La recente circolare dell’INPS ha suscitato un certo fermento tra artigiani e commercianti, poiché annuncia un incremento significativo dei contributi previdenziali per il 2026. Con l’inflazione che continua a farsi sentire, le Partite IVA iscritte alle gestioni speciali dovranno affrontare nuove sfide finanziarie. Scopriamo insieme quali sono le novità e come si tradurranno nella pratica per i professionisti del settore.
Il ritocco al rialzo del reddito minimo imponibile, fissato a 18.808 euro, avrà un impatto diretto sulle spese di chi lavora come artigiano o commerciante. Anche coloro che non raggiungono questa soglia dovranno comunque versare una quota più alta rispetto al passato, il che comporterà una maggiore pressione economica per molti. Vediamo ora in dettaglio quali sono le modifiche apportate e come si articolano i nuovi obblighi.
Obbligo di Contributo Minimo per il 2026
Il contributo minimo rappresenta una somma fissa che i professionisti devono versare, indipendentemente dal fatturato effettivo. Per il 2026, le nuove cifre annuali, che includono anche la quota per maternità di 7,44 euro, sono le seguenti:
- Artigiani: 4.521,36 euro (per titolari e coadiuvanti oltre i 21 anni);
- Commercianti: 4.611,64 euro (per titolari e coadiuvanti oltre i 21 anni).
La differenza di costo per i commercianti è attribuita a un aumento dello 0,48% destinato al fondo per l’indennizzo della cessazione dell’attività commerciale.
Aliquote INPS per i Redditi Superiori
Per chi supera il reddito minimo di 18.808 euro, si applicano delle aliquote progressive. La prima fascia pensionabile arriva fino a 56.224 euro; superata questa soglia, l’aliquota sale di un punto percentuale. Ecco una sintesi delle aliquote applicabili:
- Fino a 56.224 euro: 24% per Artigiani – 24,48% per Commercianti;
- Oltre 56.224 euro: 25% per Artigiani – 25,48% per Commercianti.
I contributi si applicano fino a un massimo di reddito annuo, fissato per il 2026 a:
- 93.707 euro per i lavoratori iscritti prima del 1° gennaio 1996;
- 122.295 euro per i lavoratori iscritti dopo il 1° gennaio 1996.
Particolari sulle Opzioni di Regime
La circolare del 9 febbraio 2026 chiarisce anche aspetti importanti riguardo a due regimi specifici:
- Concordato Preventivo Biennale: per chi ha aderito, i contributi vengono calcolati sulla base imponibile stabilita e non su quella effettiva. È comunque possibile versare i contributi sul reddito reale, se maggiore, per aumentare il montante pensionistico.
- Regime Forfettario: confermata la riduzione del 35% sui contributi per chi soddisfa i requisiti. Chi ha avviato una nuova attività nel 2025 deve inviare la richiesta entro il 28 febbraio 2026; per chi è già in regime forfettario, il rinnovo avviene in modo automatico.
Tempistiche di Versamento per il 2026
È fondamentale prestare attenzione alle scadenze per i versamenti tramite modello F24. Ecco il calendario delle rate fisse da tenere a mente:
- 18 maggio 2026;
- 20 agosto 2026;
- 16 novembre 2026;
- 16 febbraio 2027.
Per quanto riguarda le quote che superano il minimo (saldo 2025 e acconti 2026), le scadenze seguiranno quelle delle imposte sui redditi, prevedendo la possibilità di rateizzazione.
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Andreia Correa vi accompagna nel vostro percorso professionale. Condivide consigli utili per trovare lavoro, crescere nella carriera e conoscere i vostri diritti. I suoi articoli vi aiutano ad anticipare le tendenze del mercato e a fare scelte consapevoli.