Il mondo dell’agricoltura è in continua evoluzione e, nel 2026, l’INPS ha apportato importanti aggiornamenti ai contributi volontari per i lavoratori del settore. Questi cambiamenti non solo influenzano i coltivatori diretti e i piccoli coloni, ma anche i lavoratori agricoli dipendenti, coloni e mezzadri. La Circolare n. 69 rappresenta una guida fondamentale per chi desidera comprendere le nuove aliquote e i criteri di calcolo per i contributi, che si riflettono in un contesto lavorativo sempre più complesso.
Conoscere questi dettagli è essenziale, poiché la gestione dei contributi può avere un impatto significativo sulla pianificazione economica e sulla previdenza dei lavoratori agricoli. Scopriamo quindi insieme le principali novità e come queste influenzeranno il panorama agricolo.
Nuovi Contributi INPS per i Coltivatori Autonomi
Per i coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali, il contributo volontario per il 2026 è fissato su base settimanale. Questo importo viene calcolato sulla media dei redditi percepiti negli ultimi tre anni e riclassificato in quattro categorie specifiche. Le aliquote applicate includono:
– Quota pensione: 22%
– Addizionale: 2%
– Ulteriore addizionale come da Legge n. 160/1975
La determinazione della classe di reddito consente di stabilire l’importo del contributo settimanale, che può variare a seconda della categoria di appartenenza.
Classificazione dei Redditi e Contributi Settimanali
Ecco una tabella che riassume le classi di reddito e i relativi contributi:
Classe e Reddito settimanale | Imponibile medio | Contributo settimanale
— | — | —
1 – fino a 273,78 euro | 273,78 euro | 68,12 euro
2 – oltre 273,78 e fino a 365,04 euro | 319,41 euro | 79,07 euro
3 – oltre 365,04 e fino a 456,30 euro | 410,67 euro | 100,97 euro
4 – oltre 456,30 euro | 501,93 euro | 122,87 euro
È importante notare che il contributo non può essere inferiore a 68,21 euro settimanali per le autorizzazioni concesse prima del 31 dicembre 1995 e a 80,77 euro per quelle successive.
Aliquota per i Lavoratori Agricoli Dipendenti
Per i lavoratori agricoli a tempo determinato e indeterminato, l’aliquota per i contributi volontari nel 2026 è fissata al 30,50%. Questa aliquota si applica sia ai lavoratori autorizzati prima del 30 dicembre 1995 sia a quelli che hanno ricevuto l’autorizzazione successivamente.
Dettagli sull’aliquota
Ecco un riepilogo dei valori per il 2026:
– Aliquota base: 0,11%
– Quota pensione: 30,39%
– Totale IVS: 30,50%
– Retribuzione minima settimanale: 244,74 euro
Questi valori sono fondamentali per garantire che i contributi siano calcolati in modo equo e in linea con le normative vigenti.
Contributi Integrativi Volontari
I contributi integrativi volontari offrono ai lavoratori agricoli dipendenti la possibilità di integrare la propria contribuzione fino a un massimo di 270 giornate annue. L’importo di questi versamenti è pari al contributo obbligatorio previsto per l’anno in cui vengono effettuati.
Modalità di Calcolo
Per i lavoratori a tempo determinato e indeterminato, la circolare stabilisce che il calcolo deve essere effettuato sull’imponibile contributivo, applicando l’aliquota IVS del 30,50%. Questo approccio elimina l’uso delle retribuzioni medie convenzionali, rendendo il processo più lineare e diretto.
Piccoli Coloni e Familiari Collaboratori
Per i piccoli coloni e i compartecipanti familiari, il calcolo dei contributi integrativi segue ancora il criterio delle retribuzioni medie convenzionali, come stabilito nel Decreto Direttoriale del Ministero del Lavoro del 22 maggio 2026. Le aliquote applicabili per il 2026 restano quelle previste per i lavoratori agricoli a tempo determinato, fissate al 30,50%.
Dettagli sulle Aliquote
Le aliquote per i piccoli coloni sono suddivise come segue:
– Quota pensione: 30,39%
– Aliquota base: 0,11%
Questi valori sono indicativi e possono variare in base alla provincia e ai salari medi convenzionali applicabili.
Contributi Volontari vs. Obbligatori
La distinzione tra contributi volontari e obbligatori è cruciale per comprendere la pianificazione previdenziale dei lavoratori agricoli. La contribuzione volontaria è consentita quando il lavoratore ha già accumulato periodi contributivi minimi e desidera proseguire i versamenti dopo un’interruzione dell’attività. I contributi obbligatori, invece, sono dovuti durante l’attività lavorativa e si basano sulle tabelle stabilite dalla Circolare INPS n. 67 del 18 giugno 2026.
In un contesto lavorativo in continua trasformazione, rimanere aggiornati sulle nuove normative e sui cambiamenti nei contributi è fondamentale per una gestione efficiente e consapevole della propria posizione previdenziale.
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