Matteo Alieno è un cantautore polistrumentista romano nato nel 1998. Molti lo conoscono per la sua partecipazione al talent show X Factor, ma in realtà era già un artista apprezzato nel circuito indipendente per le sue straordinarie capacità musicali. Dopo essere stato dietro le quinte come autore, ha recentemente presentato il suo nuovo album “Stare al mondo”, che ha ricevuto elogi dalla critica per la sua visione generazionale e romantica.
Complimentandosi per il successo del suo album, Matteo Alieno ha espresso la sua gratitudine per essere stato ascoltato e apprezzato, sottolineando che il vero successo per lui è vedere le persone condividere e apprezzare la sua musica sui social media. Per l’artista, il sogno è poter fare musica che gli piace, essere ascoltato e vedere il pubblico partecipare ai suoi concerti.
L’album si distingue per la produzione accurata che ha reso le canzoni in sintonia con il mood concettuale del disco. Matteo Alieno ha sottolineato l’importanza di tornare alla realtà e all’istinto nella creazione musicale, preferendo l’uso di strumenti reali per rendere la musica più autentica e coinvolgente. Il lavoro in studio con il produttore Luca Caruso ha ispirato l’artista a esplorare nuove possibilità creative e a sperimentare con nuovi suoni.
Il talento e la passione di Matteo Alieno per la musica traspare chiaramente nel suo ultimo album, che offre un’alternativa fresca e autentica nel panorama musicale attuale. Con il suo approccio umano e vivace alla musica, l’artista romano si distingue per la sua autenticità e la sua capacità di coinvolgere il pubblico in un viaggio musicale emozionante. Il nuovo album del cantautore italiano Fulvio, intitolato “Fuoco”, offre un viaggio musicale intenso e coinvolgente. In un’intervista esclusiva, Fulvio si apre sul processo creativo dietro l’album e condivide le sue riflessioni sulla musica e sull’industria discografica.
Fulvio sottolinea l’importanza della produzione su vinile per catturare le sfumature della musica che il digitale non riesce a trasmettere. Per lui, la musica è un modo per connettere le persone e esprimere sentimenti complessi. L’artista riflette anche sul suo percorso dopo la partecipazione a X Factor, rivelando come l’esperienza lo abbia spinto a interrogarsi sull’essere fuori posto nella vita.
Parlando della sua musica e del mercato discografico attuale, Fulvio critica la tendenza a produrre musica di bassa qualità per fini commerciali. Per lui, la musica dovrebbe essere un’opportunità per migliorare la vita delle persone e contrastare la bruttezza del mondo. L’artista esprime la sua preoccupazione per l’uso strumentale della musica come mezzo per raggiungere obiettivi estranei alla sua essenza culturale.
Attraverso le sue parole appassionate e profonde, Fulvio ci invita a riflettere sull’importanza della musica come forma d’arte e sulla necessità di preservarne l’integrità e il significato. “Fuoco” si presenta quindi non solo come un album di grande impatto emotivo, ma anche come un’opera che invita alla riflessione e alla consapevolezza sulla vera essenza della musica. Se vuoi scoprire cosa pensa un artista sulla musica e sulla vita, ti consiglio di leggere questo interessante articolo. In questa intervista, l’artista parla della sua visione del mondo e delle sfide che si trovano di fronte a chi fa musica e si esibisce nei festival estivi. Scopri cosa pensa sulla fama, la vita da “vincitore” e cosa spera di trasmettere con il suo ultimo disco.
Per questo dico che bisogna distinguere, non è che sono più bravo, però l’intento magari è diverso, quindi distinguere, perché poi magari per chi vuole suonare l’estate nei festival diventa tutto più difficile, perché si mischia tutto. Arriva l’assessore comunale del festival di turno e dice “Chiamo quello perché è famoso”, l’ha strapagato, però magari poi va sul palco e non c’è nessuno sotto, perché ormai sappiamo che i numeri sui social non corrispondono quasi mai a quelli dello sbigliettamento. E poi magari c’è uno che si è fatto un culo così e c’ha dei musicisti fortissimi e non può suonare. In Italia siamo proprio esperti di questo, ti assicuro che a Londra non è così, noi siamo proprio il paese dei VIP, io lo chiamo così, persone che sono famose ma non si sa perché sono famose.
