Non pronunciare mai queste due parole durante una lite di coppia: la raccomandazione degli esperti

Pensavi che l’amore fosse solo cuoricini, abbracci e serenate sotto il balcone? E invece no! Anche le liti, quelle fatte bene, sono fondamentali. Ma attenzione: ci sono due parole che in una discussione di coppia non vanno MAI pronunciate. Ecco cosa dicono gli esperti (fidati, ne sanno qualcosa!).

Perché litigare (sì, davvero!) fa bene alla coppia

L’amore non è tutto rose e fiori: passata la luna di miele, arrivano responsabilità, impegni e – ebbene sì – discussioni. Altro che film romantici zuccherosi! Queste dimensioni apparentemente scomode sono invece necessarie per la salute di una relazione. Sì, pure le liti! Molti di noi le evitano come la peste a causa di una pressione a restare sempre positivi (fino a scivolare nella “positività tossica”), oppure per paura del conflitto o ancora del temutissimo spettro della rottura.

Le discussioni sono spesso demonizzate perché associate ad emozioni “negative” – ma chiamarle solo “spiacevoli” sarebbe più onesto. In realtà, permettono ai due membri della coppia di sentirsi abbastanza sicuri da esprimere il proprio punto di vista, anche quando è diverso da quello dell’altro. Segnalano una grande capacità di affrontare i disaccordi e di prendersene la responsabilità, faccia a faccia col partner. Insomma, la lite (quella costruttiva!) è parte integrante di una buona comunicazione.

Come NON litigare: le parole che fanno danni

L’importante è farlo nel modo giusto: litigare male può lasciare crepe indelebili e consumare la relazione fino alla separazione definitiva. E qui entrano in scena le due parole “proibite”. Alcuni termini, durante scambi accesi, non sono solo inutili: sono addirittura pericolosi perché definitivi, irrevocabili, ingigantiscono il problema e dipingono il partner come un villain di soap opera.

  • “Sempre”
  • “Mai”
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Frasi come “Sei sempre negativo”, “Non fai mai attenzione a me” o “Hai sempre il dono di non assumerti mai le responsabilità” sono dei veri e propri schiaffoni emotivi. Certo, provocano una reazione… ma rischiano di essere quella sbagliata. Invece di portare all’ascolto e all’apertura, chi si sente attaccato si irrigidisce, si mette sulla difensiva e pensa solo a dimostrarti che hai torto.

Così una lite che avrebbe potuto essere costruttiva si trasforma in una battaglia di ego, dove l’obiettivo non è più il benessere della coppia ma vincere il litigio e imporre la propria visione. Un bel casino, parola di Marjorie Cambier, sessuoterapeuta e psicologa clinica.

“Tu” accusatorio vs. “Io” costruttivo

Non basta: se oltre a “sempre” e “mai” aggiungi anche un “Tu”, il colpo è servito. Così facendo non solo dici cose spiacevoli, ma col dito puntato fai sentire il partner sotto accusa. Invece Tara Griffith, terapista di coppia (citata dal Huffington Post), consiglia di evitare proprio questo mix esplosivo e privilegiare le frasi in prima persona, il famoso “Io”.

Esempio concreto? “Mi sono sentita ferita e trascurata ieri quando non hai sistemato le tue cose prima dell’arrivo degli invitati, come ti avevo chiesto. La prossima volta mi farebbe piacere che tu mi aiutassi”. Decisamente meno esplosivo, decisamente più efficace!

Come litigare bene: gli avverbi che salvano l’amore

Per discutere in modo sano bisogna quindi usare parole più sfumate. Addio ai grandi sempre e mai! Gli esperti suggeriscono di sostituirli con termini più equilibrati. Gli amici di Cosmopolitan hanno raccolto qualche esempio per guidarti nella prossima (inevitabile) lite di coppia – un vero e proprio mini dizionario delle liti sane.

  • “A volte”
  • “Spesso”
  • “Raramente”
  • “Poco”
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Questi avverbi precisano la frequenza senza dipingere il partner come un mostro. Mettono in luce il problema senza colpevolizzare, aiutano a fare chiarezza e a trovare un terreno comune senza affilare le armi.

In definitiva: litigare fa bene, ma solo se sai come usare le parole. Niente “sempre”, niente “mai” e, se puoi, meno “Tu” e più “Io”. Così magari, dopo la tempesta… torna il sereno (e forse anche qualche cuoricino!).

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