Art bonus: credito d’imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura

Essere generosi conviene. Chi effettua donazioni in denaro per il sostegno della cultura, infatti, potrà godere di importanti benefici fiscali.

L’Art Bonus, istituito dal D.L. n. 83/2014, convertito in Legge n. 106/2014, è il credito d’imposta spettante a chi effettua erogazioni liberali in denaro a favore del patrimonio culturale di proprietà pubblica. Il credito d’imposta è pari al 65 per cento delle erogazioni liberali in denaro.

Art Bonus: quali sono le opere che si possono finanziare?

  • interventi d manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  • sostegno alle spese degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica;
  • per le il restauro, il potenziamento di quelle esistenti o la realizzazione di nuove strutture di enti o istituzioni pubbliche, che senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.

Quali soggetti possono usufruire dell’Art Bonus?

Tutti i contribuenti che effettuano erogazioni liberali in denaro di cui al D.L. n. 83/2014, a prescindere dalla loro forma e natura giuridica possono beneficiare dell’Art Bonus.

Possono infatti usufruire dell’Art bonus:

  • persone fisiche non imprenditori (dipendenti, titolari di reddito di lavoro autonomo, pensionati ecc.) ed enti non commerciali (associazioni ecc.), sia residenti che non residenti in Italia;
  • società semplici: in tal caso la circolare precisa che il credito d’imposta va ripartito tra i soci seguendo le norme previste dall’art. 5 del D.P.R. n. 917/1986 (Tuir) in materia di imputazione dei redditi prodotti in forma associata;
  • soggetti titolari di reddito d’impresa (siano essi persone fisiche, società o enti che svolgono attività d’impresa) e stabili organizzazioni in Italia di imprese non residenti.

Per usufruire dell’Art Bonus, è necessario che l’erogazione liberale venga effettuata tramite:

  • banca;
  • ufficio postale;
  • mezzi di pagamento rintracciabili (carte di debito, di credito e prepagate; assegni bancari e circolari).
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Le erogazioni liberali effettuate con metodi di pagamento diversi da quelli suddetti (per esempio in contanti) non possono invece beneficiare del credito d’imposta.

Ammontare e limiti quantitativi al credito d’imposta

Il credito d’imposta è pari al 65 per cento delle erogazioni liberali in denaro effettuate: è però necessario rispettare i limiti quantitativi di cui all’art. 1, comma 2, del D.L. n. 83/2014.

In particolare, l’Art-Bonus spetta:

  • alle persone fisiche e agli enti non commerciali, nel limite del 15 per cento del reddito imponibile;
  • ai soggetti titolari di reddito d’impresa, nel limite del 5 per mille.

L’Art Bonus va ripartito in 3 quote annuali di pari importo.

Modalità di utilizzo del credito d’imposta

I soggetti titolari di reddito d’impresa possono utilizzare il credito d’imposta esclusivamente in compensazione tramite Modello F24.

Per quanto riguarda invece le persone fisiche e gli enti non commerciali che agiscono al di fuori di attività d’impresa, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che possono usufruire del credito d’imposta in sede di dichiarazione dei redditi: la prima quota di 1/3 può essere utilizzata nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata effettuata l’erogazione liberale.

Approfondisci la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 24/E

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