Credito d’ imposta per chi investe in Ricerca e Sviluppo

Per far fronte alle sfide globali che le aziende più competitive si lanciano ogni giorno e favorire quindi i settori della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero delle Finanze, con il decreto 27 Maggio 2015, forniscono le indicazioni necessarie per ottenere il credito d’imposta per investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo.

Chi può beneficiare del credito d’imposta?

A beneficiare del suddetto credito sono tutte le imprese, che indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano o dal regime contabile che adottano, hanno effettuato e effettueranno investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Quali sono le spese ammissibili?

Premettendo che non si considerano attività di Ricerca e Sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, servizi o processi esistenti, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti, per ottenere il credito d’imposta, le spese ammissibili sono:

  • lavori sperimentali o teorici svolti, con la principale finalità dell’acquisizione di nuove conoscenze, senza applicazioni o usi commerciali diretti;
  • ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti;
  • acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;
  • produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Quali sono i costi agevolabili?

Ai fini della determinazione del credito d’imposta sono ammissibili i costi di competenza relativi a:

  • spese per il personale altamente qualificato (dipendenti o collaboratori dell’impresa) impiegato nelle attività di Ricerca e Sviluppo;
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio;
  • contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese (“ricerca extra-muros”);
  • competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.

Quanto è possibile ottenere?

Il credito d’imposta ottenibile può raggiungere un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario, a condizione che la spesa complessiva per investimenti, effettuata in ciascun periodo d’imposta, ammonti almeno ad euro 30.000. Il credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, è pari al 25 per cento delle spese incrementali sostenute in Ricerca e Sviluppo, rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso. Tale credito è elevato al 50 per cento per le spese incrementali relative al personale altamente qualificato e per quelle relative a contratti di ricerca c.d. “extra-muros”.

In un paese, come il nostro, in cui gli investimenti spesso sono subordinati al pagamento delle tasse, il credito d’imposta per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, rappresenta una delle spinte più forti verso l’innovazione.

Info: Gazzetta Ufficiale

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