Bonus bonifica amianto. Di cosa si tratta

Prevista pubblicazione bonus fiscale per la bonifica delle strutture in amianto a favore delle imprese.

Sono tante le strutture, quali capannoni e tettoie, presenti in tutto il Paese, realizzati con l’uso della fibra d’amianto. Dal 1992 è stato bandito l’uso di queste fibre minerali nei processi produttivi.

La rimozione e lo smaltimento dei prodotti realizzati in amianto (come i manufatti di eternit) sono operazioni particolarmente delicate pericolose, che richiedono l’intervento di imprese specializzate. Il “fai da te”, in questi casi, è assolutamente da evitare.

Il problema è che i costi per un’azienda che ha dei capannoni ricoperti di manufatti in fibra d’amianto possono risultare particolarmente gravosi. Ma è in dirittura d’arrivo il bonus per la bonifica da amianto.

Si tratta di un credito di imposta che viene riconosciuto alle imprese che decideranno bonificare i capannoni dalla presenza di questo materiale. E’ già stato introdotto nell’ordinamento dal Collegato Ambientale della Legge di Stabilità 2016, sotto la rubrica “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”.

Il decreto che darà attuazione al bonus aminato è atteso a breve, mentre la presentazione delle domande da parte delle imprese è partita dal 1 giugno.
Le domande potranno essere accolte fino ad esaurimento del plafond, che ammonta ad un totale di 17 milioni di euro, spalmate in tre anni (sono circa 5,7 milioni all’anno).
Il fondo è cofinanziato dall’INAIL, tramite il Bando ISI 2015.

Chi potrà beneficiare del bonus bonifica amianto?

Come già accennato, il questo bonus è destinato alle imprese, non anche ai privati cittadini. Quindi bisogna essere, innanzitutto, titolari di reddito di impresa. In secondo luogo l’impresa beneficiaria deve essere intestata ad una persona fisica. Infatti il bonus andrà ad agire sull’Irpef dovuta.

Quali interventi sono coperti dal bonus amianto?

Gli interventi ammessi al credito sono quelli riguardanti la rimozione e lo smaltimento dell’amianto presente in coperture e manufatti di beni e strutture produttive presenti sul territorio nazionale inerenti la propria attività d’impresa, effettuati nell’arco dell’anno 2016.
Sono pertanto esclusi eventuali insediamenti prodotti presenti su territorio estero, ancorché di proprietà di un’azienda italiana.
Gli interventi, inoltre, dovranno essere realizzati nel rispetto della normativa ambientale e di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il bonus compre anche le spese per consulenze professionali e perizie tecniche, purché non eccedano il 10% delle spese complessive sostenute; non possono comunque superare l’ammontare di 10 mila euro per ciascun progetto.

In cosa consiste il bonus bonifica amianto?

Il bonus è rappresentato da una detrazione fiscale sull’Irpef dovuta pari al 50% delle spese sostenute per gli interventi di bonifica (ed eventuali spese per consulenze e perizie, nei limiti del 10%, come già precisato), fino ad un valore massimo di 200 mila euro per ogni impresa che presenterà l’apposita domanda.
La detrazione opererà come credito d’imposta, a partire dal 2017. Il recupero dovrebbe avvenire in dieci rate annuali. Quindi l’investimento verrebbe totalmente ammortizzato in 10 anni.

Il bonus non concorrerà alla formazione del reddito né della base imponibile dell’Irpef e non è incompatibile con altre agevolazioni previste per interventi di coibentazione o di efficienza energetica degli edifici.

Questa misura rappresenta uno strumento finalizzato ad incentivare la riduzione dell’amianto dagli edifici, ricorrendo a strumenti conformi alla legge e sicuri per l’ambiente, evitando quindi il pericoloso “fai da te”, cui purtroppo talvolta si ricorre.

Per conoscere le modalità e i termini per la presentazione della domanda occorre aspettare l’emanazione del decreto attuativo.

Info: Camera dei deputatiInail

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