Più chiarezza per la rideterminazione del valore dei terreni

Anche la Legge di Stabilità del 2015, come quelle precedenti, ha prorogato i termini per usufruire delle agevolazioni fiscali per la rivalutazione dei terreni sia edificabili sia agricoli.

La disposizione che stabilisce la proroga delle agevolazioni, non ne modifica né i termini né tantomeno le modalità applicative, ma fissa quale data di riferimento per il possesso dei terreni il 1° gennaio 2015. In termini pratici, la norma consente di ridurre il carico fiscale una volta che si decida di vendere tali terreni, dietro pagamento all’Agenzia delle Entrate, entro il 30 giugno 2015, di un’imposta sostitutiva pari all’8% del valore dei terreni risultante da una perizia giurata.

Tuttavia anche tale norma ha generato nei vari anni di applicazione molteplici questioni controverse che sono sfociate nell’emissione di molti avvisi di accertamento da parte della stessa Agenzia delle Entrate. Per evitare il sorgere di ulteriori contenziosi sono stati pubblicati i chiarimenti dell’Amministrazione finanziaria in materia.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

  • La perizia giurata può essere asseverata anche in data successiva alla stipula dell’atto di cessione del terreno;
  • Nonostante il valore del terreno risultante dalla perizia rappresenti il valore minimo di riferimento sia per il calcolo della plusvalenza sia per il calcolo delle imposte indirette, in caso di indicazione nell’atto di un valore inferiore a quello rivalutato risultante dalla perizia, si seguono le regole ordinarie per la determinazione delle plusvalenze senza tener conto del valore di perizia.

Tale regola può essere superata mediante una nuova rideterminazione del valore del terreno, quindi una nuova perizia, rispetto a quella iniziale. Naturalmente lo scostamento tra il valore della prima perizia e quello della perizia successiva, non può essere rilevante, altrimenti l’Agenzia delle Entrate non crederà ad un mero errore bensì ad un comportamento doloso del contribuente per ottenere un vantaggio ingiustificato e una sottrazione di materia imponibile nei confronti dell’Erario.

Fonte: Agenzia delle Entrate

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