Quota 100: quali sono i requisiti per la domanda di pensionamento?

Con Quota 100 è possibile andare in pensione anticipatamente. La misura sarà operativa fino al 2021, ma quando è possibile presentare la domanda di pensionamento? Chi ne ha diritto?

Una delle più note e discusse misure varate dall’attuale Governo è senz’altro la nuova misura pensionistica nota come Quota 100, introdotta con la Legge di Bilancio 2019, che permette ai lavoratori più anziani di anticipare il pensionamento rispetto a quanto previsto dalla Legge Fornero.

Questa misura nasce in un contesto di insofferenza venutosi a creare dopo l’approvazione di questa legge, che venne approvata nell’ottica del risanamento dei conti pubblici e del contenimento della spesa pubblica, ma che ha anche avuto l’effetto di ritardare il momento in cui poter andare in pensione.

La misura si propone, in via sperimentale, di invertire la tendenza e agevolare l’accesso ai requisiti per andare in pensione.

Sono tanti i lavoratori che in virtù di questa misura potranno anticipare il loro collocamento a riposo e già si registra un notevole incremento delle domande di pensionamento e si preannuncia un ricambio generazionale nel mondo del lavoro.

Chi può andare in pensione con la Quota 100?

Per andare in pensione con questa formula occorre essere lavoratori dipendenti ed avere almeno 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi versati. La somma di questi due requisiti numerici dà 100, da cui il nome di questa misura. Va precisato che si tratta di requisiti minimi e devono sussistere entrambi, per cui se si è deficitari in un requisito non è possibile compensare con l’altro. Ad esempio, se si è in possesso di 37 anni di contribuzione, non basta avere 63 anni di età per avere diritto alla pensione, ma bisognerà comunque versare contributi ancora per un anno prima di poter richiedere il pensionamento. Stesso discorso vale, ad esempio, per chi invece ha versato 39 anni di contributi e ha 61 anni di età: dovrà comunque aspettare di compiere 62 anni.

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Quando è possibile presentare la domanda di pensionamento?

Con questa misura, i lavoratori dipendenti del settore privato che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018, potranno andare in pensione già dal 1° aprile 2019.

I lavoratori che maturano i requisiti successivamente al 31 dicembre 2018, quindi dal 1° gennaio 2019, ottengono il diritto alla pensione dopo 3 mesi (cosiddetta “finestra”).

Per quanto riguarda il pubblico impiego sono previsti dei tempi diversi tra la presentazione della domanda e la data in cui si potrà effettivamente andare a riposo. Infatti i pubblici dipendenti che hanno già i requisiti alla data del 31 dicembre 2018 potranno andare in pensione a luglio del 2019, non quindi ad aprile, come invece avviene per i lavoratori del settore privato.

Coloro che hanno maturato i requisiti entro il 29 gennaio 2019 potranno andare in pensione dal 1° agosto 2019. Per i lavoratori delle pubbliche amministrazioni che avranno raggiunto i requisiti prescritti a partire dal 30 gennaio, la “finestra” sarà di 6 mesi.

In ogni caso la domanda di pensionamento va presentata all’amministrazione di appartenenza con almeno 6 mesi di anticipo. Per il settore scuola è prevista un’unica finestra, con il termine per il raggiungimento dei requisiti fissato al 28 febbraio.

La misura è operativa dal 2019 e si protrarrà in via sperimentale fino al 2021. Gli ultimi lavoratori dipendenti, pubblici o privati, che potranno richiedere la pensione attraverso questa formula saranno quelli che avranno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2021, a meno che il periodo di sperimentazione non venga prorogato.

Ci sono penalizzazioni per chi si avvale di Quota 100?

Questa misura non prevede alcuna penalizzazione rispetto a chi va in pensione con i requisiti ordinari. Tuttavia, andando in pensione qualche anno prima, nel calcolo dell’assegno pensionistico ovviamente verrà conteggiato un minor numero di contributi e pertanto anche il relativo importo sarà inferiore. Minore è il montante contributivo, infatti, minore sarà l’importo percepito, ma non verrà comunque applicato alcun criterio penalizzante. Nel calcolo della pensione verranno applicati, come avviene normalmente, i criteri previsti dal sistema contributivo.

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Ulteriori ipotesi di anticipazione del pensionamento

C’è anche la possibilità di anticipare ulteriormente il pensionamento. Una prima ipotesi riguarda i lavoratori con 59 anni di età e 35 anni di contribuzione, in presenza di speciali contratti collettivi di secondo livello che prevedano il ricambio generazionale con la sostituzione dei lavoratori collocati a riposo. Per questi casi è prevista l’istituzione di fondi di solidarietà bilaterali da utilizzare per erogare assegni straordinari per il sostegno del reddito a favore di quei dipendenti che decideranno di andare in pensione fino al raggiungimento di Quota 100, per un massimo di 3 anni.

Una seconda ipotesi interessa le lavoratrici che al 31 dicembre 2018 abbiano un’anzianità contributiva minima di 35 anni e almeno 58 anni di età (se dipendenti) o 59 anni (se autonome), le quali potranno avvalersi dell’“opzione donna”.

Come presentare la domanda per Quota 100

La domanda di pensionamento può essere presentata tramite i patronati e soggetti abilitati, come commercialisti e consulenti, ma è anche possibile fare tutto da soli collegandosi al sito web dell’INPS o tramite call center.

Per accedere al sito INPS occorre disporre di un PIN rilasciato dall’Istituto, dello SPID o della Carta nazionale dei servizi. Una volta entrati sul sito occorre accedere al servizio dedicato, denominato “Domanda di pensione di anzianità/anticipata Quota 100” e seguire la procedura.

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