INPS: Esonero nuove assunzioni

L’INPS, grazie al decreto 178/2015, ha deciso di spiegare, in maniera chiara e semplice, tutti gli aspetti dell’esonero contributivo e sulle nuove assunzioni, in maniera tale che, i datori di lavoro, possano avere ben chiare l’idea che ruota attorno al concetto espresso in merito all’esonero contributivo stesso.

Chi beneficerà dell’esonero sulle nuove assunzioni

L’INPS ha voluto, come prima cosa, fare chiarezza sulle figure lavorative che otterranno dei benefici in merito all’esonero sulle nuove assunzioni.
I datori di lavoro privati rientrano in questa categoria ed erano già stati annunciati da parte dell’ente, che ha voluto integrare anche altre due tipologie di datori di lavoro: la prima di queste è quella che assume lavoratori che hanno un’assicurazione presso l’INPGI, ovvero l’Istituto Nazionale Previdenziale per i Giornalisti Italiani.
L’altra tipologia invece è rappresentata sempre dai datori di lavoro privati che hanno obblighi contributivi nei confronti della Casse della Gestione dei Dipendenti Pubblici.
Si tratta quindi di altre due categorie che potranno ottenere diversi vantaggi grazie a questo esonero.

Nuove assunzioni e altri bonus

L’INPS ha voluto precisare un dato molto importante relativo a questo sgravo, che riguarda i datori di lavoro che decideranno di effettuare nuove assunzioni.
Questo bonus non potrà essere aggiunto a quelli che il datore di lavoro già percepisce con altre due tipologie di assunzioni.
Nello specifico, l’esonero non è combinabile al bonus che, il datore di lavoro, percepisce assumendo i lavoratori con almeno cinquant’anni d’età che sono rimasti disoccupati da più di un anno.
Allo stesso tempo, il bonus non potrà essere nemmeno sfruttato dai datori di lavoro che hanno assunto donne con due anni di disoccupazione o che non percepiscono una paga da almeno ventiquattro mesi malgrado lavorino.
Anche le donne che sono disoccupate da sei mesi e che vivono in zone disagiate, le quali vengono assunte da un datore di lavoro, comportano un bonus che non potrà essere utilizzato dai datori di lavoro che decidono di assumerle.

La durata dello sgravo e la modalità di ottenimento

Un altro punto importante chiarito dall’INPS riguarda la valenza dello sgravo, ovvero il periodo di tempo durante il quale esso potrà essere sfruttato.
E’ stato spiegato da parte dell’INPS che, i datori di lavoro, potranno usufruire del suddetto sgravo sulle nuove assunzioni solo ed esclusivamente se, il lavoratore, entra a far parte dell’azienda nel periodo che parte dal primo gennaio fino al trentuno dicembre 2015.
Pertanto ogni lavoratore nuovo, assunto dal datore di lavoro, nel corso del 2015, comporterà uno sgravo per la persona responsabile dell’azienda.
Lo sgravo potrà essere ottenuto dai datori di lavoro che assumono sia a tempo determinato che a tempo indeterminato: nel primo caso però, viene specificato che il contratto deve avere una durata di almeno trentasei mesi, ovvero pari alla durata dello sgravo.
Se l’assunzione avviene mediante agenzia interinale, il datore di lavoro potrà ottenere lo sgravo anche se, momentaneamente, quel lavoratore è in attesa di una nuova collocazione all’interno di quell’azienda, ovvero non sta lavorando, ovvero durante il periodo di disponibilità di quel lavoratore.

Gli altri aspetti dello sgravo sulle nuove assunzioni 2015

Quelli prima citati sono tutti i casi principali e gli aspetti maggiormente importanti che riguardano il bonus che potrà essere ottenuto dai datori di lavoro nel momento in cui essi decideranno di assumere, a tempo determinato o indeterminato, un lavoratore.
L’INPS però ha deciso di dare ulteriori delucidazioni in merito a questo bonus, proprio per evitare che ci possano essere delle complicazioni ed incomprensioni.
Ogni caso prende in considerazione degli esempi e situazioni differenti, come quello relativo alla maternità: ad esempio, se una dipendente è costretta ad assentarsi dal lavoro a causa del periodo di maternità obbligatoria e questa è stata assunta nel 2015, lo sgravo potrà essere sfruttato dal datore di lavoro nel momento in cui quella dipendente torna lavorare.
I lavoratori che vengono assunti e che, nei sei mesi precedenti alla nuova assunzione, non hanno superato il periodo di prova o hanno dato le dimissioni malgrado erano in possesso di un contratto a tempo determinato, non permetteranno al nuovo datore di lavoro di ottenere lo sgravo.
Stesso discorso qualora, un datore di lavoro nell’effettuare le nuove assunzioni, decida di far entrare nell’organico una persona che, nei sei mesi precedenti alla suddetta nuova assunzione, ha lavorato all’estero.
Se vi è un lavoratore part time, che offre la sua prestazione a tempo indeterminato a due datori di lavoro ed aziende che operano in ambiti differenti, entrambi i datori potranno ottenere lo sgravo solo ed esclusivamente se, il tipo di contatto che viene effettuato a quel dipendente, è identico in tutte le sue parti in entrambi a quello proposto dal datore di lavoro che lo ha assunto per primo.
Questo significa che, i due contratti, seppur firmati con datori di lavoro diversi, devono essere uguali tra di loro.
Se il contratto di lavoro di un lavoratore dovesse subire delle variazioni, ovvero dei cambiamenti nella tipologia, come ad esempio da tempo determinato a quello indeterminato, è importante sottolineare che, se il cambiamento avviene quando mancano sei mesi o poco meno alla scadenza del contratto, il datore di lavoro è tenuto a restituire il contributo NASpl, secondo quanto previsto dalla legge, ed in particolar modo dalla legge 32/2012.

 

Info: INPS

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