Nuovo codice per l’esenzione della visita del medico fiscale

Forse, non tutti sanno che in alcuni casi particolari i dipendenti pubblici sono esonerati dalla visita di controllo del medico fiscale, che in questi anni grazie alla progressiva telematizzazione dei certificati medici, in caso di malattia dei lavoratori, ha goduto di una maggiore tempestività nei tempi d’intervento.

I casi in cui il dipendente non può ricevere la visita del medico fiscale sono i seguenti:

  • ricovero presso una struttura sanitaria;
  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita (ad esempio, effettuazione di cure chemioterapiche, dialisi);
  • infortuni sul lavoro e malattie professionali;
  • patologie connesse all’invalidità del soggetto.

Inoltre, un dipendente non può essere sottoposto ad una nuova visita fiscale, quando ne sia stata già effettuata una all’interno del periodo di malattia. Potrà ricevere, un nuovo controllo, in caso di ricaduta.

Adesso grazie ad un decreto attuativo del Jobs Act queste tipologie di esclusione, sono state estese anche ai privati, e grazie alla telematizzazione, la procedura per far riconoscere l’esonero della visita è anche molto più semplice. Infatti prima non era sufficiente indicare le cause di esenzione all’interno del certificato, ma vigeva anche l’obbligo da parte del lavoratore di consegnare al proprio datore la documentazione sanitaria inerente. Da ora, invece, basta inserire nel certificato medico da trasmettere all’INPS, da parte del medico curante, (o dalla struttura in cui si trova ricoverato il dipendente) il codice “E” per escludere automaticamente il lavoratore dal controllo domiciliare.

Questo è quanto comunicato dall’INPS, con un recentissimo messaggio dove dichiara di aver superato i problemi connessi alla mancata indicazione, nelle note relative al certificato medico telematico, di vari casi particolari, tra i quali i casi di esonero dalla visita di controllo.

Ovviamente, l’esclusione dovrà essere limitata alle casistiche particolarmente gravi alle quali abbiamo prima accennato. Ed è essenziale che il medico valuti eventuali giorni di malattia già fruiti, perché possano essere evitati pregiudizi nei confronti della propria persona e in quelli del lavoratore.

Fonte: Jobs Act – Mess n.4752/2015 dell‘INPS

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