Art bonus: credito d’imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura

AGGIORNAMENTO AL 08/11/2017 

Con la Risoluzione n. 136/E, l’Agenzia delle Entrate chiarisce quali erogazioni liberali sono ammissibili per beneficiare del credito d’imposta.

 

AGGIORNAMENTO 22 SETTEMBRE

È stato approvato il ddl 2287-bis, recante Delega al Governo per il codice dello spettacolo; viene confermato l’Art-Bonus, che viene esteso a tutti i settori dello spettacolo. Leggi il ddl

 

Essere generosi conviene. Chi effettua donazioni in denaro per il sostegno della cultura, infatti, potrà godere di importanti benefici fiscali.

L’Art Bonus, istituito dal D.L. n. 83/2014, convertito in Legge n. 106/2014, è il credito d’imposta spettante a chi effettua erogazioni liberali in denaro a favore del patrimonio culturale di proprietà pubblica. Il credito d’imposta è pari al 65 per cento delle erogazioni liberali in denaro.

Art Bonus: quali sono le opere che si possono finanziare?

  • interventi d manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  • sostegno alle spese degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica;
  • per il restauro, il potenziamento di quelle esistenti o la realizzazione di nuove strutture di enti o istituzioni pubbliche, che senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.

Quali soggetti possono usufruire dell’Art Bonus?

Tutti i contribuenti che effettuano erogazioni liberali in denaro di cui al D.L. n. 83/2014, a prescindere dalla loro forma e natura giuridica possono beneficiare dell’Art Bonus.

Possono infatti usufruire dell’Art bonus:

  • persone fisiche non imprenditori (dipendenti, titolari di reddito di lavoro autonomo, pensionati ecc.) ed enti non commerciali (associazioni ecc.), sia residenti che non residenti in Italia;
  • società semplici: in tal caso la circolare precisa che il credito d’imposta va ripartito tra i soci seguendo le norme previste dall’art. 5 del D.P.R. n. 917/1986 (Tuir) in materia di imputazione dei redditi prodotti in forma associata;
  • soggetti titolari di reddito d’impresa (siano essi persone fisiche, società o enti che svolgono attività d’impresa) e stabili organizzazioni in Italia di imprese non residenti.
Leggi anche:  Credito d'imposta per l'assunzione di detenuti: pronto il codice

Per usufruire dell’Art Bonus, è necessario che l’erogazione liberale venga effettuata tramite:

  • banca;
  • ufficio postale;
  • mezzi di pagamento rintracciabili (carte di debito, di credito e prepagate; assegni bancari e circolari).

Le erogazioni liberali effettuate con metodi di pagamento diversi da quelli suddetti (per esempio in contanti) non possono invece beneficiare del credito d’imposta.

Ammontare e limiti quantitativi al credito d’imposta

Il credito d’imposta è pari al 65 per cento delle erogazioni liberali in denaro effettuate: è però necessario rispettare i limiti quantitativi di cui all’art. 1, comma 2, del D.L. n. 83/2014.

In particolare, l’Art-Bonus spetta:

  • alle persone fisiche e agli enti non commerciali, nel limite del 15 per cento del reddito imponibile;
  • ai soggetti titolari di reddito d’impresa, nel limite del 5 per mille.

L’Art Bonus va ripartito in 3 quote annuali di pari importo.

Modalità di utilizzo del credito d’imposta

I soggetti titolari di reddito d’impresa possono utilizzare il credito d’imposta esclusivamente in compensazione tramite Modello F24.

Per quanto riguarda invece le persone fisiche e gli enti non commerciali che agiscono al di fuori di attività d’impresa, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che possono usufruire del credito d’imposta in sede di dichiarazione dei redditi: la prima quota di 1/3 può essere utilizzata nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata effettuata l’erogazione liberale.

Approfondisci la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 24/E

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