TFR su conto cointestato? Patrimonio condiviso per gli ex coniugi

L’amore è eterno finché dura, recitava il titolo di un famoso film di Carlo Verdone, ed è proprio vero.

E dopo? Quando la coppia si separa, cosa accade? Nello specifico, se si è scelto di versare il TFR (Trattamento di Fine Rapporto Lavorativo) di uno dei due coniugi su un conto corrente cointestato ad entrambi, cosa accade se la coppia si separa? In questo caso, secondo una recente sentenza (maggio 2015) della Cassazione, la liquidazione si intenderebbe conferita alla comunione dei coniugi e quindi divisa in parti uguali se depositata sul conto corrente comune.

La sentenza della Cassazione

Una recente sentenza della Cassazione ha chiarito che il TFR versato su un conto corrente cointestato ad entrambi gli ex coniugi (essendo presupposta la proprietà al 50% di ciascuno dei due) venga suddiviso equamente, anche per la parte maturata prima del sorgere della comunione legale.

Tale decisione giunge anche perché motivata dallo spontaneo, quanto “erroneo”, versamento dell’importo su un conto di proprietà condivisa.

Conseguenze pratiche

La conseguenza fisiologica è che l’ex coniuge, dopo, aver percepito la personale liquidazione, sarà costretto, con la separazione, a dividere la somma in quote eguali con l’ex.

Per di più, l’opinione dei giudici della Suprema Corte è di non ritenere il TFR versato sul conto cointestato come un bene personale (una retribuzione cumulata mensilmente, percepita in modo differito) neanche per la parte maturata prima del matrimonio, ma diventa indistintamente parte della comunione e va quindi diviso integralmente al 50%.

 

Fonte: www.dirittoinformazione.it

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