Per un reddito agricolo sicuro, contributi finanziari e fondi

L’agricoltura ancora oggi viene scelta come unica attività lavorativa da molti giovani che amano la terra e l’aria pura, nonostante gli innumerevoli disagi da affrontare, non ultimo quello per la tutela del reddito agricolo. Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali è consapevole dei rischi che fanno capo ai titolari di un reddito agricolo e per questo motivo investe ogni anno somme ingenti per offrire agli imprenditori i mezzi idonei per gestire al meglio le loro imprese.

I fondi messi a disposizione dal Ministero o dall’ISMEA sono destinati anche alla stipula di polizze assicurative per la copertura dei rischi derivanti dalla perdita o dal dimezzamento delle colture. Da un esame delle polizze sottoscritte ci si rende conto di come la maggior parte degli interventi riguardano aziende di grandi dimensioni, situate per lo più nella parte settentrionale del Paese e relativamente alle colture arboree e a quelle del settore vitivinicolo.

Oltre alla campagna di sensibilizzazione volta al richiamo delle imprese agricole di tutto il territorio nazionale e, soprattutto, di tutte le dimensioni e di qualsiasi tipologia di colture, il Ministero mira a far conoscere agli imprenditori agricoli gli strumenti messi a disposizione degli stessi per la gestione del reddito derivante dalla loro attività.

Il meccanismo utilizzato è quello dei fondi di mutualizzazione, mediante i quali si vuole rendere minimo o addirittura nullo, il rischio di perdite di reddito agricolo, inteso come differenza tra entrate, comprese quelle pubbliche, ed i relativi costi di gestione.

Le misure previste per raggiungere tale obiettivo sono le seguenti:

  1. Contributi finanziari alle polizze assicurative per avversità atmosferiche, infestazioni parassitarie ed emergenze ambientali;
  1. Contributi finanziari ai fondi mutualistici per le avversità atmosferiche, infestazioni parassitarie ed emergenze ambientali;
  1. Contributi finanziari ai fondi mutualistici per le perdite di reddito.

Tutte le misure sono previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 1305/2013, recepito dal nostro Paese a disposizione delle imprese richiedenti.

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

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