Bando Manunet, il Piemonte in difesa delle PMI: scopriamo i dettagli

Approvata una manovra da 2 mln di euro per far crescere le collaborazioni tra le imprese della rete Manunet III

Le MPMI (Micro, Piccole e Medie Imprese) che stanno vivendo un periodo di calo economico tendono sempre più a guardarsi intorno verso una possibile internazionalizzazione. Collaborare con altre aziende a livello transnazionale, infatti, non è più un’utopia, ma è sempre di più una realtà possibile. La regione Piemonte agevola in questo i suoi imprenditori tramite il bando Manunet 2017.

A chi è rivolto?

Possono partecipare tutte quelle aziende con la conformazione giuridica di MPMI con i seguenti requisiti:

  • essere un’azienda formata da almeno un gruppo di due soggetti fisici;
  • avere sede legale in Piemonte;
  • avere almeno uno dei due soggetti del gruppo sul territorio piemontese, oppure in un paese facente parte della rete Manunet (Germania, Israele, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Romania, Russia, Spagna, Turchia);
  • essere un organismo di ricerca.

La strategia messa a punto dalla regione Piemonte tramite il varo di questo bando è quella della specializzazione: più un’azienda gode di moderne tecnologie e di nuovi cicli produttivi, più essa riuscirà a specializzarsi in un determinato ambito, aumentando il fatturato e gli scambi con i paesi membri della rete Manunet III. La collaborazione transnazionale con altre aziende può apportare sostanziali novità ed aiutare le MPMI nella crescita economica.
I requisiti fondamentali per fare domanda sono:

  • presentazione di un progetto coerente con le aree di ricerca del bando;
  • stipula di convenzioni all’interno della rete Manunet III;
  • essere un’impresa registrata;
  • possedere un codice ATECO 2007 tra quelli specificati nel bando;
  • essere in regola dal punto di vista giuridico, quindi non in fase di pignoramento o di fallimento o in qualsiasi altra posizione non trasparente;
  • avere regolarità contributiva verso i dipendenti.

Di cosa si tratta?

Il bando Manunet dà la possibilità di accedere a dei finanziamenti regionali stanziati per una cifra di 2 milioni di euro. Per quanto riguarda le dimensioni del progetto, la quota che ogni azienda piemontese vincitrice del bando deve realizzare non dev’essere inferiore al 20% delle spese sostenute per la ricerca, e comunque dev’essere pari o maggiore di 200 mila euro. L’azienda piemontese, a fronte dell’altra partecipante, non può comunque coprire più del 70% delle spese totali. Il contributo viene erogato da un minimo di 2 anni ad un massimo di due anni e mezzo. Ogni progetto non potrà in ogni caso ottenere un’erogazione superiore a 300 mila euro totali.
Le spese ammissibili coperte dal bando sono, tra le altre:

  • spese per il personale;
  • acquisto o modifica di macchinari;
  • spese di ricerca e di consulenza;
  • spese di viaggio all’estero;
  • spese per i materiali e le forniture;
  • per le PMI spese per il conseguimento di brevetti o licenze.

Le aree di ricerca verso cui si orienta questo bando sono essenzialmente sei, e corrispondono ai settori in cui l’economia piemontese dà un contributo trainante al PIL italiano: l’ingegneria aerospaziale, la manifattura locale (agroalimentare e tessile), l’automotive, la bio ingegneria e le energie verdi, l’ingegneria meccanica e le scienze molecolari (biotecnologie, medicina, chimiche e tecnologie farmaceutiche).
I progetti possono essere sviluppati completamente dalle aziende che si propongono per il bando in totale autonomia, ma devono rientrare almeno in queste aree di ricerca e sviluppo:

  • ingegneria, innovazione e comunicazione per la promozione del patrimonio manifatturiero;
  • sviluppi di impianti e sistemi di riciclo e risparmio energetico, reperimento di nuove fonti di energia e nuovi cicli produttivi a basso impatto ambientale;
  • nuove tecnologie meccaniche per il settore manifatturiero, ossia nuove macchine specializzate in grado di frazionare e perfezionare il lavoro dell’uomo;
  • ricerca chimico-biologica su materiali innovativi;
  • innovazioni imprenditoriali, tecnologiche e di qualsiasi altro tipo volte a promuovere nel mondo l’immagine del manifatturiero made in Piemonte.

Come fare?

Per presentare la domanda per il bando Manunet III bisogna articolare la richiesta in due fasi:

  1. fase preliminare di valutazione dei progetti;
  2. fase di selezione.

La fase preliminare prevede che vengano presentati progetti al coordinatore del bando: questa documentazione va prodotta obbligatoriamente in lingua inglese e va presentata entro e non oltre le ore 17.00 del 17 marzo 2017 tramite l’applicativo Manunet. Sempre entro la stessa data, dopo l’invio della pre poposal, richiesta preliminare, i  responsabili legali di ogni progetto devono presentare la domanda di agevolazione compilando il modulo telematico reperibile sul sito Sistemapiemonte, fornendo alcuni documenti fondamentali tra i quali la propria posta elettronica certificata, la firma digitale e la documentazione relativa all’azienda.
Chi supera queste prime fasi di scrematura iniziale deve poi presentare la domanda finale di richiesta di finanziamento, la full proposal,  sempre tramite l’applicativo Manunet entro le ore 17.00 del 12 luglio 2017.

Le aziende piemontesi che vogliono tentare la strada dell’internazionalizzazione possono competere per questo bando per rilanciare in alto l’immagine del made in Piemonte ed aprirsi a nuovi e stimolanti mercati.

Fonte: Bando

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