Il legame tra le aziende e il Terzo Settore si sta evolvendo in modo significativo, portando a nuove opportunità di collaborazione. Le imprese non si limitano più a fare donazioni occasionali, ma si stanno immergendo in un impegno più strutturato e significativo, offrendo le loro competenze professionali a organizzazioni no profit. Questa nuova tendenza, nota come volontariato di competenza, si sta diffondendo rapidamente, e i benefici per entrambe le parti sono evidenti.
Secondo dati recenti di Unioncamere, si prevede che nel 2026 oltre 75.000 aziende si impegneranno attivamente in iniziative di volontariato, con circa 2.950 di esse che adotteranno il volontariato di competenza, mettendo a disposizione il know-how dei propri dipendenti. Questa sinergia non solo arricchisce il Terzo Settore, ma offre anche alle imprese l’opportunità di consolidare il loro impegno sociale.
Un nuovo capitolo per il volontariato aziendale
Il fenomeno del volontariato di competenza segna una svolta importante. Le aziende non si limitano più a supportare le comunità con donazioni occasionali; ora trasferiscono competenze chiave che possono rivelarsi preziose per le organizzazioni sociali. Le aree in cui il contributo dei dipendenti è più significativo includono:
– Digitalizzazione
– Marketing
– Consulenza legale
– Amministrazione
Questi ambiti rappresentano un’opportunità unica per unire il welfare aziendale con la sostenibilità sociale. Come sottolinea Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, il volontariato di competenza è un modo per esercitare la cittadinanza attiva, offrendo non solo tempo, ma anche expertise professionale.
Le aziende dei servizi in prima linea
I settori che stanno abbracciando maggiormente questa iniziativa sono quelli dei servizi avanzati. I dati di Unioncamere evidenziano che il volontariato di competenza è particolarmente attivo nei settori ICT, consulenza e servizi finanziari. Questo non significa che solo le aziende del terziario siano coinvolte; le competenze più trasferibili sono quelle che migliorano la comunicazione interna, la raccolta fondi e la transizione digitale.
Un valore aggiunto per il Terzo Settore
Il volontariato di competenza offre un impatto durevole rispetto al volontariato tradizionale. La formazione e il supporto sui processi e strumenti possono continuare a beneficiare le organizzazioni anche dopo la conclusione del progetto. In un contesto fiscale in continua evoluzione, questo tipo di supporto è cruciale, specialmente per le piccole realtà, dove l’accesso a talenti esperti può risultare oneroso e complesso.
Incertezze sulle agevolazioni fiscali
Un aspetto da non trascurare è la leva fiscale associata a queste pratiche. L’articolo 100 del Tuir offre la possibilità di dedurre il 5 per mille delle spese per lavoro dipendente legate a prestazioni a favore delle Onlus. Tuttavia, molte aziende non sono a conoscenza di questa opportunità. Già nel 2023, il 61,6% delle imprese con oltre 50 dipendenti non aveva informazioni sufficienti riguardo al volontariato di competenza, evidenziando un divario tra l’interesse crescente e la reale diffusione di questa pratica.
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