Cartelle esattoriali, le informazioni utili per districarsi

I tempi di prescrizione, la possibilità di rottamazione, ma anche semplicemente cosa significa ricevere una notifica: oggi cerchiamo di fare chiarezza sulle cartelle esattoriali, per fornire informazioni utili a chi si trova ad affrontare la questione in prima persona.
 

Che cos’è la cartella esattoriale e come si rateizza

Partiamo innanzitutto dalle definizioni di base di questo tema, tanto delicato quanto ostico: come si legge anche sul portale specializzato in consulenze legali e fiscali www.avvocatoaccanto.com, la “cartella esattoriale” è un atto ufficiale di intimazione al pagamento che un cittadino riceve da un ente della Pubblica Amministrazione quando non ha pagato un tributo, un contributo, una sanzione o un’altra qualsiasi posizione; in genere, la Pubblica Amministrazione si rivolge a un agente riscossore (come la celeberrima Equitalia) per ottenere il pagamento coattivo, anche attraverso una rateizzazione dell’importo dovuto per agevolare il debitore.

I nuovi approdi della tecnologia

Negli ultimi tempi ci sono state parecchie novità in materia, a cominciare dall’addio della tanto odiata Equitalia, sostituita nelle funzioni dalla “Agenzia delle Entrate – Riscossione” (Ader), che è subentrata dallo scorso primo luglio; uno dei primi atti ufficiali del nuovo ente è stato l’ampliamento dei canali di notifica delle cartelle, che oggi possono arrivare anche attraverso posta elettronica certificata.

Arrivano le copie digitali

Secondo quanto rivelato da alcuni quotidiani, proprio sul fronte innovazione potrebbero esserci presto altre novità, perché l’Ader sta pensando di lanciare un codice ah hoc o ancor più specificamente un Qr code per permettere la lettura della cartella esattoriale in formato digitale anche dal proprio smartphone, che in termini legali equivale pienamente a una copia conforme dell’atto.

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I termini per la rottamazione

In termini più pratici, bisogna ricordare che – sulla scorta del successo dell’iniziativa del 2017 riguardo la definizione agevolata, ovvero la rottamazione delle carte esattoriali – anche quest’anno è stata aperta una finestra temporale per consentire a chi si trova in situazioni debitorie di sanare la propria posizione ricorrendo alla rottamazione delle cartelle esattoriali. Per la precisione, c’è tempo fino al 15 maggio 2018 per presentare la domanda di adesione, che vale per tutti gli atti affidati agli agenti della riscossione dal primo gennaio 2000 al 30 settembre 2017, come previsto dal decreto legge 148/17.

Un’opportunità per sanare le posizioni debitorie

Questo significa che i debitori che fanno richiesta di “rottamazione” delle cartelle (nel rispetto dei requisiti previsti e dopo l’accoglimento della proposta da parte dell’Agenzia) potranno pagare la quota residua delle somme inizialmente richieste dalla PA senza versare le sanzioni e gli interessi di mora, mentre per le multe stradali non si pagano gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

La questione bollo auto

Questo tipo di sanatoria potrebbe riguardare anche il mancato pagamento del bollo auto, un altro tema particolarmente “caldo” nelle ultime settimane: di recente, infatti, molti giornali hanno rilanciato la notizia dell’invio agli automobilisti italiani di oltre quattromila cartelle esattoriali relative ai mancati pagamenti 2012 dell’imposta obbligatoria per tutte le autovetture iscritte al Pubblico Registro Automobilistico. In questo caso, è importante prestare attenzione alla prescrizione, tenendo a mente alcuni dettagli “tecnici”.

Come calcolare i termini di prescrizione

Per la precisione, il termine di prescrizione del bollo auto è stato fissato per legge in tre anni, ma ci sono alcune variabili da considerare: innanzitutto, il calcolo va effettuato partendo dall’anno successivo alla scadenza della tassa automobilistica (ovvero, prendendo in esame il 2012, si comincia a calcolare la decorrenza dal primo di gennaio 2013 e dunque la prescrizione sarebbe il 31 dicembre 2015). Se però in questo periodo il Fisco ha sollecitato il pagamento tramite raccomandata, l’orologio si riazzera e bisogna ricalcolare altri tre anni; infine, a questo va aggiunto il calcolo del termine di decadenza, perché se l’iscrizione a ruolo del mancato pagamento viene fatta dopo due anni la decadenza è immediata e l’eventuale notifica della multa è nulla.

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