Eurotassa 2: prelievi da IVA ed IRPEF nazionali

Un’imposta ad hoc, applicata direttamente sui contribuenti grazie a un innalzamento dei contributi nazionali all’Europa, mediante una destinazione di maggiori risorse derivanti dal gettito Iva ed Irpef.

Di cosa parliamo? Di una nuova tassa (già battezzata come Eurotassa) finalizzata a finanziare un nuovo fondo anti-crisi, e servirebbe per mettere a riparo l’euro-zona da scossoni o altre crisi del debito nazionale, e non solo. Secondo i suoi sostenitori, servirebbe per arrivare ad una maggiore unità politica, attraverso la cessione di sovranità.

Sempre secondo i suoi sostenitori, sarebbe un forte segnale di Unione dell’Euro-zona, perché ogni Stato dovrebbe mettere in comune una parte delle entrate tributarie gestite non più a livello nazionale, ma da una sovrastruttura europea, e per farlo, nascerebbe una nuova figura, un commissario europeo per la gestione delle nuove risorse, una specie di super-ministro delle Finanze dell’euro-zona.

Si sta lavorando, secondo le indiscrezioni, ad un innalzamento dei contributi nazionali all’Europa, mediante una destinazione di maggiori risorse derivanti dal gettito Iva ed IRPEF. Di sicuro a livello nazionale, una misura del genere certamente vanificherebbe gli annunci di questi giorni, sulla futura riduzione della pressione fiscale. Una manovra complessiva da 45 miliardi, difficilmente riuscirebbe a coniugarsi con le maggiori entrate richieste dall’Europa, specialmente se il contributo europeo non dovesse essere detratto dai calcoli del deficit.

Al momento, però, nulla di certo si può dire sull’eurotassa perché ancora non sono trapelate informazioni su modi, tempi e valori della nuova tassa. Il profilo della nuova eurotassa è molto confuso. Certamente prevede che gli Stati dell’euro-zona e forse anche quelli dell’UE devolvano parte delle risorse riscosse con l’IVA e l’IRPEF a livello nazionale ad un fondo europeo. Ma nessuno pare ancora aver quantificato questa “parte” delle risorse.

In alternativa però ci sarebbe l’ipotesi di introdurre una tassa addizionale sull’IRPEF, sull’IVA o tramite altre forme di imposizione per rimpinguare il fondo europeo.

Le aliquote, i criteri di imposizione sarebbero poi da decidere a livello nazionale.

 

 

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