Finanziamenti Mise per le aree di crisi industriale

Da aprile le aziende delle aree di crisi non complessa potranno inviare la loro domanda per ricevere aiuti dal Ministero dello Sviluppo Economico

È ormai noto a tutti che la crisi economica vissuta in questo decennio ha portato a conseguenze più o meno gravi in tutto il Paese, tanto che lo Stato ha cercato in tutti i modi di intervenire per porre rimedio; con la legge 181/89 il Ministero dello Sviluppo Economico ha disciplinato una serie di interventi per reindustrializzare le aree in crisi. Innanzitutto è stata fatta una divisione tra due diversi tipi di area, complessa e non complessa. Le aree di crisi complessa sono tutte quelle zone in cui la crisi economica e la perdita di posti di lavoro sono state talmente gravi essere diventati dei casi di interesse nazionale, come ad esempio il fallimento di uno specifico settore industriale molto radicato in un territorio. È lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico che riconosce uno stato di crisi complessa di un territorio, tendendo in considerazione anche settori industriali che hanno un eccesso di capacità produttiva, costi di produzione troppo squilibrati o un impatto estremamente negativo a livello ambientale.

Anche nel caso di aree di crisi industriale non complessa la decisione spetta al Ministero; in queste zone la situazione è sicuramente difficile per il territorio ma con conseguenze meno gravi.

Chi può ricevere i finanziamenti del Mise?

Potranno richiedere i contributi tutte le piccole, medie e grandi imprese costituite in società di capitali, incluse quelle cooperative e le società consortili che al momento della presentazione della domanda:

  • siano costituite in forma di società e siano iscritte al Registro delle Imprese;
  • non siano in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali;
  • non siano tra le società che hanno ricevuto e poi non rimborsato aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
  • non siano in difficoltà economica;
  • non abbiano chiuso nei 2 anni precedenti la stessa attività o una analoga, e non abbiano concretamente in programma di chiuderla nei 2 anni successivi all’ottenimento del contributo; quest’ultimo punto vale solo per gli aiuti a finalità regionale.

A cosa si riferiscono i finanziamenti del Mise?

Il Mise finanzia programmi di:

  • investimento produttivo: realizzazione di nuove unità produttive o miglioria di quelle già esistenti, acquisizione attive di uno stabilimento; acquisto di macchinari e attrezzature, acquisto di programmi informatici e nuove tecnologie in relazione al tipo di attività;
  • programmi di investimento per la tutela ambientale: operazioni volte all’innalzamento della tutela ambientale in modo da adeguarsi alle normative europee vigenti, efficientamento energetico, utilizzo di fonti rinnovabili, riciclaggio dei rifiuti;
  • progetti per l’innovazione dell’organizzazione: spese per personale dipendente (tecnici, ricercatori e altro personale ausiliario), strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, conoscenze, brevetti, servizi di consulenza, tutti utilizzati ai fini dello svolgimento del progetto per un ammontare non superiore al 20% del totale degli investimenti ammissibili.

I programmi di investimento sono relativi solamente a determinate attività, e precisamente: manifatturiero, estrattivo di minerali da cave e miniere, produttivo di energia o di tutela ambientale, dei servizi alle imprese, dello sviluppo dell’offerta turistica (potenziamento e miglioramento dell’offerta ricettiva).

La spesa minima prevista per ogni singolo progetto deve essere di 1,5 milioni di euro, l’inizio dell’attività deve avvenire dopo la presentazione della domanda e deve concludersi entro 3 anni dall’ottenimento del contributo; le agevolazioni finanziarie possono coprire fino al 75% dell’investimento ammissibile con:

  • un finanziamento agevolato per il 50% degli investimenti ammissibili. La restituzione deve avvenire in massimo 10 anni, a cui si aggiunge un periodo di preammortamento massimo di 3 anni, con un tasso del 20% del tasso di riferimento in corso al momento della concessione del contributo;
  • un finanziamento a fondo perduto e contributo diretto alla spesa non superiore al 25% dell’investimento ammissibile. La somma concessa dipenderà dalla sede e dalla dimensione dell’impresa, oltre che dalla tipo di regime di aiuto richiesto;
  • un’eventuale partecipazione al capitale su richiesta dell’impresa.

Il restante 25% deve essere garantito dall’impresa con soldi propri o attraverso un finanziamento esterno.

Come fare per richiedere i finanziamenti del Mise?

Le domande per le aree di crisi non complessa possono essere presentate attraverso Invitalia a partire dal 4 aprile 2017 attraverso gli appositi modelli presenti sul sito.

Per quanto riguarda i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, danneggiati dai terremoti del 2016, saranno messi a disposizione ulteriori somme di denaro e termini di presentazione specifici.

Il Programma di promozione industriale aiuta in maniera significativa chi in questi anni ha subito una battuta d’arresto a causa delle avverse condizioni del mercato; quello che vi suggeriamo di fare è di controllare se la vostra azienda ha sede in uno dei Comuni identificati dal Mise, contattare un professionista e preparare insieme la documentazione necessaria per poter presentare la domanda… una rinascita è possibile.

Fonte: Decreto Ministeriale 9 giugno 2015

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