PSR Toscana sottomisura 10.1.5: un piano per preservare coltivazioni a rischio

Un ritorno alla coltura tradizionale grazie agli aiuti della regione

La Toscana, una regione ricca di prodotti enogastronomici unici, luoghi naturalistici incontaminati e una produzione culinaria senza tempo, rischia di assistere all’estinzione di molte specie tra vegetali, silvicoli e animali. Ecco, quindi, che la Regione ha deciso di investire per la promozione della coltivazione di varietà locali a rischio estinzione; il progetto si estende alla promozione di un’agricoltura biologica, alla tutela della biodiversità zootecnica e vegetale, alla difesa dei suoli soggetti a erosione, alla produzione integrata e tantissimo altro.

A chi è rivolto?

Le sottomisure 10.1.5a “Coltivazione di varietà locali a rischio di estinzione di specie erbacee” e 10.1.5b “Coltivazione di varietà locali a rischio di estinzione di specie legnose da frutto (escluso vite)” del PSR Toscana 2014-2020, sono volte alla reintroduzione sul territorio toscano di quelle varietà locali (circa 700) definite a rischio di estinzione e iscritte al Repertorio Regionale della LR 64/04. Possono aderire a questo bando tutti gli agricoltori che rispettano l’articolo 2135 del codice civile mentre sono esclusi gli imprenditori con sentenze di condanna definitiva per violazione delle leggi in materia di lavoro.

Di cosa si tratta?

I beneficiari possono attuare due interventi principali: la coltivazione di varietà locali a rischio estinzione di specie erbacee e la coltivazione di specie a rischio da frutto (esclusa la vite). Il primo intervento riguarda la coltivazione di tutte le specie elencate nel Repertorio Regionale 64/04 e nel Registro Nazionale, secondo Direttiva 2008/62/CE, DLgs 149/2009, Direttiva 2009/145/CE e DLgs 267/2010; mentre il secondo intervento, riguarda la coltivazione di specie il cui elenco è riportato nel Repertorio Regionale 64/04 e tutelato dalla Direttiva 2008/90/CE e articolo 7 del DLgs 25 giugno 2010.

Gli impegni e le spese ammissibili variano secondo il tipo d’intervento. Per le specie erbacee si fa distinzione tra:

  • varietà di specie agrarie: superficie minima da coltivare 1 ettaro, premio annuo 240 euro/ha;
  • varietà orticole: superficie minima da coltivare, 100 metri quadrati, premio annuo 600 euro/ha;

Invece per le specie legnose da frutto la superficie minima di coltivazione è di 100 piante e verrà considerato uno spazio di 20 metri quadri a pianta; il premio che si riceve è di 790 euro/ha.

Nel criterio di selezione viene preso molto in considerazione il terreno più consono a questo tipo di coltivazioni, con maggior priorità per i terreni che si trovano nelle aree di montagna piuttosto che in pianura. Ci sono poi dei particolari vincoli di tipo ambientale, come ad esempio le zone a rischio di erosione, aree Natura 2000, parchi con una certa criticità ambientale e simili.

Come fare?

Ci sono 2 domande: domanda di aiuto e domanda di pagamento. La prima si compila online, attraverso il portale ARTEA, e dev’essere integrata con il piano di coltivazione, cioè quello che s’intende coltivare, quanta superficie occorre per la coltivazione e informazioni simili; la domanda di pagamento, invece, deve essere compilata ogni anno per ricevere il premio (annuale o quinquennale) e deve essere effettuata a seguito dell’ammissione alla domanda di aiuto. Gli importi di questo piano riguardano lo stanziamento di 0,1 milioni di euro per la coltivazione di piante erbacee, e 0,5 milioni di euro per la coltivazione quinquennale di piante frutticole. Le domande possono essere presentate dal primo gennaio fino al 31 marzo 2017. La graduatoria è approvata entro 30 giorni dalla chiusura della presentazione delle domande di aiuto, mentre per quelle di pagamento la scadenza è il 15 maggio 2017. Una volta raggiunto l’accesso al piano, occorre seguire alcune condizioni, come le norme BCAA e i criteri CGO. Inoltre, sono presenti dei requisiti minimi riguardo l’utilizzo di fitosanitari e fertilizzanti per cercare di preservare le coltivazioni dall’intensivo sfruttamento del suolo e dall’utilizzo di fertilizzanti, pesticidi e altro, tre delle rovine dell’agricoltura biologica.

Per qualsiasi informazione riguardo l’adesione, la candidatura, i pagamenti si può consultare il sito internet della Regione Toscana.

Preservare e mantenere tutte le specie, vegetali e animali, in via di estinzione, è un buon modo per mostrare tutto il proprio interesse nel recupero delle antiche e sane colture di un tempo, prive di pesticidi e lontane dalle più moderne tecniche di agricoltura.

Fonte: Bando sottomisura 10.1.5

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