L’incredibile epopea dei demoni di Parigi: è ufficiale, la BB ha mandato in tilt inferno e paradiso!

Luci e ombre sul destino di Paris (e del mondo): quando anche l’Apocalisse trova la pausa tra una tequila e una sparatoria

Un gruppo di (dis)avventure sovrannaturali

Se pensavate che la fine del mondo sarebbe arrivata tra tuoni, fulmini e angeli guerrafondai, è evidente che non avete mai seguito da vicino la “BB”: un’accozzaglia di demoni, ex-demoni, pensionati armati di deambulatore, conduttori televisivi caduti in disgrazia e chirurghi dalla reputazione discutibile. Ultimamente, tra sabotaggi di treni, contrabbando di ceneri di un Kobal autoironico e rituali per evocare Cerbero, i nostri hanno inanellato eventi che definire rocamboleschi è un vezzeggiativo.

Lotta per il caos, management e piani che vanno a ramengo

Dopo aver gestito compostamente (si fa per dire) la crisi nucleare, scatenato orge poliziottesche nel cuore di Parigi e resuscitato mostri marini nei canali cittadini, ciò che stupisce è la professionalità con cui riportano tutto sui social – magari omettendo le parti in cui si viene sbranati, congelati, fulminati o ridotti a gelatina ambulante. Ogni membro della squadra ha ruoli precisi:

  • Mamie Traillette, iconica vecchina guerriera, passa dal tricot a massacri eclatanti con lo stesso savoir-faire;
  • Roger/Kobal si divide tra travestimenti improbabili, battute assassine e leadership occasionale, quando non finisce letteralmente schiacciato da un TIR (in senso letterale);
  • Denis Nybbas, presentatore in cerca d’autore, orchestra reality show infernali tra un rituale e l’altro, lamentando sempre la mancanza di budget e tequila;
  • Grégoire (Dr. Maison) salva e dissacra a seconda dell’umore e delle regole etiche – decisamente flessibili;
  • E Arsène Lutin cerca con realismo magico di procrastinare ogni rapporto scritto (e ogni morte prematura).

Divinità stanche, angeli incerti e demoni dalle idee confuse

Nel cosmo della BB tutto ruota attorno all’ineffabile, e l’unica cosa più mutevole delle alleanze tra inferno e paradiso è l’umore dei loro grandi capi. Cyprine assegna missioni a metà tra l’enigma e l’auto-sabotaggio, mentre Baal e compagnia li rimproverano per l’eccezionale capacità di generare caos. Lucifero è esausto: ogni sua comparsa è preceduta da lamentele sull’incapacità dei sottoposti (e la scarsità di momenti per “rilassarsi” con Pam). Gli angeli, dal loro lato, sono assorti tra piani di guerra, disastri climatici e interrogazioni esistenziali sulla fine o sulla perpetuazione del Grande Gioco.

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Bialès, angelessa declassata e ora chez BB, scopre che la frontiera tra bene e male è questione di regime di lavoro (“è solo un lavoro”) e che una relazione con Mamie può portare a impreviste fusioni tra MMA e apocalisse.

Lezione finale e conclusioni temporanee (non troppo temporanee)

Cosa insegna tutta questa epopea di caos, missioni suicida, parabole moraleggianti e beffe cosmiche?

  • Non c’è disastro che non sia anche occasione per una battuta (magari grossolana), una nuova strategia di marketing o una promozione di ruolo (seguita da immediata retrocessione);
  • I blâmes piovono dal cielo e dagli abissi; chi li riceve cambia squadra, sesso o specie;
  • La sopravvivenza, come la memoria, è questione di adattamento creativo e mala gestione calcistica;
  • Il libero arbitrio non esiste, tranne quando interessa alla narrazione.

Se volete salvare il mondo (ma solo ogni tanto), esitate pure: magari è la scelta più ineffabile di tutte. E ricordate: anche all’inferno una giornata storta può sempre peggiorare… ma sempre con stile.

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