Reati depenalizzati: sono 41 e diventano illeciti civili e amministrativi

In questo modo il Governo spera di ottenere un alleggerimento del sistema giudiziario e delle sanzioni più efficaci.

Se si sfoglia il codice penale prima o poi ci si imbatte in alcuni reati che suscitano un po’ di incredulità e ci si chiede come sia possibile che venga istruito un processo penale per punire una condotta che, per quanto disdicevole, potrebbe essere sanzionata con strumenti più efficaci e meno dispendiosi.

È per questo che con i decreti legislativi numeri 7 e 8 del 2016 sono stati depenalizzati 41 reati minori che punivano condotte di non particolare gravità sociale ma che continuavano in qualche modo a pesare sul sistema giudiziario. Sono state, inoltre, depenalizzate delle condotte che, nonostante una certa gravità sociale, sarebbero difficili da contrastare attraverso un processo penale molto lento e pesante, quindi poco adeguato.

Tutto questi reati minori per tanti anni hanno avuto l’effetto di rallentare i processi e l’amministrazione della giustizia, finendo per gravare anche sul bilancio pubblico e sottrarre risorse finanziarie ad aspetti che probabilmente ne meriterebbero di più.

Va inoltre considerato che prima che la condanna penale diventi esecutiva occorre concludere tutti i gradi di giudizio. Considerate le lungaggini processuali e i brevi termini di prescrizione di questi reati, il più delle volte il reato si prescrive prima che si arrivi alla sentenza definitiva.

A ciò si aggiunga che per le condanne inferiori a tre anni di reclusione scatta la sospensione condizionale della pena. Si può comprendere, quindi, che istruire un processo penale per punire determinati comportamenti sia decisamente macchinoso, sproporzionato e costoso, se non inutile.

Certamente questi decreti di depenalizzazione non risolveranno i problemi della giustizia, ma è comunque qualcosa. Gli obiettivi sono quelli di ridurre il carico processuale e dare una maggiore efficacia deterrente alle sanzioni e al procedimento sanzionatorio.

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Reati depenalizzati diventano illeciti civili e amministrativi

I reati che vengono depenalizzati diventeranno illeciti civili o amministrativi. Questo significa che i comportamenti illeciti non verranno più puniti con una sanzione penale (ammenda, multa, arresto, reclusione) al termine di un processo penale, ma saranno punite con procedimenti e sanzioni differenti.

Alcuni saranno puniti con sanzioni amministrative (solitamente di tipo pecuniario, in altri casi anche di tipo interdittivo, come ad esempio i divieti di svolgere determinate attività), a seguito di un accertamento da parte di una pubblica amministrazione, contro il quale sarà possibile proporre ricorso amministrativo o presso un’autorità giurisdizionale (come il TAR).

Altri reati depenalizzati diventeranno illeciti civili. Questo significa che chi ha subito un danno dalla condotta di un cittadino, un’azienda, un’associazione, ecc…potrà comunque contare sul risarcimento dei danni subiti e su eventuali restituzioni e ripristini, ed in più il giudice che decide la causa – e questa è la novità – può emettere una sanzione civile pecuniaria a carico dell’autore dell’illecito.

Questa sanzione, che va da un minimo di 100 euro ad un massimo di 12 mila euro, si prescrive in 5 anni dal momento in cui si è verificato il fatto illecito. Si tratta di un obbligo strettamente personale, pertanto la sanzione non può essere trasmessa agli eredi dell’autore del fatto.

Reati depenalizzati

Tra i reati depenalizzati compare un solo reato contro la persona, ed è quello dell’Ingiuria (articolo 594 del codice penale). Tra i delitti contro il patrimonio aboliti troviamo: Sottrazione di cose comuni (art. 627), Danneggiamento semplice (art. 635, 1° comma), Appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito (art. 647).

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Tra i reati contro la fede pubblica sono abrogati una serie di reati riguardanti falsificazione, soppressione, distruzione e occultamento di scritture e atti privati (art. 485-490).

Depenalizzati anche la guida senza aver conseguito la patente (art. 116, 15° comma, Codice della Strada), Omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali (art. 2 d.l. n. 463/1983), Mancato rispetto dell’autorizzazione alla coltivazione di stupefacenti per uso terapeutico (art. 28, 2° comma, d.p.r. n. 309/1990), Interruzione volontaria della propria gravidanza senza l’osservanza delle modalità indicate dalla legge (art. 19, 2° comma, l. n. 194/1978), Emissione di assegno da parte dell’istituto non autorizzato o con autorizzazione revocata (art. 117 r.d. n. 1736/1933), Atti osceni (art. 527, 1° comma), Pubblicazioni e spettacoli osceni (art. 528, 1° e 2° comma), Violazione delle norme per l’impianto e l’uso di apparecchi radioelettrici privati (art. 11 R.d. n. 234/1931).

In materia di società e fallimento, sono stati depenalizzati i reati di Impedito controllo ai revisori (art. 29 d. lgs. n. 39/2010) e Omessa trasmissione dell’elenco dei protesti cambiari (art. 235 R.d. n. 267/1942).

Depenalizzati anche una serie di reati legati al contrabbando (regolati dal DPR n. 43/1973, dall’articolo 282 al 292, cui va ad aggiungersi l’articolo 294) e al riciclaggio (Omessa identificazione, Omessa registrazione, art. 55, commi 1 e 4 del d. lgs. n. 231/2007). Altri reati depenalizzati riguardano il diritto d’autore (Abusiva concessione in noleggio, art. 171-quater l. n. 633/1941), Guerra (Omissione di denuncia di beni, art. 3 d.lgs. luogotenenziale n. 506/1945), Macchine utensili (Alterazione del contrassegno di macchine, art. 15 l. n. 1329/1965), Commercio (Installazione o esercizio di impianti in mancanza di concessione, art. 16 d.l. n. 745/1970).

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Abolite infine una serie di contravvenzioni: Rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto (art. 652, commi 1 e 2), Abuso della credulità popolare (art. 661), Rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive (art. 668, commi 1-3), Atti contrari alla pubblica decenza, Turpiloquio (art. 726).

Ricordando che la depenalizzazione scatta anche per fatti che si sono verificati prima dell’entrata in vigore dei decreti, ossia il 6 febbraio 2016, se siete interessati da un procedimento penale, anche per fatti avvenuti prima di questa data, non esitate a contattare un avvocato per valutare al meglio la vostra situazione e avere la migliore assistenza.

Approfondisci sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo 7/2016 e il Decreto legislativo 8/2016

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