Calcolo della pensione: pubblicati i nuovi coefficienti

I nuovi indici sono legati alla speranza di vita ed al tasso di inflazione previsti per i prossimi anni e, visto l’andamento degli ultimi tempi, sono in ribasso rispetto a quelli precedenti.

A partire dal 2016, le già magre pensioni degli italiani saranno sottoposte ad una lieve cura dimagrante. È questo il triste effetto dell’applicazione dei nuovi coefficienti resi noti dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale con il messaggio numero 6462 dello scorso 20 ottobre 2015.
L’orientamento verso il basso interessa coloro che vedranno la loro pensione, totalmente o solo per alcuni anni, calcolata con il sistema contributivo ovvero tenendo conto di quanto il cittadino abbia versato durante la sua vita lavorativa oltre le rivalutazioni annuali calcolate dall’ISTAT.
In questo complesso calcolo entrano in gioco, come detto, i parametri fissati ogni anno dall’INPS e mediante i quali, gli anni di contributi versati da ciascun soggetto vengono trasformati in pensione.

I coefficienti

I coefficienti dipendono quasi esclusivamente da due fattori essenziali:
dall’età del contribuente
dalla speranza di vita.

Proprio quest’ultima è inversamente proporzionale al coefficiente da applicare, nel senso che più elevata è la speranza di vita del contribuente più bassi sono i coefficienti e, quindi, la pensione finale.
Ebbene l’analisi della speranza di vita per i prossimi anni è in rialzo rispetto a quella di alcuni anni fa e quindi ciò comporta, inevitabilmente, rivalutazioni più basse e trasformazioni del montante contributivo meno vantaggiose per i contribuenti italiani.
L’andamento verso il basso dei coefficienti a causa delle più rosee aspettative di vita, accoppiato con l’età anagrafica del potenziale pensionato fanno rivedere verso il basso anche le pensioni calcolate a partire dal primo gennaio 2016. Per tale motivo, tutti i soggetti che hanno maturato i requisiti per poter andare immediatamente in pensione, stanno affrettandosi a predisporre le domande di richiesta pensionistica e fruire, così, dei vecchi coefficienti e, di contro, di pensioni leggermente più alte.

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Le scadenze

Le scadenze da rispettare per la presentazione della domanda di pensione entro il 2015 sono le seguenti:

Entro il 30 novembre 2015 per i lavoratori del settore privato;
Entro il 30 dicembre 2015 per i lavoratori del settore pubblico.

Fermo restando la possibile previsione nella prossima Legge di Stabilità 2016 di un pensionamento anticipato per chiunque voglia farne richiesta e con tutte le limitazioni discusse nell’articolo “Vuoi andare in pensione anticipatamente? Puoi farlo ma …”, resta il fatto che la maggior parte dei contribuenti sarà penalizzata rispetto a coloro i quali possono collocare la decorrenza della loro pensione entro il corrente anno 2015, anche pur facendo valere periodi di lavoro più lunghi.
Volendo fare un esempio concreto, prendendo come riferimento la fascia di età compresa tra i 57 ed i 70 anni si nota come:

il coefficiente per i soggetti fino a 57 anni sia passato dal 4,304% al 4,246%;
il coefficiente per i soggetti fino a 66 anni sia passato dal 5,624% al 5,506%;
il coefficiente per i soggetti fino a 70 anni sia passato dal 6,541% al 6,378%.

Con questi dati un soggetto di 57 anni che ha versato complessivamente all’INPS un totale di contributi pari ad euro 330 mila, avrà un taglio della sua pensione di circa 200 euro all’anno; per un soggetto di 66 anni il ribasso sarà ancor più consistente e vicino ai 350 euro annui; infine per un soggetto di 70 anni il taglio sarà di 600 euro annui.

Purtroppo queste previsioni verso il basso per il calcolo della pensione sono di difficile comprensione per la quasi totalità dei contribuenti italiani, soprattutto perché non vedono una parità di trattamento con i futuri pensionati che hanno frequentato, anche per pochi anni, le aule del Parlamento italiano.

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Info:  INPS

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