Il panorama delle nuove Partite IVA in Italia sta attraversando un periodo di cambiamenti significativi, e i dati del primo trimestre del 2026 ci offrono uno spaccato interessante di questa situazione. Con l’apertura di 184.895 posizioni, si registra una flessione del 2,2% rispetto all’anno precedente. Questa diminuzione non è solo un numero, ma segna un’evoluzione nel modo in cui le persone e le aziende si avvicinano all’imprenditorialità, con il regime forfettario che continua a guadagnare terreno tra coloro che scelgono di avviare una nuova attività.
L’analisi di questi dati rivela una selezione sempre più marcata nel panorama imprenditoriale: se da un lato i professionisti mantengono la loro posizione, dall’altro le società di capitali cominciano a farsi notare, mentre il commercio mostra segni di rallentamento. È un momento cruciale per comprendere le dinamiche del mercato e le scelte fiscali che influenzano l’avvio di nuove imprese.
Apertura delle Partite IVA: un trend in calo
Nel periodo tra gennaio e marzo, l’Osservatorio del Dipartimento delle Finanze ha registrato 184.895 aperture di nuove Partite IVA. Con un calo annuo del 2,2%, si osserva una correzione rispetto a un 2025 che era caratterizzato da un andamento positivo nel lavoro autonomo.
– Le persone fisiche rappresentano il 75% delle nuove aperture, con una stabilità quasi totale, evidenziata da un incremento dello 0,1%.
– Le società di capitali, invece, hanno visto un aumento del 3,1%, arrivando a costituire il 21,1% delle aperture.
– Le società di persone, al contrario, sono diminuite del 9,6%.
Crollo dei non residenti nel mercato
Il calo più drammatico si osserva tra i non residenti, in gran parte aziende di commercio online. Qui, le aperture sono crollate del 72,6%, un dato che evidenzia una crisi specifica in questo segmento.
La crescita delle società di capitali indica che sempre più iniziative nascono con una struttura aziendale solida, a differenza delle ditte individuali o delle società di persone. Si sta quindi assistendo a un riequilibrio tra le diverse forme giuridiche e i settori di attività.
Professionisti in testa, commercio in difficoltà
Analizzando i settori produttivi, le attività professionali si posizionano al primo posto con il 19,3% delle nuove aperture, seguite dal settore sanitario e assistenziale (12,5%) e dal commercio (12,3%).
Tra i dieci settori principali, che coprono circa l’85% degli avvii, solo sanità e istruzione registrano una crescita significativa, entrambe con un incremento del 15%. In forte calo invece il commercio, con una flessione del 22,4%.
Il regime forfettario: una scelta popolare
Un dato di grande rilievo è l’adesione al regime forfettario, che nel primo trimestre ha visto coinvolti 104.136 soggetti, corrispondenti al 56,3% delle nuove aperture. Questo segna un aumento del 2,6% rispetto all’anno precedente.
La scelta di adottare questo regime è tipica di professionisti, consulenti e microimprese, motivata da vantaggi come l’imposta sostitutiva e la possibilità di ridurre gli adempimenti burocratici.
I giovani al centro delle aperture individuali
Tra le aperture da parte di persone fisiche, il 58,8% è rappresentato da uomini. La fascia d’età più attiva è quella dei giovani: il 51,6% delle aperture individuali riguarda contribuenti sotto i 35 anni.
– Crescono le aperture tra i giovanissimi (+1,5%) e gli over 65 (+3,9%).
– Le fasce intermedie, invece, mostrano un trend negativo, con una diminuzione del 2% tra i 36 e i 50 anni.
Il Nord in prima linea per nuove aperture
Geograficamente, il Nord Italia si distingue con il 48,3% delle nuove aperture, seguito dal Centro (21,2%) e dal Sud con le Isole (30%).
Le regioni con le maggiori crescite includono:
– Valle d’Aosta (+17,4%)
– Provincia autonoma di Bolzano (+6%)
– Friuli-Venezia Giulia (+4,5%)
In controtendenza, Lombardia e Lazio mostrano flessioni significative.
Il nuovo quadro settoriale con l’Ateco 2025
La nuova classificazione Ateco 2025, implementata all’inizio del 2025, ha modificato il modo in cui vengono categorizzati alcuni settori, in particolare il commercio. Questo ha reso necessaria una rielaborazione dei dati, influenzando la lettura della situazione attuale.
Aprire una Partita IVA: considerazioni fiscali e contributive
Per chi sceglie di aprire una Partita IVA, le decisioni iniziali riguardano la scelta del regime fiscale, il codice Ateco e l’inquadramento previdenziale. Queste scelte influenzano direttamente imposte e contributi, determinando la sostenibilità economica dell’attività nel primo anno.
Il settore artigiano e commerciale può beneficiare di esoneri contributivi, mentre i forfettari hanno accesso a riduzioni specifiche.
Autoimpiego e specializzazione nei servizi
I dati del trimestre evidenziano una trasformazione nel mercato delle nuove professioni, con un forte focus su attività professionali e servizi specializzati. Il commercio e l’agricoltura, invece, sembrano perdere terreno, segnalando una preferenza per modelli imprenditoriali più qualificati.
Questa situazione suggerisce un’aspettativa di semplificazione fiscale e costi contenuti per chi decide di intraprendere un’attività individuale.
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Andreia Correa vi accompagna nel vostro percorso professionale. Condivide consigli utili per trovare lavoro, crescere nella carriera e conoscere i vostri diritti. I suoi articoli vi aiutano ad anticipare le tendenze del mercato e a fare scelte consapevoli.