Reddito inclusione sociale 2016: le novità del governo Renzi

Ecco le misure e i sussidi per contrastare la povertà

Si parla molto nelle ultime del Reddito Inclusione Sociale 2016, ovvero la nuova misura che dovrebbe essere messa in campo entro la fine dell’anno dal governo guidato da Matteo Renzi come forma di contrasto alla povertà.

Nel dettaglio, ecco le caratteristiche del Reddito Inclusione Sociale 2016:

• nuovo sussidio al reddito di carattere universale che però non avrà la forma di una tantum, bensì di un aiuto congegnato con il preciso fine di sostenere il reddito delle famiglie a rischio, ovvero quelle che si trovano sulla linea di confine con il baratro dell’indigenza.
• il sostegno in questione rimarrà per sempre e potrà essere richiesto a patto che siano disponibili le risorse necessarie a sostenerlo .
• I partecipanti all’iniziativa dovrebbero essere in particolare tutti quei cittadini che si trovano o dovessero venirsi a trovare in futuro in condizioni di difficoltà derivanti non solo dall’insufficienza di risorse economiche, ma anche per la sopravvenuta perdita del posto di lavoro o per la pratica impossibilità di pagare l’affitto di casa.

Una situazione che in base alle statistiche dell’Istat si concretizzerebbe facendo parte della fascia di povertà assoluta, ovvero caratterizzata dall’incapacità di acquisire determinati beni e servizi i quali sono considerati essenziali al fine di vivere in modo perlomeno accettabile. Sempre secondo l’Istituto di Statistica in questa fascia sarebbe collocabile il 5,7 % delle famiglie residenti sul territorio nazionale, per un dato complessivo che si attesterebbe a quota 4 milioni 102 mila persone. Per combattere questa vera e propria piaga, che mina alla base le possibilità di ripresa impedendo a milioni di persone a basso reddito di consumare beni.

È stato Giuliano Poletti, il Ministro del Lavoro, ad anticipare che si tratterà di un aiuto condizionato, ovvero legato al realizzarsi di alcune condizioni quali:

• l’impegno a seguire un percorso mirato per mettere i componenti della famiglia in grado di entrare nel mercato del lavoro;
• l’impegno a seguire corsi di formazione professionale o mandando i minori a scuola.
Per quanto riguarda l’importo, la nuova forma di sostegno al reddito dovrebbe variare sulla base del numero di persone che compongono il nucleo familiare che lo richiede. Dovrebbe comunque andare da un minimo di 80 euro per ogni componente ad un massimo di 400 nel caso dei nuclei che siano formati da almeno cinque familiari.

Il reddito minimo da 320 euro che dovrebbe venirsi a formare, dovrebbe andarsi ad affiancare ad altre misure precedenti, come la Social Card. A differenza di quest’ultima, però, il Reddito di Inclusione Sociale sarà però concesso a tutti coloro che sono ritenuti poveri sulla base dei criteri indicati. Lo stesso Giuliano Poletti ha poi specificato che questo provvedimento deriva dal Sostegno di Inclusione Attiva, noto come Social Card sperimentale, un programma messo in campo nel corso del 2015 e il quale era sinora confinato a dodici città dislocate lungo il territorio nazionale.

Un percorso teso quindi con tutta evidenza a rendere il percettore parte attiva nel processo di reinserimento sociale, in cui gli interessati avranno come controparte non solo il comune che eroga il sussidio, ma anche l’INPS, chiamato a sua volta ad occuparsi dell’attuazione del Reddito Inclusione Sociale. In particolare l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale metterà a disposizione il complesso dei servizi telematici di cui già dispone per formare la rete con i vari organi che sarà a sua volta vigilata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con un monitoraggio puntuale e teso alla verifica del provvedimento.

Se a grandi linee il Reddito Inclusione Sociale sembra lasciare pochi dubbi, la parte relativa ai requisiti per poterne usufruire non è ancora stata definita. In base alle anticipazioni emerse, si può comunque prevedere che tra di essi dovrebbero rientrare la presenza di disoccupati, minori o disabili all’interno del nucleo familiare. Dovrebbero essere incluse nel piano anche i nuclei familiari monogenitoriali, ovvero quelli che vedono la presenza al loro interno di un padre o una madre single. Per quanto riguarda l’Isee, esso dovrebbe attestarsi a zero o essere comunque molto basso.

Info: Reddito inclusione sociale

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