La questione del trattamento integrativo IRPEF, spesso poco chiara per molti contribuenti, diventa cruciale soprattutto quando si tratta di recuperare somme non corrisposte in busta paga. Con l’approssimarsi della dichiarazione dei redditi per il 2026, è fondamentale orientarsi tra i vari aspetti burocratici e fiscali. Se sei un lavoratore dipendente e non hai ricevuto il bonus mensile di 100 euro, sappi che hai la possibilità di recuperarlo attraverso il modello 730.
Scoprire come fare può sembrare complicato, ma in realtà i passaggi sono piuttosto semplici. Ti guideremo attraverso il processo per assicurarti di non perdere opportunità preziose. Ecco tutto ciò che devi sapere per compilare correttamente il tuo 730 e sfruttare al meglio le agevolazioni fiscali disponibili.
Recupero del trattamento integrativo IRPEF
Il trattamento integrativo IRPEF, se non ricevuto durante l’anno in busta paga, può essere recuperato tramite il modello 730. È importante sapere che nel rigo C14 del quadro C è dove devi indicare questo importo. Se il tuo datore di lavoro ha applicato il bonus in misura inferiore a quanto dovuto, avrai la possibilità di riportare la differenza e riceverla come conguaglio.
Inoltre, se alla fine dell’anno il calcolo del trattamento integrativo risulta superiore a quello dovuto, dovrai restituire l’eccedenza. In questo caso, chi ha più fonti di reddito o superi le soglie di reddito può anche considerare di rinunciare al bonus per evitare recuperi futuri.
Come compilare il rigo C14 del 730/2026
Nel modello 730/2026, il rigo C14 è collocato nella Sezione V del Quadro C, specificamente dedicato alla riduzione della pressione fiscale. Se ci si avvale di un assistente fiscale o si utilizza la dichiarazione precompilata, il beneficio verrà ricalcolato in base ai redditi complessivi e alle detrazioni presenti.
La compilazione inizia dai dati forniti nella Certificazione Unica 2026. Le prime colonne del rigo C14 riguardano il trattamento integrativo, mentre le successive si occupano delle altre misure fiscali.
Colonne da considerare nel rigo C14
– Colonna 1: codice del trattamento integrativo
– Colonna 2: importo erogato dal sostituto d’imposta
– Colonne 3 e 4: quote esenti per docenti, ricercatori e impatriati
– Colonne da 5 a 8: dati sul reddito da lavoro dipendente e giorni di detrazione
– Colonne 9 e 10: somma esente collegata al taglio del cuneo fiscale
Se nel campo 390 della tua CU appare il codice 1, significa che il tuo datore di lavoro ha riconosciuto e pagato, anche solo parzialmente, il trattamento integrativo. Se appare il codice 2, il bonus è stato riconosciuto senza pagamento; in questo caso, la colonna 2 del rigo C14 deve rimanere vuota.
Requisiti per il Bonus IRPEF in busta paga
Il diritto al trattamento integrativo IRPEF è riservato ai titolari di redditi da lavoro dipendente e a determinate categorie di redditi assimilati. L’importo massimo è di 1.200 euro annui, suddivisi in rate mensili di 100 euro, ed è calcolato in base ai giorni di lavoro.
Ecco i requisiti:
– Reddito complessivo fino a 15.000 euro: il trattamento è concesso se l’imposta lorda supera la detrazione da lavoro dipendente, ridotta di 75 euro e rapportata al periodo lavorativo.
– Reddito complessivo tra 15.000 e 28.000 euro: il trattamento è riconosciuto solo se le specifiche detrazioni superano l’imposta lorda, con un massimo di 1.200 euro annui.
Ricorda che per calcolare il reddito complessivo si devono considerare anche le quote esenti dei redditi agevolati per docenti, ricercatori e impatriati, oltre ai redditi dei fabbricati e le mance tassate.
Chi può beneficiare del trattamento integrativo IRPEF
Il trattamento integrativo è destinato ai lavoratori dipendenti e a certe categorie con redditi assimilati, come i percettori di indennità di disoccupazione. Tuttavia, i pensionati e chi supera i 28.000 euro di reddito sono esclusi dal beneficio. È importante notare che, per accedere al bonus, è necessaria una capienza fiscale; chi si trova nella no tax area non ha diritto al trattamento integrativo.
Il conguaglio del Bonus IRPEF da 100 euro
Nel cedolino paga, il trattamento integrativo viene indicato in automatico dal sostituto d’imposta e verificato durante il conguaglio. Questa verifica avviene tipicamente a fine anno, o attraverso il modello 730, soprattutto per coloro che hanno più CU o detrazioni non considerate durante l’anno.
Se risulta che il trattamento non è spettante, il recupero avviene in modo specifico: se l’importo supera i 60 euro, la trattenuta sarà suddivisa in otto rate. Al contrario, se dal 730 emerge un credito, il rimborso sarà effettuato dal sostituto d’imposta o dall’Agenzia delle Entrate.
Un viaggio attraverso l’evoluzione del Bonus Renzi
Il Bonus Renzi, originariamente di 80 euro, ha subito diverse trasformazioni dal suo lancio nel 2014. Sostituito dal trattamento integrativo con il DL 3/2020, il beneficio ha visto crescere il suo valore fino a 1.200 euro annui dal 2021. Ecco come si è evoluto nel tempo:
– 2014: Introduzione con importo annuo di 640 euro.
– 2015: Aumento a 960 euro annui, divenendo una misura stabile.
– 2020: Trasformazione in trattamento integrativo fino a 100 euro al mese.
– 2022: Ridefinizione delle soglie, con beneficio pieno fino a 15.000 euro e parziale fino a 28.000 euro.
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