Molte persone che si occupano di cura familiare si chiedono se e come quel lavoro non retribuito possa tradursi in tutele e in una pensione. Tra normative, soglie e cambiamenti nelle modalità di pagamento, orientarsi non è semplice: questo testo spezza il percorso in tappe chiare, con esempi e numeri concreti, per capire a chi conviene iscriversi e cosa aspettarsi davvero dal Fondo casalinghe INPS.
Se fai attività di cura in famiglia senza retribuzione e vuoi mettere da parte almeno qualche mese di contribuzione, qui troverai i requisiti, le regole sul versamento, le scadenze importanti e le differenze con l’assicurazione INAIL, spiegati con parole semplici e numeri alla mano.
Chi può iscriversi e quali sono le condizioni essenziali
Il Fondo istituito dall’INPS tutela chi svolge lavori di cura non retribuiti per responsabilità familiari. Possono iscriversi persone di entrambi i sessi con un’età compresa tra 16 e 65 anni che rispettino queste condizioni:

- svolgono attività domestica o di cura per il nucleo familiare senza vincolo di subordinazione;
- non percepiscono una pensione diretta (è però ammessa la pensione ai superstiti);
- non sono obbligati all’iscrizione presso altri enti previdenziali per attività lavorativa dipendente o autonoma;
- chi lavora part-time può iscriversi, ma il versamento potrebbe non raggiungere il minimale utile per maturare settimane utili ai fini pensionistici.
Modalità e importi dei versamenti
Il versamento è libero: puoi decidere quanto versare, ma il mese viene conteggiato solo se l’importo minimo è pari ad almeno 25,82 euro. Per ottenere un anno intero di contribuzione occorrono quindi almeno 309,84 euro (25,82 x 12).

Al montante si applica una trattenuta di gestione del 2%, per cui il capitale iscritto vale il 98% di quanto versato. I contributi versati sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF del dichiarante e possono essere dedotti anche per i familiari fiscalmente a carico.
Come si convertono i versamenti in pensione
La pensione viene calcolata con il sistema contributivo: il montante accumulato viene moltiplicato per un coefficiente di trasformazione che dipende dall’età al momento della decorrenza e il risultato rapportato alle mensilità. La formula di riferimento è:
- (montante contributivo × coefficiente di trasformazione) ÷ 13 = assegno mensile
I coefficienti sono quelli stabiliti dal decreto interministeriale del 14 marzo 2001 e l’età minima prevista per l’applicazione di tali coefficienti parte dai 57 anni nel caso del Fondo casalinghe.
Diritti pensionistici: inabilità, vecchiaia e soglie economiche
Iscriversi al Fondo può dare diritto a due tipi di prestazione:
- pensione di inabilità: accessibile con almeno 5 anni (60 mesi) di contributi se è sopravvenuta un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa;
- pensione di vecchiaia: possibile a partire dai 57 anni a patto di avere almeno 5 anni di contributi e un montante che produca una pensione pari ad almeno il 120% (1,2 volte) dell’assegno sociale; a partire dai 65 anni il requisito di importo non si applica.
È importante sapere che le età di 57 e 65 anni non sono soggette agli incrementi legati all’aumento della speranza di vita previsti da altre norme: restano quindi fisse anche quando l’età della pensione ordinaria aumenta.
Perché, nella pratica, la pensione può risultare molto bassa
Versando il minimo contributivo per pochi anni si ottengono assegni mensili molto contenuti. Per esempio, versamenti complessivi di poche migliaia di euro si traducono in montanti ancora modesti: si stima che 1.549 euro di contributi producano un montante di poco superiore a 1.600 euro, insufficiente per ottenere importi mensili significativi.
Per accedere alla pensione a 57 anni la regola dell’1,2 volte l’assegno sociale crea una barriera elevata: con l’assegno sociale 2026 fissato a 546,24 euro mensili, la pensione deve essere almeno di circa 655,49 euro al mese (8.521,37 euro annui). Convertendo questa esigenza in montante contributivo, si arriva a ordini di grandezza molto alti (nell’ordine di centinaia di migliaia di euro, in funzione del coefficiente di trasformazione applicabile all’età di uscita).
Di conseguenza, chi versa importi ridotti su periodi anche lunghi spesso trova più realistico attendere i 65 anni, quando il vincolo economico scompare. Inoltre, la soglia richiesta per l’uscita a 57 anni aumenta ogni anno con la rivalutazione dell’assegno sociale.
Limiti, esclusioni e possibilità di restituzione
Alcuni aspetti pratici da tenere presenti:
- non è prevista la concessione della pensione ai superstiti;
- la pensione è calcolata solo col sistema contributivo, non è integrabile con il trattamento minimo e non gode di perequazione automatica una volta liquidata;
- se i versamenti sono troppo esigui, frammentari o sporadici e non danno diritto alla prestazione, il Fondo non consente né la ricongiunzione onerosa con altre gestioni, né la totalizzazione dei periodi, né il rimborso ordinario dei contributi;
- tuttavia, secondo il Messaggio INPS n. 10406/2013, la restituzione può essere concessa in casi particolari quando i contributi non risultano utili al conseguimento della pensione e sono stati versati dopo la data di decorrenza del diritto.
Novità nei pagamenti: dal 1° ottobre 2026 solo pagoPA
Dalla data indicata non sarà più possibile utilizzare il bollettino di conto corrente postale per chiudere il conto dedicato al Fondo: tutti i versamenti dovranno transitare tramite pagoPA. L’avviso pagoPA si genera sul Portale dei pagamenti INPS nella sezione dedicata al Fondo Casalinghe e Casalinghi, accessibile con identità digitale (SPID, CIE, CNS) oppure con codice fiscale e codice Fondo.
I metodi di pagamento disponibili sono numerosi:
- online dal portale INPS con carta o addebito su conto;
- presso banche, uffici postali, tabaccai e altri prestatori aderenti a pagoPA mostrando il codice dell’avviso o il QR Code;
- in home banking tramite CBILL utilizzando il codice interbancario AAQV6;
- tramite App IO.
Come presentare la domanda di iscrizione
L’iscrizione al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti si effettua online sul sito INPS oppure tramite il Contact Center Multicanale, i patronati o gli intermediari convenzionati. Dopo l’invio la domanda è accolta in automatico e si può subito generare il primo avviso pagoPA per iniziare i versamenti.
Assicurazione INAIL: quando è obbligatoria e cosa copre
Occorre distinguere chiaramente tra l’iscrizione al Fondo previdenziale INPS (opzionale) e l’assicurazione INAIL: quest’ultima è obbligatoria per chi svolge attività domestica in modo continuativo. Secondo le regole INPS, devono iscriversi all’assicurazione INAIL i familiari tra i 18 e i 65 anni che svolgono esclusivamente e in via non occasionale attività domestica gratuita per il proprio nucleo familiare.
L’assicurazione INAIL tutela contro gli infortuni domestici ma non dà diritto a prestazioni pensionistiche: è quindi una copertura diversa e obbligatoria per legge, da non confondere con l’adesione volontaria al Fondo casalinghe per la formazione del montante contributivo.
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Andreia Correa vi accompagna nel vostro percorso professionale. Condivide consigli utili per trovare lavoro, crescere nella carriera e conoscere i vostri diritti. I suoi articoli vi aiutano ad anticipare le tendenze del mercato e a fare scelte consapevoli.