Pignoramento beni: cosa il Fisco non può pignorarti

Il pignoramento beni da parte del Fisco è sottoposto a diversi limiti, maggiori rispetto a quelli previsti per i creditori. Vediamo quali.

Quando si accumulano molti debiti e creditori non danno tregua, l’incubo peggiore per un debitore è quello di perdere i propri averi, ma soprattutto i beni di cui non potrebbe fare a meno per vivere con dignità e continuare a lavorare. È per questo motivo che la legge italiana ha messo dei paletti al pignoramento dei beni.

Una normativa generale, che vale per i creditori privati, è contenuta nel codice civile, ma per quanto riguarda la riscossione da parte del Fisco, tramite l’ente che erediterà le funzioni di Equitalia, i limiti sono ancora più stringenti. Vediamo quali sono.

Limiti al pignoramento beni: lo stipendio e la pensione

Una persona, per vivere dignitosamente, insieme alla propria famiglia, ha certamente bisogno del reddito. Per questo motivo il pignoramento della pensione e dello stipendio è possibile solo entro certi limiti.

Innanzitutto, non è possibile pignorare l’ultimo stipendio o l’ultima pensione percepiti dal debitore.

Il creditore potrà effettuare il pignoramento di una frazione dello stipendio, presso il datore di lavoro, o della pensione, presso l’ente previdenziale. Questa frazione è pari a un decimo per importi fino a 2500 euro, che diventa di un settimo per pensioni o stipendi compresi tra 2,5 mila e 5 mila euro. La quota massima pignorabile è di un quinto e si applica solo su importi maggiori di 5 mila euro.

Per quanto riguarda le pensioni, è previsto un ulteriore limite al pignoramento, rappresentato dal cosiddetto minimo vitale, o minimo di sopravvivenza, che corrisponde a poco più di 670 euro. Le pensioni inferiori al minimo vitale sono impignorabili, mentre per quelle di importo superiore a questa soglia, la quota pignorabile viene calcolata sulla sola parte eccedente.

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Se lo stipendio o la pensione del debitore vengono accreditate sul proprio conto corrente, non può essere pignorata l’ultima somma accreditata. Inoltre, se il pignoramento dello stipendio o della pensione avviene presso la banca, non possono essere toccati i risparmi inferiori a 1.344,21 euro.

Pignoramento della casa: i limiti

Rispetto ai creditori privati, il Fisco ha ulteriori limiti nel recupero dei crediti. I principali sono legati al pignoramento e all’ipoteca della casa del debitore.

Innanzitutto non è possibile ipotecare una casa per un debito inferiore a 20 mila euro. In secondo luogo, non si può procedere al pignoramento se il debito è minore di 120 mila euro e la somma del valore di tutti gli immobili di proprietà del debitore risulta inferiore a questa cifra.

La casa è sempre impignorabile se il debitore non è proprietario di altri immobili oltre alla casa di residenza, purché sia registrata al catasto come civile abitazione e non appartenga alle categorie di lusso (A8 e A9), qualunque sia l’ammontare del debito che il contribuente ha accumulato nei confronti del Fisco.

Questi limiti, però, vengono meno se la casa risulta inserita nel fondo patrimoniale. In questi casi l’immobile può essere pignorato.

Pignoramento beni e rapporti cointestati: immobili e conti correnti

Nelle ipotesi in cui il debitore sia titolare di beni e rapporti cointestati, come immobili divisibili, altri beni divisibili e conti correnti cointestati, il pignoramento può avvenire per la quota appartenente al debitore, entro massimo il 50%.

Se il bene, invece, non è divisibile (come ad esempio un appartamento), si potrà procedere al pignoramento e alla successiva vendita del bene per intero. Metà del ricavato dalla vendita verrà restituita al comproprietario del bene.

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Pignoramento dell’auto: beni mobili registrati

Normalmente i beni mobili registrati, come gli autoveicoli, possono essere pignorati e venduti al pubblico incanto, ma la legge impedisce al Fisco di pignorare l’auto utilizzata dal debitore per svolgere la propria attività imprenditoriale o professionale.

Si tratta di una limitazione riservata a imprenditori e professionisti che utilizzano il mezzo per svolgere la propria attività e risponde al principio secondo il quale l’attività di riscossione non può paralizzare l’attività con cui il debitore provvede al sostentamento proprio e della propria famiglia.

I beni assolutamente impignorabili

Ci sono alcuni beni che sono impignorabili per antonomasia e sono i cosiddetti beni assolutamente impignorabili. È proprio il codice civile a sottrarli all’esecuzione forzata e questo vale sia per i creditori privati che per il Fisco. Sono quei beni essenziali del vivere quotidiano e che si considerano irrinunciabili affinché un nucleo familiare possa vivere dignitosamente. Si tratta della mobilia essenziale, come tavoli, sedie, armadi, elettrodomestici indispensabili, quali frigorifero, cucina, lavatrice, stufe, utensili vari, ecc…

Fanno eccezione all’impignorabilità i beni di valore, come mobili dotati di pregio artistico o di antiquariato. In tal caso si può procedere al pignoramento.

Le polizze vita

Anche le polizze vita rientrano tra i beni assolutamente impignorabili, sia da parte del Fisco che da parte dei creditori privati.

Il Fisco ha dei forti poteri di riscossione, ma deve fermarsi di fronte a determinate situazioni ed evitare che venga pregiudicata la vita familiare e professionale o lavorativa del debitore.

È assolutamente consigliabile, nel caso in cui la situazione debitoria è tale da rischiare di subire un pignoramento, avvalersi della consulenza di un professionista competente.

Approfondisci l’argomento sul Codice di Procedura Civile Libro III, Capo II, Sezione I

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