Fare il coltivatore diretto: un nuovo mestiere riscoperto da tanti giovani

Il ritorno alla terra: il nuovo business in forte espansione in Italia

Il coltivatore diretto è colui che coltiva la terra e/o alleva il bestiame in qualità di proprietario, affittuario o usufruttuario

Per chi vuole intraprendere la professione di coltivatore diretto, occorre delineare le linee guida da seguire.
In primis, occorre avere ben chiaro cosa si intende per coltivare ed/o allevare, analizzando al meglio le tendenze e gli andamenti di mercato e ottenere, poi, dei risultati. Dopo di che si delinea un progetto concreto con l’individuazione del fabbisogno finanziario complessivo, soprattutto per i giovani sotto i 40 anni di età, verificando al contempo l’esistenza di agevolazioni per lo specifico progetto considerato come coltivatore diretto.

Terreno: cosa fare

Occorre valutare se acquistare o prendere in affitto un terreno. L’acquisto oggi come oggi non è molto semplice per due motivi:

  • costi elevati;
  • il credito bancario difficile da ottenere in quanto la redditività del terreno è più basso rispetto al valore del danaro.

Il contratto di affitto del fondo  è soggetto a registrazione entro 20 giorni dalla stipula. Si deve versare l’imposta di registro pari allo 0,5% sul corrispettivo dell’intera durata del contratto e non del singolo anno. Sono previste agevolazioni quando l’affittuario al momento della stipula non ha compiuto l’età di quarant’anni.

Ottenuto il fondo per contratto di affitto od acquisto occorre:

  • Registrazione al REGISTRO IMPRESE sezione speciale Agricoltura, presso la competente Camera di Commercio se si prevede di realizzare un fatturato superiore ai 7000 euro/anno;
  • Apertura della partita Iva all’Agenzia delle Entrate ed impostare la relativa contabilità;
  • Iscrizione e dichiarazione presso l’Inps.

Punto 1 Registrazione Registro Imprese
Tale iscrizione, oltre a funzioni di certificazione anagrafica, ha anche valore di pubblicità dichiarativa.
Ai sensi della legge 77 del 1997 sono esonerati dall’iscrizione gli imprenditori agricoli che rientrano nei limiti previsti per il regime di esonero degli adempimenti Iva (volume d’affari non superiore a € 7.000). Tuttavia il d.lgs. 228 del 2001, apportando modifiche alla regolamentazione della vendita al dettaglio dei prodotti agricoli, ha previsto che la nuova normativa si applichi agli imprenditori agricoli iscritti al registro delle imprese senza indicare particolari esenzioni. Pertanto coloro che vendono al dettaglio i prodotti della propria attività, devono comunque iscriversi al registro delle imprese.

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Punto 2 Apertura partita IVA
Esistono tre regimi d’IVA, regime speciale di cui all’articolo 34, del DPR n. 633/72, regime Iva normale e regime di esonero, la scelta del regime deve essere comunicata alla prima dichiarazione annuale ed è vincolante per un triennio.

Il regime Speciale è conveniente quando i prodotti ceduti usufruiscono di una percentuale di compensazione elevata, come il vino, oppure il latte, o per il settore dell’allevamento in genere.

Regime Ordinario se invece, la produzione riguarda cereali, frutta, ortaggi, piante. È consigliabile per il primo triennio perché si faranno degli investimenti in beni strumentali l’iva spesa sarà rilevante ed è recuperabile solo con il regime ordinario.

Regime di esonero, l’ imprenditore presume di realizzare dall’attività agricola un volume di affari annuo inferiore a €. 7.000,00, che non prevede alcun obbligo contabile, tranne quello di conservare e numerare progressivamente, le fatture di acquisto e le autofatture di vendita emesse dagli acquirenti e la trasmissione dello spesometro.

Punto 3 Per avere la qualifica di coltivatore diretto cosi da poter iscriversi al Regime previdenziale Inps bisogna avere due requisiti essenziali:

  • requisiti oggettivi, le ore lavorative necessarie per la coltivazione del fondo non deve essere inferiore a 104 giornate lavorative annue;
  • requisiti soggettivi, l’attività deve essere svolta con continuità e prevalenza deve essere il lavoro primario che contribuisce al mantenimento suo e della propria famiglia fonte di reddito principale.

Il coltivatore diretto è colui che gode nel caso in cui è affittuario di un terreno da oltre due anni del diritto di prelazione in caso di vendita degli stessi.

In conclusione per svolgere l’attività di coltivatore diretto basta seguire la procedura della Comunicazione Unica, con la quale è possibile espletare tutti gli adempimenti fiscali, previdenziali ed assicurative, e dedicarti alla lavorazione del fondo per iniziare a raccogliere i primi frutti.

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Info: INPS, Coldiretti

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