Diritto di recesso degli acquisti online: valido anche se rimuovi pellicola protettiva

Una recente sentenza della Corte di Giustizia ha chiarito alcuni aspetti del diritto di recesso in caso di acquisti online, anche in tema di responsabilità per danneggiamento o diminuzione del valore del prodotto restituito.

La normativa europea ha introdotto ampie tutele per i consumatori che effettuano acquisti online, per dare sufficienti garanzie e ridurre i rischi degli acquisti a distanza. Queste tutele si fondano sul fatto che una persona che compra a distanza non ha la possibilità di vedere e provare un prodotto prima di comprarlo, come avviene quando si acquista in un locale commerciale.

Il prodotto potrà essere visto e testato per la prima volta solo una volta che verrà consegnato.

Diritto di recesso acquisti online: che succede se il prodotto non piace?

Per questi motivi è stato introdotto il diritto di recesso in caso di acquisti online o comunque di acquisti a distanza (anche via telefono, si pensi agli acquisti da televendite), recepito in Italia nel “Codice del consumo”.

Non si tratta della garanzia per vizi, quello che permette al consumatore di ottenere la riparazione o la sostituzione di un prodotto difettoso. Stiamo parlando, invece, della possibilità di restituire il prodotto ed ottenere il rimborso del prezzo pagato anche se il prodotto non ha alcun difetto, semplicemente perché non ci piace, non soddisfa le nostre esigenze o semplicemente perché abbiamo cambiato idea. Non occorre fornire una motivazione.

Diritto di recesso acquisti online: quando si può esercitare?

Ovviamente ci sono dei limiti, non sempre è possibile restituire un prodotto e farsi rimborsare.

Innanzitutto sono escluse alcune categorie di beni che per loro natura una volta consegnati o “aperti” non possono essere più rimessi in commercio, come beni confezionati su misura o “chiaramente personalizzati”, quelli che possono deteriorarsi in breve tempo o a breve scadenza, prodotti sigillati che per motivi igienici non possono essere riutilizzati, ecc…

Il consumatore ha 10 giorni lavorativi di tempo per esercitare il diritto di recesso, inviando una lettera raccomandata A/R al venditore con cui comunica al venditore l’intenzione di recedere.

Il termine sale a 90 giorni lavorativi se il venditore, al momento della vendita, non ha informato il consumatore sul diritto di recesso.

La restituzione dovrà avvenire con tutti gli imballi originali e integri, per cui deve trovarsi nelle stesse condizioni in cui è stato restituito se il consumatore vorrà ricevere il rimborso integrale.

Diritto di recesso acquisti online è ancora valido se rimuovo la pellicola protettiva?

Alcuni prodotti anche solo per essere provati devono essere scartati e magari ci sono dei sigilli e delle pellicole da rimuovere, per cui sorge una questione: vale ancora il diritto di recesso in questi casi?

La normativa esclude il diritto di recesso per i “beni sigillati che non si prestano a essere restituiti, per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna”.

C’è stato un recente caso molto interessante, che ha riguardato un consumatore tedesco che ha esercitato il diritto di recesso dopo aver acquistato online un materasso dal quale aveva rimosso la pellicola protettiva.

Ne è nata una controversia che è stata sottoposta all’esame della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, l’organo comunitario che ha i compiti di giudicare sull’applicazione del diritto comunitario negli stati membri e di fornire l’interpretazione ufficiale delle norme comunitarie.

La sentenza della Corte, pronunciata il 27 marzo 2018 (causa n. C-681/17) ha dato ragione al consumatore.

Il diritto va riconosciuto se il prodotto può essere riutilizzato

La Corte parte dal presupposto dello “svantaggio” che ha il consumatore negli acquisti a distanza, il quale non ha la possibilità di esaminare e testare il prodotto, la sua natura, le sue caratteristiche e il suo funzionamento, per cui occorre riconoscergli un “termine di riflessione”.

Passando ad esaminare la questione più nello specifico, la Corte di Giustizia afferma che anche se al materasso è stata tolta la pellicola protettiva ed anche se potenzialmente potrebbe essere stato utilizzato dall’acquirente, questo non lo rende inidoneo a un nuovo utilizzo da parte di altre persone o ad essere ricommercializzato.

I giudici comunitari equiparano i materassi agli indumenti, i quali possono essere indossati e quindi restituiti nonostante il diretto contatto con il corpo umano. Dopo essere stati lavati e disinfettati gli indumenti possono essere nuovamente messi in vendita senza pregiudicare l’igiene e il loro valore commerciale.

È ciò che accade, ad esempio, anche nei negozi di vestiario, dove le persone possono provare nei camerini gli indumenti prima di decidere se acquistarli o meno.

Ma il consumatore è responsabile della diminuzione del valore del bene

La Corte di Giustizia, però, chiarisce un ulteriore aspetto, relativo ad un eventuale diminuzione del valore commerciale del prodotto. Se l’acquirente l’ha utilizzato andando oltre il semplice test, allora sarà responsabile di eventuali danni o della diminuzione del suo valore, ma questo non esclude comunque il diritto di recesso.

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