Il recente pronunciamento del Tribunale di Torino ha acceso i riflettori su una questione di fondamentale importanza per molti cittadini extracomunitari che si trovano in Italia. La sentenza ha stabilito che i titolari di permesso di soggiorno per attesa di occupazione hanno diritto all’Assegno Unico Universale (AUU), un elemento cruciale per il sostegno delle famiglie in un periodo di difficoltà economica. Questo verdetto non solo segna un passaggio significativo nella giurisprudenza italiana, ma offre anche speranza a molti che si trovano in situazioni precarie.
Il tribunale ha chiarito che non è giustificata la richiesta di restituzione delle somme già percepite, aprendo la strada a una maggiore equità nel sistema di welfare. Ma cosa significa realmente questo per i cittadini coinvolti? Scopriamo insieme i dettagli di questa decisione e le implicazioni per chi ha ricevuto un permesso di soggiorno per attesa occupazione.
Il permesso di soggiorno per attesa occupazione e l’AUU
Il permesso di soggiorno per attesa occupazione, previsto dall’articolo 22, comma 11, del Testo Unico sull’immigrazione, è un documento essenziale per i cittadini extracomunitari che hanno perso il lavoro. Questo permesso consente di rimanere in Italia per un periodo minimo di un anno mentre si cerca una nuova occupazione.
– Permette di rimanere regolarmente nel paese.
– Consente di accedere a prestazioni di sostegno al reddito.
– È un diritto riconosciuto per chi è in cerca di lavoro.
Secondo il Tribunale di Torino, tale permesso è considerato un “permesso unico di lavoro”, secondo la Direttiva europea 2011/98/UE, che assicura parità di trattamento in materia di sicurezza sociale. Questo significa che i titolari di questo permesso hanno diritto all’AUU, senza alcuna distinzione rispetto agli altri beneficiari.
Sentenze contro l’INPS: un precedente importante
La sentenza 2359/25 non è un caso isolato. Infatti, è il risultato di una serie di pronunce giuridiche che hanno messo in discussione le politiche dell’INPS riguardanti l’AUU. Già nel settembre 2023, il Tribunale di Trento aveva etichettato come discriminatoria la circolare INPS n. 23/2022.
– Il Tribunale di Trento ha ordinato la revisione di tutti i provvedimenti di rigetto.
– La Corte d’Appello di Trento ha confermato questa sentenza nel febbraio 2025.
– Anche il Tribunale di Torino e quello di Monza hanno successivamente emesso sentenze simili.
Di fronte a questa crescente giurisprudenza, l’INPS ha finalmente deciso di allinearsi, come dimostrato dal messaggio 205 del 22 gennaio 2026, che ha riconosciuto il diritto all’AUU e al Bonus asilo nido per i titolari di permesso di attesa occupazione.
Procedura di riesame per chi ha subito la richiesta di restituzione
Per coloro che hanno ricevuto la richiesta di restituzione delle somme già percepite o che hanno avuto l’erogazione dell’AUU sospesa, è possibile avviare una procedura di riesame.
– È necessario presentare un’istanza presso le strutture territoriali dell’INPS.
– L’istanza mira a ottenere la riattivazione della prestazione.
– In caso di restituzione di somme non dovute, è possibile avviare il recupero.
La recente sentenza del Tribunale di Torino, insieme al messaggio dell’INPS, fornisce una base giuridica solida per queste richieste, permettendo ai cittadini di riacquistare i diritti che gli spettano.
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