Il mondo della previdenza sociale in Italia sta attraversando un periodo di significativa trasformazione, come dimostra il Rendiconto Sociale INPS 2025. Questo documento, redatto dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, offre uno spaccato chiaro e dettagliato sullo stato attuale del sistema pensionistico, evidenziando tendenze preoccupanti e cambiamenti di rilievo. Le statistiche parlano chiaro: il numero di pensionati è in calo, l’età media di uscita dal lavoro sta aumentando, e le disparità di genere continuano a persistere, anche nel contesto delle nuove misure di sostegno.
La situazione attuale suscita interrogativi e riflessioni, rendendo fondamentale un’analisi approfondita di questi dati. Scopriamo insieme quali sono le principali evidenze riportate nel rendiconto, a partire dal numero di pensionati fino alle disparità tra uomini e donne.
Pensionati INPS: un numero in calo
Nel 2025, il numero totale dei pensionati iscritti all’INPS è sceso a 15.435.694, un decremento rispetto ai 15.765.032 del 2022. Questa riduzione è accompagnata da un aumento dell’età media di pensionamento, che ha raggiunto 65,4 anni per le donne e 64,1 anni per gli uomini. Le pensioni previdenziali liquidate in quest’anno ammontano a 834.658, con un calo rispetto alle 861.949 del 2024 e alle 878.369 del 2022.
Il documento mette in relazione questa diminuzione con le restrizioni introdotte nel sistema previdenziale, rendendo più difficile l’accesso a pensioni anticipate.
Uscite anticipate: un’opzione sempre più rara
Il Rendiconto Sociale INPS 2025 evidenzia una drastica diminuzione delle uscite anticipate tramite Opzione Donna e Quota 103. Solo 3.860 donne hanno beneficiato di Opzione Donna, un crollo rispetto alle 26.427 del 2022. Per quanto riguarda Quota 103, le pensioni liquidate si sono fermate a 5.643, ben lontane dai 112.982 accessi del 2021.
Questo trend è preoccupante e riflette le nuove normative che hanno reso più difficile l’accesso a misure di pensionamento flessibili.
Disparità di genere nelle pensioni
Le differenze tra le pensioni percepite da uomini e donne continuano a essere significative. Il divario raggiunge il 45% in meno per le donne, una cifra che evidenzia la fragilità delle carriere femminili nel contesto previdenziale. Le cause di questa disparità risiedono in salari più bassi, periodi di disoccupazione e minore accumulo di contributi.
Inoltre, il documento segnala che le nuove pensioni liquidate mostrano una differenza di 148 euro mensili in meno per gli uomini rispetto a quelle precedenti, suggerendo una progressiva diminuzione del valore medio delle pensioni.
Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro
Nel 2025, sono state accolte 723.778 domande per l’Assegno di Inclusione e 119.476 per il Supporto per la Formazione e il Lavoro. Questi numeri sono significativamente inferiori rispetto alle 1.039.700 prestazioni di Reddito e Pensione di cittadinanza erogate nel 2022, indicando un cambiamento nella politica di assistenza sociale.
Le nuove regole introdotte per l’Assegno di Inclusione e il SFL per il 2026 comportano un accesso più selettivo e controlli più rigorosi basati sulla situazione familiare, reddituale e lavorativa.
Invalidità civile e gestione INPS
Le prestazioni assistenziali nel 2025 comprendono 2.435.704 indennità di accompagnamento e 1.067.436 prestazioni di invalidità civile. I tempi medi per le visite di invalidità civile si attestano a 125 giorni, mentre la gestione amministrativa è scesa a 15 giorni.
Sul fronte delle ispezioni, nel 2025 l’INPS ha effettuato 8.311 controlli, una diminuzione rispetto alle 9.701 del 2024, con una percentuale di DURC irregolari al 14,3%, in calo rispetto al 16,2% dell’anno precedente. Anche le riscossioni da recupero crediti per aziende con dipendenti sono aumentate, passando da 7 a 9 miliardi di euro.
La riduzione del personale INPS, che è sceso a 24.521 unità, si accompagna a un miglioramento dei servizi offerti, sebbene permangano lentezze nel settore della sanità legate all’invalidità civile.
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