Reddito di inclusione: le nuove regole a partire dal prossimo anno

 

Aggiornamento al 24/11/2017

Con la Circolare n. 172 del 22/11/2017, l’INPS comunica le modalità di inoltro delle richieste a partire dal 1° Dicembre 2017.

 

Approvato il decreto legislativo di attuazione del sussidio per contrastare la povertà in Italia.

Secondo quanto dichiarato dall’ISTAT (istituto di statistica) sono oltre 7,2 milioni gli italiani che vivono in famiglie con gravi problemi economici. Un livello per il 2016 pari all’11,9%, così come l’anno precedente. Maggiormente a rischio gli anziani con le loro pensioni insufficienti per permettere una vita dignitosa, i disoccupati che non trovano una nuova collocazione nel mondo del lavoro e i giovani sempre più costretti a preparare le valigie per cercare fortuna in altre parti del mondo. Per cercare di contrastare la povertà, il Consiglio dei Ministri, ha approvato un decreto legislativo di riordino delle prestazioni di natura assistenziale e sociale.

A partire dal 1 gennaio 2018, se approvato dalle Camere, verrà introdotto il Reddito di inclusione (REI), che andrà a sostituire il SIA, riconosciuto ai nuclei famigliari che vivono in oggettive condizioni di difficoltà economica.

A chi è rivolto il REI?

Possono beneficiare del sussidio le famiglie che hanno:

  • un valore indicato in ISEE non superiore a 6 mila euro;
  • residenza in Italia da almeno 2 anni;
  • un valore patrimoniale, ad esclusione della casa di proprietà, inferiore a 20 mila euro;
  • presenza di figli minori, disabili, donne incinte o disoccupati con un’età superiore ai 55 anni;

La misura coinvolgerà circa 660 famiglie italiane e non è compatibile con qualsiasi altra forma di aiuti sociali (come ad esempio la Naspi). È invece compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

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In cosa consiste il reddito di inclusione?

Il REI è un beneficio economico mensile, con importo pari a 190 euro per una persona sola, fino a 490 euro per famiglie con più di 5 componenti. La durata non può essere superiore a un anno e mezzo; dopo aver ricevuto l’ultimo assegno (quello del diciottesimo mese) bisognerà far passare 6 mesi per poter richiedere nuovamente il sussidio. Il Reddito di inclusione è formato da due componenti:

  1. il beneficio economico da 190 a 450 euro;
  2. la realizzazione di un progetto personalizzato per uscire dalla situazione di povertà.

Nello specifico verrà valutata la situazione complessiva del nucleo familiare con attenzione alla situazione lavorativa, al livello di istruzione, alle condizioni abitative e all’inserimento sociale.

Il progetto sarà più che altro un programma con obiettivi indicati che permetterà alle singole persone di inserirsi nel mondo del lavoro, attraverso impegni e corsi di studio che evidenzino la volontà del singolo di voler uscire dallo stato di povertà. Il REI non verrà corrisposto se nei 2 anni precedenti la richiesta siano stati effettuati acquisti relativi a moto, auto o barche.

Come richiedere il REI?

È possibile richiedere il Reddito di inclusione attraverso una dichiarazione ISEE precompilata a partire dall’1 dicembre 2017, nei comuni di residenza. Come nel caso del Sia, il contributo verrà caricato in una carta REI che permetterà di effettuare gli acquisti basilari per il mantenimento della famiglia. I beneficiari saranno sottoposti a controlli periodici per verificare se ancora sussistono le condizioni che ne hanno dato diritto.

Quali sono le novità introdotte dal Reddito di inclusione?

Lo Stato ha inoltre predisposto dei fondi relativi alla diffusione e all’introduzione del REI tra cui: le attività di promozione, supporto e sviluppo delle competenze necessarie, la diffusione di linee guida nazionali per l’esatta compilazione e richiesta.

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Il decreto istituisce inoltre la Rete della protezione e dell’inclusione sociale, una struttura permanente, articolata in tavoli comunali e regionali che ha il compito di controllo e di programmazione delle politiche sociali che funzioni da osservatorio sulla povertà e proponga soluzioni al suo contrasto.

Sicuramente contributi di questo tipo non sono sufficienti a risolvere la situazione di difficoltà economiche in cui versano molti italiani, ma almeno è un aiuto su cui poter contare per l’acquisto dei bene di prima necessità.

Approfondisci il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n.33 sul Reddito di Inclusione.