Investire in ricerca e sviluppo? Conviene!

Cambia il credito d’imposta per le imprese che investono in Ricerca e Sviluppo con l’estensione della platea a tutte le aziende (non più solo PMI), con tetto massimo più alto, spesa minima per investimenti più bassa, allungamento fino al 2019 del periodo di agevolazione, rimodulazione dell’importo erogato e soppressione delle agevolazioni per assunzioni altamente qualificate del Dl Sviluppo 2012 e quelle nella Finanziaria 2013.
A prevederlo l’articolo 7 della nuova Legge di Stabilità 2015, che va a modificare il Bonus Ricerca del decreto Destinazione Italia (articolo 3, dl 145/2013).

COME SI ARTICOLA?

La Platea non sarà più solo di PMI con fatturato fino a 500 milioni di euro, ma tutte le imprese, indipendentemente da forma giuridica, settore economico e regime contabile.

MISURA

Non più il 50% dell’incremento annuale delle spese in R&S ma il 25% rispetto alla media degli investimenti 2012-2014 ma per alcune spese resta al 50% (vedi tabella seguente). Raddoppia il tetto massimo a 5 milioni l’anno per beneficiario, rispetto al precedente 2,5 milioni.

DURATA

L’agevolazione passa da tre a cinque anni (2015-2019). In pratica, diminuisce la somma erogata annualmente ma si allunga il periodo in cui viene riconosciuta.

SPESE AMMISSIBILI
  • personale altamente qualificato impiegato in attività di ricerca e sviluppo (come ad esempio dottori di ricerca con laurea magistrale in discipline tecniche);
  • quote di ammortamento delle spese di acquisto o utilizzo per strumenti e attrezzature di laboratorio;
  • contratti di ricerca stipulati con università e organismi di ricerca ;
  • spese per competenze e di natura scientifica, tecnologica.

Fonte:  www.governo.it

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