Il procacciatore d’affari occasionale: un “segnalatore” di opportunità

Vi siete mai chiesti chi è il procacciatore d’affari? Cosa fa? Ma soprattutto quali sono le condizioni contrattuali che gli consentono di operare nel mondo del lavoro? Siete curiosi di conoscere meglio questa figura tanto diffusa? Come fa a guadagnare un procacciatore d’affari? Bene! Questa è l’occasione giusta per saperne di più!

Chi è e cosa fa? Il procacciatore d’affari, detto anche “segnalatore”, è la persona che mette in contatto due soggetti, ad esempio un venditore ed un acquirente, affinché le due parti riescano a concludere un affare. Il procacciatore ha, quindi, il compito di individuare e, appunto, segnalare un’opportunità commerciale, un affare, al fine di soddisfare le esigenze delle rispettive parti. Ma allora il procacciatore è un agente? No! Il procacciatore d’affari si contraddistingue dalla figura dell’agente, pur avendo alcuni tratti in comune, per la mancanza della stabilità dell’incarico. Il procacciatore, infatti, agisce senza vincolo di stabilità e senza continuità, in via del tutto occasionale. Inoltre non è prevista una delimitazione specifica del territorio sul quale operare.

Quali sono le condizioni contrattuali? Purtroppo il Codice Civile non prevede alcuna disciplina per questa figura, che viene, quindi, considerata “atipica”. Questo è il motivo per cui si parla di “contratto atipico”. Il contratto di procacciamento d’affari è un contratto atipico, in quanto non espressamente previsto e disciplinato dalla Legge nel nostro ordinamento.
Il procacciatore d’affari non ha un contratto di lavoro. Non ha un contratto di lavoro? Come è possibile? Sì, è così! L’unico modo di inquadrarlo nel mondo del lavoro è la cosiddetta “Lettera di incarico” o di “procacciamento d’affari”, che contiene l’indicazione di tutte le caratteristiche e le condizioni del rapporto di lavoro. La lettera di incarico affinché possa considerarsi valida deve specificare nel dettaglio alcuni elementi. Questi sono:

  • l’oggetto del rapporto di lavoro;
  • il ruolo della persona incaricata;
  • il periodo di tempo previsto per l’incarico (mesi o anni);
  • l’ammontare delle provvigioni;
  • le modalità di pagamento;
  • eventuali patti di esclusività.

Non è possibile, invece, predeterminare il tempo necessario, in termini di ore, allo svolgimento dell’incarico, proprio perché non è possibile quantificarlo. Una delle caratteristiche più interessanti di questa figura, che man mano riuscite a comprendere sempre di più, è che non esiste alcun vincolo d’orario. Può lavorare quando vuole. Per questo motivo non è possibile definire a quanto equivale una giornata di lavoro.
E la retribuzione? Quanto guadagna un procacciatore? Al procacciatore d’affari spetterà una provvigione che dovrà essere pagata dalla parte di chi venderà il bene o il servizio, in base agli accordi presi e sottoscritti nella lettera d’incarico.

Cosa si deve fare per diventare un procacciatore d’affari?

Per svolgere questa attività, ad oggi, non è necessario aprire partita IVA. Solo se il guadagno è maggiore a 5.000 € in 12 mesi si deve necessariamente iscriversi alla Gestione Separata ed aprire una partita IVA. Questo è importante ai fini fiscali. Non è necessario neanche l’iscrizione ad un albo a meno che l’attività non diventi continuativa ed abituale. Semplice no?
Tuttavia bisogna stare molto attenti perché se si superano i venticinquemila euro all’anno di guadagno sarà obbligatorio presentare il riepilogo dell’Iva annuale e si dovranno effettuare i dovuti versamenti all’Agenzia delle Entrate secondo le procedure previste nel relativo sito.

Info: Agenzia delle Entrate

Vuoi approfittare delle opportunità contenute nell'articolo?

Compila il form sottostante per contattare l'azienda






[wpgdprc "Accetto esplicitamente che i miei dati vengano trattati secondo le indicazioni espresse dal GDPR ed indicate nell'informativa"]Policy e privacy