La maternità, un viaggio ricco di sfide e scoperte, si trova oggi a dover affrontare una nuova realtà dominata dalla tecnologia. In un mondo dove le app e i dispositivi digitali sembrano aver sostituito il sostegno comunitario, la genitorialità si trasforma in un’impresa complessa, come esplora con sagacia Amanda Hess nel suo libro “Un’altra vita”. Questo saggio offre una riflessione profonda e provocatoria su come le dinamiche di cura siano influenzate dalle pressioni moderne e dall’industria che ruota attorno a esse.
Quando il tema della genitorialità sembra aver esaurito le sue risorse, Amanda Hess, nota giornalista del New York Times specializzata in cultura digitale, presenta la sua opera “Un’altra vita” (Einaudi), un testo vivace e stimolante che affronta le sfide di diventare genitori in un’epoca dominata da tecnologie e social network. La sua narrativa ci guida attraverso le esperienze personali e le ansie accumulate da una futura madre, che si trova a dover confrontare la sua vita con le promesse e le insidie offerte dalla tecnologia.
Il legame di Hess con il mondo online inizia ancor prima della sua gravidanza, attraverso un’app di monitoraggio del ciclo mestruale, sviluppata da uomini, che le suggerisce finestre di fertilità e piani di concepimento. Questo condizionamento, subdolo e insidioso, la sorprende nonostante le sue convinzioni iniziali di non volere figli. Una volta incinta, la scoperta di un potenziale problema genetico per il suo bambino, legato anche all’uso di ansiolitici, la catapulta in un vortice di ansia e sensi di colpa. Dopo la nascita di un bambino affetto dalla sindrome di Beckwith-Wiedemann, Hess si ritrova a gestire le sue paure con una serie di dispositivi, sia medici che commerciali, pensati per monitorare la salute del neonato.
La trasformazione della cura in merce
Non sono solo le madri come Hess a cercare il conforto di questi gadget, ma anche genitori di bambini sani, in preda a un’ansia crescente. La tecnologia, che promette di alleviare l’isolamento, diventa un rifugio per chi è in cerca di approvazione e soluzioni.
Hess cita un vecchio adagio: per crescere un bambino ci vuole un villaggio. Tuttavia, in un’epoca digitale, non tutti hanno accesso a reti di supporto reali. Molti genitori si rivolgono a risorse online in cerca di consigli e di una comunità virtuale che possa offrire supporto e guida. Harvey Karp, pediatra e autore di “The Happiest Baby on the Block”, avverte che il “villaggio” non è sempre un luogo idilliaco, spesso è invaso da giudizi e interferenze. Leah Plunkett, esperta di privacy digitale infantile, conferma che le tecnologie sono vendute come soluzioni a problematiche relazionali, ma in realtà rappresentano una mercificazione della cura.
Quando Hess partorisce, le app che aveva scaricato hanno già venduto i suoi dati a numerose aziende pronte a rispondere a bisogni creati ad hoc. Secondo Hess, nel capitalismo consumista, il momento del parto diventa un picco di interesse per le aziende, che la accompagnano in un percorso di consumi fino alla morte. Mentre cerca risposte sui problemi di salute del suo bambino, Hess viene profilata come una madre particolare, indirizzandola verso gruppi e consumi specifici. Il suo feed di TikTok si riempie di storie di madri medicalizzate e di donne che scelgono il parto in casa, rivelando l’ampiezza delle esperienze di maternità e le ambivalenze verso la tecnologia.
La critica a una genitorialità normativa
Questo saggio di Hess, ricco di riferimenti alla cultura contemporanea e alle sue derive, offre una critica incisiva all’invasività delle tecnologie nelle vite private. Riscoprendo i fondamenti della genitorialità, l’autrice si rifà al libro di riferimento di Benjamin Spock del 1946, il quale sosteneva che non servono troppi manuali, ma solo buon senso. Tuttavia, la sua opera ha dato il via a una genitorialità prescrittiva, che si è evoluta in un’industria multimiliardaria.
Nel corso degli anni, la genitorialità è diventata un campo di competizione esasperata, dove i genitori cercano di preparare i propri figli al successo, trasformando l’educazione in una seconda carriera. Adam Gopnik del New Yorker evidenzia come questa ossessione per il successo abbia portato alla creazione di un’infanzia orientata agli obiettivi, senza realmente migliorare la vita dei bambini.
Con le pressioni incessanti per essere genitori perfetti, Hess si rende conto che il suo legame con il bambino è stato in parte sostituito da una relazione con i dati riguardanti la sua salute. Una notte, mentre si sdraia accanto al figlio e nota un simbolo inquietante sul monitor del sonno, decide di spegnere la luce fastidiosa e riporre la tecnologia, scegliendo finalmente di connettersi con il suo bambino senza filtri.
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Abelardo Lombardi vi spiega l’economia con parole semplici. Grazie alle sue analisi chiare e agli esempi concreti, capite come le decisioni economiche influenzano il vostro budget e i vostri progetti. Ogni articolo vi offre strumenti utili per gestire meglio i vostri soldi ogni giorno.