È lecito tenere puntate le telecamere private sulle proprietà altrui?

Cosa succede se nel tentativo di proteggere la nostra casa dai malintenzionati finiamo con l’invadere la privacy dei nostri vicini?

In un’epoca sempre più pervasa da un maggiore desiderio di sicurezza personale, non è ormai raro accorgersi della presenza di una o più telecamere di videosorveglianza installate sulle mura delle proprietà altrui. Ma cosa succede se queste telecamere finiscono con l’invadere gli spazi altrui, con il rischio di vedere intaccata la privacy dei nostri vicini o dirimpettai?

Telecamere private su proprietà altrui: cosa si rischia

Recentemente una sentenza del Tribunale di Catania emanata in data 31 gennaio 2018 ha ritenuto illecita l’installazione di un impianto di videosorveglianza che andava a riprendere le parti private di un immobile di pertinenza di un altro condomino. Tale situazione, infatti, ha condannato il proprietario della telecamera a dover risarcire il suo vicino di casa con una somma di 2 mila euro.

Per evitare dunque di incappare in situazioni simili, quando viene ritenuto illegittimo filmare la proprietà del vicino di casa? Diamo uno sguardo insieme.

Telecamere private su proprietà altrui: come comportarsi

Innanzitutto, va specificato che il singolo condomino può procedere singolarmente all’installazione di un circuito di videosorveglianza a patto che le riprese effettuate non vadano ad interferire con la privacy degli altri condomini. In parole povere, il raggio d’azione della telecamera non deve in alcun modo riprendere le aree comuni all’edificio condominiale ma limitarsi esclusivamente a quelle di pertinenza del proprietario. Le immagini filmate, inoltre, non possono essere né divulgate né diffuse a terzi.

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In queste condizioni, il condomino non sarà obbligato a dover segnalare la presenza di una telecamera attraverso l’apposito cartello. Se queste prescrizioni non dovessero essere rispettate, verrà evidenziata una violazione del Codice della Privacy. In questo caso, sia il singolo installatore sia l’intero condominio potrebbero incorrere in sanzioni civili e penali legate alla lesione della sfera privata così come stabilito dall’articolo 161 e seguenti del Codice.

Lo stesso discorso vale anche per quanto riguarda la presenza di telecamere nei pressi di un garage o di un posto auto. Non sono necessari cartelli di avviso od autorizzazioni da parte del condominio se la telecamera in questione va a riprendere esclusivamente il proprio spazio e non quelli comuni all’edificio o del vicino di casa.

Ma cosa succede se il condomino proprietario del sistema di videosorveglianza si rende protagonista di una violazione? In questa situazione si andrebbe a costituire il reato di interferenze illecite nella vita privata così come descritto dall’articolo 615 bis del codice penale che recita così: “Chiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata (…) è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.”