questi principi sono validi anche alla luce del DM del 30 gennaio 2015, che regola il DURC Online.
Situazioni di regolarità contributiva con rateizzazione
Per quanto riguarda la regolarità contributiva necessaria per il DURC, essa è garantita anche in diverse circostanze, tra cui:
– Richiesta di rateizzazione con parere favorevole dell’ente, anche se l’accoglimento avviene oltre i quindici giorni, a condizione che la domanda sia stata presentata in tempo.
– Sospensione dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative.
– Istanza di compensazione con documentazione del credito.
In aggiunta, per le casse edili, è fondamentale che risultino regolari anche i versamenti e accantonamenti dovuti, comprese le denunce relative ai lavoratori con indicazione delle ore lavorate e non lavorate.
Questa nuova interpretazione della normativa offre un quadro più chiaro e, soprattutto, più equo per i datori di lavoro che cercano di mantenere in regola la propria posizione contributiva. La Corte di Cassazione ha, dunque, aperto la strada a una maggiore certezza e sicurezza per le aziende che operano in buona fede e rispettano le scadenze previste.
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