Io credo che il concept del disco forse può essere riassunto tutto in un verso: «Nessuno sa stare al mondo tranne chi non capisce niente», che è una frase straordinariamente attuale, anche straordinariamente politica secondo me in questo momento, no? «Be sì, è venuta fuori con Fulminacci durante un pranzo in cui parlavamo del fatto che non sappiamo stare al mondo, in modi anche comici. A un certo punto, parlando di persone delle quali non faremo i nomi, ci siamo detti: “Questo non capisce un cazzo eppure sembra stare benissimo, quindi forse il problema siamo noi”. C’è gente effettivamente che non si chiede mai il senso di quello che fa, il senso di quello che succede intorno a sé, quindi diventa sicuramente più semplice vivere per chi non capisce un cazzo».
Ti è mai capitato di chiederti se preferiresti essere in quel modo? «Sinceramente no, ti rispondo in modo veramente un po’ paraculo, però a me la cosa che spaventa della morte, da sempre, da quando sono piccolo, è pensare che non posso più pensare. Nel momento in cui muoio la mia coscienza, i miei ricordi, i miei pensieri, svaniscono. Per me, rendermi conto della morte è così difficile solo per questo motivo. Il fatto di non pensare più è impensabile, diventare stupido e non pensante per me è come morire.
Un’altra domanda che ti fai nel disco è «Chi vince che vince?». E anche questa è una domanda valida, perché noi viviamo una discografia in cui in classifica ci vanno quelli che si dichiarano vincenti, che dicono di avere un sacco di soldi, che dicono di andare a letto con un sacco di donne, che dicono di avere le pistole con il calibro più grosso… «Sai che quella canzone mi è venuta in mente dopo un momento di sconforto. Io voglio vedere un trapper con la pistola, ricco, che fa sesso con tutti, e dirgli: “Va bene dai, hai vinto, bravo. E adesso che fai?”. Secondo me è una domanda che un po’ lo potrebbe mettere in crisi. Oltretutto secondo me alcuni hanno una mentalità per cui il fine giustifica i mezzi, quindi magari per diventare famosi finiscono davvero in carcere per aver sparato a qualcuno. Magari hai usato la strategia giusta che ti ha portato a vincere, ma che cazzo di vita hai fatto? Chi vince veramente è chi si gode un po’ il paesaggio, al di là di dove arriva, perché la vita alla fine ha sempre lo stesso traguardo, la morte, quindi se durante la vita il tempo che occupi lo occupi pensando solo all’arrivo, poi finisce che non hai corso, non hai passeggiato, non hai camminato, hai solo provato a pensare al traguardo, e quindi è un po’ come se ti perdessi di vista un sacco di attrazioni che la vita ci regala. Un amico, il rapporto con i propri genitori finché ci sono, un amore, ma anche la noia è un grande passatempo, un sacco di cose che poi, se pensi sempre ad essere performante, inevitabilmente ti perdi. Quindi se scegli di fare la vita del vincente secondo me poi ad un certo punto ti impalli».
Cosa ti piacerebbe che rimanesse di questo disco in chi lo ascolta? «Sicuramente vorrei ispirasse le persone, anche musicisti sperduti nella vita come lo sono stato, come lo sono, a dire: “Sai che c’è? Quello che faccio non è del tutto inutile”. La mia vittoria con questo disco è che c’è, che l’ho fatto. Ovviamente spero di suonarlo, perché mi piace suonarlo sul palco, però il fatto che esista, che alla fine, nonostante tutte le difficoltà, le paure e anche la fatica che ci ho messo, sta lì, già mi fa sentire un vincente. Spero che arrivi alle persone che mettere dell’impegno in qualcosa di proprio e dire “Sono riuscito a fare questa cosa”, che può essere anche scrivere un diario, occuparsi di una cosa per sé stesso, è una cosa soddisfacente. È un modo di essere gentili verso sé stessi».
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Cristoforo Panicucci esplora le grandi sfide che plasmano la società italiana. Dall’istruzione all’ambiente, passando per l’uguaglianza e la giustizia, offre uno sguardo chiaro e documentato per comprendere i cambiamenti intorno a voi.