Diritto alla NASPI, quando si perde?

Per accedere alle prestazioni economiche a sostegno della disoccupazione, i lavoratori che hanno perso il lavoro devono comunicare tramite la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) la propria disponibilità a partecipare alle misure di politica attiva organizzate dal Centro per l’Impiego di riferimento, sottoscrivendo con lo stesso un Patto di Servizio personalizzato.

In dettaglio il patto di servizio, che è un vero e proprio contratto, la cui violazione comporta la riduzione o la perdita della NASPI, prevede che il disoccupato:

  • partecipi ad iniziative e laboratori di carattere formativo per il rafforzamento delle competenze nella ricerca di lavoro;
  • accetti le eventuali offerte di lavoro congrue proposte.

Quando un’offerta di lavoro è congrua?

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso il Decreto 10 aprile 2018 ha fornito una precisa definizione dell’offerta di lavoro congrua.

L’offerta di lavoro è congrua essenzialmente quando soddisfa i seguenti requisiti:

  • si riferisce a un rapporto di lavoro a tempo indeterminato oppure determinato o di somministrazione di durata non inferiore a tre mesi;
  • si riferisce a un rapporto di lavoro a tempo pieno o con un orario di lavoro non inferiore all’80% di quello dell’ultimo contratto di lavoro;
  • prevede una retribuzione non inferiore ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi.

L’offerta di lavoro congrua viene poi rimodulata in base alla durata della disoccupazione, alla coerenza con le esperienze e le competenze maturate e anche alla distanza del luogo di lavoro dal domicilio.

Nello specifico, per i disoccupati fino a 6 mesi un’opportunità di impiego è congrua quando corrisponde a quanto concordato nel patto di servizio personalizzato, con specifico riferimento al settore economico professionale individuato. Per i disoccupati da 6 a 12 mesi, la sfera delle offerte congrue si allarga e vi si fanno rientrare anche quelle ad aree di attività afferenti ad altri settori economici professionali rispetto a quello definito nel patto di servizio. Per i disoccupati da oltre un anno, invece, sono congrue tutte le offerte di lavoro che rientrano nelle aree di attività comprese in tutti i processi di lavoro professionali coerenti con le esperienze e le competenze maturate dal soggetto.

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Per quanto riguarda la distanza del luogo di lavoro dal domicilio, invece, i soggetti in stato di disoccupazione per un periodo fino a 12 mesi non possono rifiutare le offerte di lavoro quando il luogo di lavoro dista meno di 50 chilometri dal proprio domicilio o quando è raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici. Per i disoccupati da oltre un anno invece, l’offerta è congrua anche se il luogo di lavoro dista 80 chilometri dal domicilio o comunque quando è raggiungibile mediamente in 100 minuti. Resta ferma la possibilità di ridurre le distanze del 30% quando si riscontra la difficoltà di raggiungere il posto di lavoro con i mezzi pubblici.

Quando si può rifiutare un’offerta di lavoro congrua?

Un’offerta di lavoro congrua si può rifiutare solo in caso vi sia un giustificato motivo che ricorre in caso di:

  • malattia o infortunio;
  • servizio civile e richiamo alle armi;
  • stato di gravidanza, per i periodi di astensione previsti dalla legge;
  • gravi motivi familiari documentati o certificati;
  • casi di limitazione legale della mobilità personale;
  • fatto o circostanza comprovato che impedisca oggettivamente al soggetto di accettare l’offerta di lavoro congrua.

Le ipotesi di giustificato motivo, ovviamente, devono essere comunicate e documentate entro 2 giorni lavorativi dalla proposta dell’offerta di lavoro congrua, pena la perdita dello status di disoccupato e di conseguenza anche dell’indennità di disoccupazione.

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