Rimborsi IVA: novità per i contribuenti che hanno avviato un attività da meno di due anni

Con la Circolare 33/E del 22 luglio, l’Agenzia delle Entrate fa chiarezza sui cambiamenti previsti dalla recente revisione fiscale in materia di rimborsi Iva, soffermandosi sulle novità riguardanti le attività avviate da meno di 2 anni.

Rimborsi Iva: i punti chiariti dall’Agenzia delle Entrate

Le recenti modifiche normative al sistema fiscale, riguardanti la disciplina degli interpelli e il sistema sanzionatorio, hanno apportato dei cambiamenti in materia di rimborsi Iva mirati a semplificare e restringere i tempi delle procedure di rimborso dei crediti Iva maturati dai contribuenti.
La nuova enunciazione della normativa fiscale abolisce il vincolo esteso a tutti contribuenti di presentare la garanzia per l’ottenimento dei rimborsi Iva.
Con la suddetta Circolare, l’Agenzia delle Entrate intende chiarire nel dettaglio i punti riguardanti:

  1. la cessazione di efficacia dell’atto normativo che prevede il ricorso alle società di comodo per ottenere il rimborso Iva;
  2. l’esonero dall’obbligo di prestare la garanzia per l’ottenimento del rimborso Iva in caso di comunicazione di irregolarità o di atto che accerta maggiori tributi o che rettifica la posizione reddituale del contribuente;
  3. l’applicazione della sospensione e del fermo amministrativo;
  4. l’obbligo di presentare la garanzia per i soggetti con attività avviate da meno di 2 anni e per i contribuenti in liquidazione ordinaria.

Rimborsi Iva per i contribuenti con un’attività d’impresa da meno di due anni

Al fine di rendere più semplici e veloci le procedure, la nuova formulazione della legge sui rimborsi Iva ha abolito l’obbligo di esibire la garanzia, che ricorre solo nei seguenti due casi:

  • rimborsi Iva che superino i 15 mila euro richiesti da contribuenti con attività d’impresa avviata da meno di 24 mesi, tranne nel caso delle start-up innovative;
  • rimborsi Iva che superino i 15 mila euro al momento della cessata attività.
Leggi anche:  Regime dei minimi: c’è ancora tempo per aderire

Al posto della garanzia, è possibile presentare una dichiarazione annuale oppure una richiesta trimestrale corredata di visto di conformità e una dichiarazione sostitutiva che attesti la presenza delle caratteristiche patrimoniali richieste dalla normativa.

In rapporto agli esercenti attività d’impresa da meno di 2 anni, la circolare spiega che con l’espressione “esercizio dell’attività d’impresa” si fa riferimento ad elementi tangibili che ne avvalorino lo svolgimento. L’inizio attività non coincide con il momento in cui si apre la partita Iva, bensì con l’esecuzione della prima operazione e può essere dedotto dagli impieghi di capitale, dai lavori realizzati, dai contratti stipulati, dalle operazioni passive in virtù del principio della neutralità dell’Iva.
Inoltre la scadenza di 24 mesi si riferisce ai 2 anni precedenti alla data in cui viene richiesto il rimborso Iva annuale o trimestrale.
L’obbligo di garanzia ricorre anche per i rimborsi Iva richiesti dai soggetti più a “rischio”, cioè coloro che, nei 24 mesi antecedenti alla richiesta, si sono visti recapitare avvisi di accertamento o di rettifica con evidente scarto tra l’eccedenza dichiarata e quella verificata.
In merito ai contribuenti in liquidazione volontaria, nulla vieta che richiedano il rimborso dell’Iva a credito se:

  • la consistenza del patrimonio netto e immobiliare non risulta ridotta di più del 40% in confronto all’ultimo periodo d’imposta;
  • per le società quotate, non sono state cedute azioni o quote per più del 50%;
  • sono stati pagati i contributi previdenziali e assicurativi.

Sospensione dei rimborsi Iva

Il documento di prassi chiarisce che, in caso di ricezione di avviso di irregolarità, verranno sospesi i rimborsi Iva, salvo nelle seguenti ipotesi:

  • se non sono ancora trascorsi 30 giorni dalla notifica;
  • nell’eventualità che il contribuente stia pagando un piano di rateizzazione a seguito di un accertamento con adesione, acquiescenza, conciliazione giudiziale, reclamo/mediazione tributaria;
  • nel caso di somme riammesse alla rateizzazione e di rate non ancora pagate relativamente a cartelle di pagamento.
Leggi anche:  Riqualificazione energetica: come cedere le detrazioni

La sospensione del rimborso avverrà invece qualora l’omissione o il ritardo nel pagare le rate implichi l’annullamento della rateazione.

Rimborsi Iva per le società non operative

Nel caso delle richieste di rimborso Iva avanzate dalle Snop (Società non operative) oppure in perdita sistemica, la circolare precisa che l’erogazione o meno del rimborso è affidata all’esito degli interpelli. Allorché la società presenti istanza per la decadenza della normativa delle Snop, l’Erario si accerterà dell’assenza di perdita sistemica e, se l’esito dell’interpello risulterà positivo, provvederà ad erogare il rimborso.
Se con l’istanza viene invece chiesta la disapplicazione della disciplina delle società in perdita sistemica, l’ufficio chiederà alla società di esibire il test di operatività, subordinando l’erogazione del rimborso all’esito favorevole dell’interpello e del test, oppure, in mancanza di quest’ultimo, della dichiarazione dei redditi.

Infine, in prospettiva di un rapporto più collaborativo e proficuo per il contribuente, in mancanza sia della dichiarazione sostitutiva che delle istanze di interpello, la società potrà ottenere ugualmente il rimborso Iva se produrrà una dichiarazione sostitutiva su domanda dell’Agenzia delle Entrate.

Info: Agenzia delle entrate

Hai dei dubbi sull'argomento appena letto?
Chiedi ad un esperto.

Hai ancora domande? compila i campi sottostanti e i migliori professionisti del settore ti risponderanno.
Registrati o accedi per visualizzare il contenuto.

Per visualizzare il contenuto o Registrati.


Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Clicca "mi piace" sulla nostra pagina Facebook