Via libera alla Riforma della Pubblica Amministrazione 2017: la riorganizzazione del pubblico impiego

In Gazzetta il D Lgs n. 75/2017 che riscrive le regole per i dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Con la Legge 124/2015 recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, meglio conosciuta come Legge Madia di Riforma della PA, si è dato avvio ad un processo di rinnovamento e di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione soprattutto in materia di Pubblico Impiego. Tra gli obiettivi prefissati quello di rivitalizzare la contrattazione collettiva, avere una maggiore flessibilità nella gestione degli organici, revisionare le procedure di reclutamento del personale, ricorrere a forme privatistiche di lavoro flessibile rese più compatibili con principi pubblicistici di accesso all’impiego, procedere al reclutamento e stabilizzazione dei precari, ma anche dare maggiore peso alla responsabilità disciplinare con possibilità di avviare un’azione più efficace e tempestiva, nonché l’istituzione del polo unico per le visite fiscali in caso di assenze del dipendente per malattia gestito dall’INPS.

Ma vediamo di seguito le novità più interessanti in relazione al Pubblico Impiego.

Fabbisogno di personale (art. 4-5 D. Lgs 75/2017)

In merito alla programmazione del fabbisogno di personale la norma è intervenuta introducendo lo strumento del Piano triennale dei fabbisogni nella prospettiva del superamento progressivo della dotazione organica come limite alle assunzioni, fatti salvi i limiti di spesa della PA.

Tale strumento, aggiornato ogni anno, consente la rimodulazione delle necessità di fabbisogno di personale consentendo all’amministrazione di modificare la propria dotazione sulla base delle nuove esigenze emerse, garantendo l’invarianza della spesa e l’informazione ai sindacati, se prevista dai Contratti collettivi.

Il piano del fabbisogno di personale deve essere allineato con il documento unico di programmazione e con il piano delle performance. Inoltre le linee di indirizzo emanate dalla Funzione Pubblica dovranno evidenziare l’esigenza di figure emergenti, di cui tener conto nell’ambito della programmazione delle assunzioni. Per monitorare tutti questi aspetti, il piano triennale del fabbisogno deve essere comunicato al Dipartimento della Funzione Pubblica entro 30 giorni dalla sua adozione, in caso contrario scatta il divieto di assunzione.

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Reclutamento personale, stabilizzazione, nuove assunzioni e concorsi pubblici (artt. 6-7-8 D. Lgs 75/2017)

Le novità più importanti e probabilmente le più attese della Riforma della PA riguardano la definizione di una procedura di stabilizzazione dei contratti dei precari della pubblica amministrazione e le nuove assunzioni.

Per quanto riguarda quest’ultime il Decreto 75/2017 prevede che il numero di unità da immettere in servizio possa variare a seconda dei fabbisogni di ciascun Ente, ma che dovranno essere determinati in fase di programmazione. Il 20% dei posti messi a concorso e previsti da detta programmazione potrà essere assegnato tramite progressioni da svolgersi con selezioni interne tesi a valorizzare l’esperienza professionale acquisita da chi ha prestato lavoro flessibile nella PA, eccetto i diretti collaboratori di organi politici.

Relativamente ai concorsi sarà possibile svolgerli in forma centralizzata o aggregata, mediante l’attivazione di procedure che mirino a valorizzare la conoscenza della lingua inglese e di altre lingue ed eventuali titoli professionale post-laurea come quello di dottore di ricerca. Sono inoltre previste misure per agevolare il rispetto delle quote di riserva per l’assunzione dei lavoratori disabili, con un sistema sanzionatorio più efficace ed un nuovo rapporto tra legge e contratto di riferimento.

Per quanto concerne le forme di lavoro flessibili è posto divieto alle amministrazioni pubbliche di stipulare contratti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro coordinate e, continuative, mentre è possibile ricorrere ad altre tipologie di contratto come quelli di formazione e lavoro, al fine di contenere il precariato.

Responsabilità disciplinare dei dipendenti (artt. 12-13-14-15-16-17 D. Lgs 75/2017)

In merito alla responsabilità disciplinare nel testo della Riforma si trovano ampliate le violazioni in tema di infrazioni disciplinari che possono dar luogo al licenziamento dei dipendenti.

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Accanto ai casi classici già previsti dalla norma ovvero false timbrature, assenze ingiustificate, false dichiarazioni, le nuove regole impongono il licenziamento per chi viola in modo grave e reiterato i codici di comportamento, dimostra uno scarso rendimento oppure va incontro per 3 anni a valutazioni negative. Inoltre le nuove norme si pongono l’obiettivo di rendere più veloce ed efficace l’azione disciplinare nei confronti dei dipendenti, che deve concludersi entro la tempistica perentoria di 120 giorni.

Polo unico per le visite fiscali (art. 18 D. Lgs 75/2017)

Per quanto attiene le modalità di gestione delle visite fiscali, la Riforma prevede che dal primo settembre 2017 sia attivo il cosiddetto Polo Unico, ovvero un ufficio unico, sotto la guida diretta dell’Inps con il compito di coordinare le visite fiscali e di accertare mediante le visite le condizioni medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia.

Riorganizzazione, efficienza, efficacia, razionalizzazione delle risorse ed implementazione delle buone pratiche sono le parole d’ordine della Riforma della PA, che rappresenta una tra le più consistenti strategie di innovazione del Paese.

Per maggiori dettagli leggi il Decreto Madia.

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