Nella trasmissione di Fiorello, il conduttore di Sanremo ha rivelato di non essere a conoscenza del coinvolgimento politico del comico invitato al Festival. Prima o poi, la palla doveva tornare nelle mani di Carlo Conti, in un momento inevitabile. L’assist, forse casuale, arriva da Fiorello, con un tono morbido e rassicurante, tipico del suo show. Tuttavia, la storia di Pucci, inizialmente banale, ha rivelato qualcosa di oscuro. Conti ha sottolineato che la scelta dell’artista era basata sulla sua popolarità teatrale, non sui social, affermando di non essere un esperto di social media. Questa affermazione, se da un lato suona nobile, ha messo in luce le limitazioni del conduttore toscano. La situazione costringe Conti a interpretare il ruolo di direttore artistico distratto, altrimenti rischierebbe di essere associato a un governo desideroso di influenzare il Festival di Sanremo.
Conti distratto o sull’attenti?
Conti sembra voler interpretare il ruolo del direttore artistico distratto, ma trattandosi della Rai e del Festival di Sanremo, tale atteggiamento è poco credibile. Questa situazione ricorda l’inciampo del suo predecessore Amadeus, il quale sostenne che John Travolta fosse salito sul palco di Sanremo esattamente come era sceso dall’aereo, indossando le scarpe bianche fluorescenti del suo sponsor. Questa storia non convinse nessuno, nemmeno l’Agcom, che inflisse alla Rai una multa di oltre 200mila euro. Il direttore artistico di Sanremo ha fatto una scelta discutibile invitando un comico militante per affiancarlo nella conduzione del Festival. Non è credibile che Pucci sia l’unica opzione disponibile, considerando la vasta gamma di comici italiani di successo. Conti dovrebbe trovare una scusa migliore del “Non lo sapevo” per giustificare la sua decisione, soprattutto alla luce delle polemiche che potrebbero sorgere. È evidente che si trova in una situazione delicata, tra l’indifferenza politica e le pressioni aziendali.
Un dato che non rende Pucci una mosca bianca del sistema teatrale italiano: la lista di comici che riempiono i più importanti teatri italiani è assai lunga. Potremmo citarne qualcuno, in particolare esponenti della stand up comedy italiana, da Luca Ravenna a Edoardo Ferrario, da Stefano Rapone a Francesco De Carlo, da Michela Giraud a Giorgio Montanini, tra l’altro nomi decisamente più in hype per quanto riguarda la tv. E nessuno di loro ha mai manifestato evidenti inclinazioni politiche. Eppure Conti, ignaro, infilando la mano nel cestone dei comici italiani con un certo riscontro in teatro, tira fuori proprio il militante meloniano, che sui social si diverte a fare body shaming su esponenti donne dell’opposizione, a ridacchiarsela su omosessuali ed extracomunitari. Tutto ciò, ripetiamo, oggettivamente, non è credibile, e Conti dovrebbe trovarsi una scusa migliore del «Non lo sapevo», soprattutto perché tra pochi giorni inizia il Festival e certamente qualche giornalista con un interesse più investigativo di quello dell’amico Fiorello, qualche domanda in più la farà. Chiaro che, esattamente come fece Amadeus, Conti alzerà le braccia, come John Travolta (perché tutto torna) nel noto meme estrapolato da Pulp Fiction, per provare a mettere una pezza sull’imbarazzo di essersi ritrovato tra due fuochi, entrambi particolarmente scottanti, tra lassismo e aziendalismo, dai quali difficilmente ne potrà uscire illeso.
Articoli simili
- Conti difende il governo a Sanremo: Pucci scelta autonoma, nessuna interferenza
- Eurovision 2023: Carlo Conti rivoluziona regole Rai: Sanremo non basta
- Achille Lauro co-conduttore al Festival di Sanremo: «Starò un passo indietro»
- Sanremo 2026: co-conduttori e co-conduttrici scelti da Carlo Conti
- Presidente Mattarella non segue il coro: Cantanti Festival di Sanremo intonano “Azzurro” – Il video

Cristoforo Panicucci esplora le grandi sfide che plasmano la società italiana. Dall’istruzione all’ambiente, passando per l’uguaglianza e la giustizia, offre uno sguardo chiaro e documentato per comprendere i cambiamenti intorno a voi.