L’INPS ha recentemente apportato modifiche significative riguardo le prestazioni ISCRO e DIS-COLL, suscitando interesse tra i lavoratori autonomi e i collaboratori iscritti alla Gestione Separata. Con il Messaggio n. 1129/2026, l’ente previdenziale ha chiarito che anche in assenza di una formale iscrizione, è possibile ottenere l’erogazione dei sussidi, a patto che i contributi siano stati versati regolarmente. Questa novità rappresenta un importante passo avanti per chi si trova in difficoltà economica, permettendo un accesso più flessibile ai sostegni.
Ma quali sono gli aspetti chiave di questo cambiamento? Approfondiamo le condizioni necessarie e le categorie di lavoratori coinvolti, analizzando come queste modifiche possano influenzare il panorama delle indennità in Italia.
Obbligo di iscrizione alla Gestione Separata
È importante sottolineare che, nonostante le nuove disposizioni, il requisito di iscrizione alla Gestione Separata rimane in vigore. L’INPS insiste sulla necessità di presentare una domanda formale di iscrizione. Tuttavia, la mancata formalizzazione non comporta più il rigetto automatico delle domande di sostegno, a condizione che i contributi siano stati versati correttamente. Gli altri requisiti per accedere agli ammortizzatori sociali devono comunque essere rispettati.
Dettagli sui requisiti dell’ISCRO
L’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) è rivolta a specifiche categorie di lavoratori autonomi. Essa è regolata dalla legge 213/2023 e prevede sei mensilità corrispondenti al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti. Per accedere a questo sussidio, è necessario soddisfare i seguenti criteri:
- Essere titolari di partita IVA attiva da almeno tre anni;
- Avere un reddito da lavoro autonomo non superiore a 12mila euro nell’anno precedente e inferiore al 70% della media dei due anni precedenti;
- Essere in regola con i contributi e non percepire pensione diretta;
- Non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
Il messaggio dell’INPS non altera questi requisiti, ma modifica la valutazione della posizione formale del richiedente.
Accesso alla DIS-COLL: chi ne ha diritto?
La DIS-COLL è un’indennità di disoccupazione dedicata ai collaboratori che sono iscritti esclusivamente alla Gestione Separata, come stabilito dall’articolo 15 del d.lgs. 22/2015. Per poter beneficiare di questa indennità, è necessario aver accumulato almeno un mese di contribuzione nell’anno precedente alla richiesta e aver lavorato per almeno un mese nell’anno in cui si verifica la cessazione. L’importo dell’indennità è pari al 75% del reddito medio mensile, con un incremento del 25% per la parte eccedente la soglia di 1.456,72 euro nel 2026. È previsto anche un decremento del 3% per ogni mese oltre il terzo.
Prestazioni disponibili anche senza iscrizione formale
Il Messaggio n. 1129 ha introdotto un importante cambiamento: le domande non saranno più automaticamente respinte in assenza di un’iscrizione formale alla Gestione Separata. Se i contributi sono stati versati, la prestazione potrà comunque essere riconosciuta. Tuttavia, è fondamentale procedere con la regolarizzazione dell’iscrizione per non compromettere il diritto al sussidio.
Questi aggiornamenti offrono una nuova prospettiva per i lavoratori autonomi e i collaboratori, evidenziando l’importanza di una corretta gestione dei requisiti contributivi e amministrativi.
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