Madame vuole produrre una cultura di spessore: l’intervista

Madame, la rapper vicentina vincitrice di due Targhe Tenco, ha da poco concluso un tour estivo di straordinario successo. Conosciuta per la sua capacità di raccontare in modo profondo e autentico, ha recentemente presentato il suo ultimo album intitolato “Disincanto”, un lavoro che riflette una verità cruda e senza filtri.

Durante una recente intervista, Madame ha condiviso il suo punto di vista sul successo, la preparazione emotiva e il processo creativo che sta dietro alla composizione del suo disco. Con una visione molto spirituale del suo lavoro, l’artista ha sottolineato l’importanza di ascoltare il proprio istinto e di non forzare il processo creativo.

“Disincanto” rappresenta per Madame un’ossessione per la verità, un orizzonte irraggiungibile ma che la motiva ogni giorno. L’artista riconosce che nella musica contemporanea ci sono artisti che riescono a esprimere grandi verità e che ammira profondamente per questo.

La musica, secondo Madame, ha il potere di disincantare il mondo, ma allo stesso tempo riflette le stesse dinamiche e complessità della società. Un viaggio emotivo e spirituale che si riflette nelle sue canzoni e che continua a ispirare i suoi fan in tutto il mondo. Disincanto è un album che suscita riflessioni profonde e sincere. L’artista si apre su temi come la condizione delle donne nella musica, la scelta di mantenere un approccio conscious nel rap mainstream e le pressioni del mondo della comunicazione e del mercato musicale.

L’artista riflette su come le risposte alle domande della vita non siano fisse, ma molteplici, invitando a prendere posizione anziché cercare una verità assoluta. Il disco si conclude con una nota di ottimismo, suggerendo di guardare la vita da una prospettiva più distante per apprezzarne il senso comico.

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L’artista ammette di sentirsi responsabile nei confronti del suo pubblico, ma anche consapevole dell’importanza di comunicare in modo chiaro e utile. La sua sensibilità artistica emerge anche nel blocco creativo che ha vissuto durante la scrittura di una delle canzoni dell’album, dimostrando l’attenzione e la cura che mette nel suo lavoro. Mi sono trovato di fronte a venti persone e non sapevo cosa dire, ognuno di noi con una vita diversa, ognuno con le proprie esperienze e prospettive. Era come se fossimo su due pianeti diversi, incapaci di capirci a vicenda. È da questa situazione di impasse che è nata “Rosso come il fango”, una canzone che esprime perfettamente questo senso di disagio nel non riuscire a comunicare con chi ci circonda, soprattutto se proveniente da realtà sociali diverse. Questo è parte integrante del mio lavoro, della mia responsabilità nel comprendere e riflettere sul mondo che mi circonda. Ma più che una responsabilità, è un atto di attenzione, di cercare di capire e comunicare nel modo migliore possibile. Su “Disincanto” in particolare, c’è stata molta attenzione a questo aspetto».

«Cosa vorresti che rimanesse di questo album in chi lo ascolta?», mi è stato chiesto.

«Questa domanda potrebbe avere mille risposte diverse. Io spero che le persone possano emozionarsi nel vero senso della parola, che possano provare delle emozioni vere mentre ascoltano queste canzoni. Perché sono proprio le emozioni l’unico modo attraverso il quale qualcuno può davvero capire qualcosa, imparare e comprenderlo appieno, anche di se stesso, ovviamente. Quindi spero di essere uno specchio autentico per gli altri».

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