La scoperta arriva come una doccia fredda per chi tiene alla diffusione del libro: la maggior parte dei piccoli centri italiani vive senza una libreria di riferimento. Un recente rapporto ha messo in luce una realtà che molti intuivano ma che ora è quantificata: il tessuto delle librerie è concentrato e il resto del Paese rischia di diventare un territorio povero di punti d’incontro culturali.
Questo quadro non riguarda soltanto il commercio: tocca l’accesso alla lettura, la vita sociale dei quartieri e la possibilità per autori emergenti di farsi conoscere. Nei paragrafi che seguono si analizzano i numeri, le cause, le richieste dei librai e alcune piste possibili per invertire la rotta.
Numeri che parlano chiaro
Il settore del libro in Italia, secondo il report, raggiunge un valore complessivo di 1,8 miliardi di euro. I punti vendita attivi sono 4.451: una cifra che può sembrare significativa, ma che assume un’altra dimensione se la si mette in rapporto alla diffusione territoriale. In particolare, emerge che in circa l’83% dei Comuni italiani non è presente neppure una libreria — una realtà che sintetizza il forte squilibrio tra centri urbani e aree periferiche.

Dove si concentrano le librerie e dove spariscono
Il paesaggio delle librerie in Italia è fortemente sbilanciato:
– grandi città e aree metropolitane ospitano la maggior parte dei punti vendita;
– piccoli Comuni e borghi più isolati restano scoperti, creando vere e proprie “zone bianche” culturali;
– la presenza è maggiormente concentrata in aree a elevata densità demografica e turistica.
Questa distribuzione non riguarda solo la comodità di trovare un libro, ma anche il presidio culturale: senza librerie calano le occasioni di incontro, presentazioni, attività per scuole e lettori.

Fattori che hanno inciso sul declino
Dietro ai numeri ci sono più ragioni intrecciate:
– competizione dell’e-commerce e delle grandi catene che assorbono quote di mercato;
– aumenti dei costi fissi (affitti, logistica, forniture) che penalizzano i negozi indipendenti;
– cambiamenti nei comportamenti di acquisto e nella frequentazione degli spazi pubblici;
– una distribuzione territoriale non equilibrata e una carenza di politiche pubbliche mirate.
Questi elementi, combinati, spiegano perché tante comunità si trovino oggi senza un punto vendita librario.
Le rivendicazioni dei librai
I librai tornano a chiedere un intervento coordinato a livello nazionale. Le richieste principali possono essere sintetizzate così:
– misure di sostegno economico e fiscale per le librerie indipendenti;
– agevolazioni sugli affitti commerciali nei centri storici e nei piccoli Comuni;
– incentivi per l’apertura di punti vendita in aree territorialmente svantaggiate;
– politiche pubbliche che promuovano l’acquisto di libri nelle scuole e nelle amministrazioni locali.
Gli operatori chiedono inoltre un ruolo più incisivo delle istituzioni nella promozione della lettura come bene comune.
Strumenti e idee per rimettere in moto il territorio
Diversi interventi pratici potrebbero contribuire a invertire la tendenza. Tra le possibili azioni, quelle che spesso emergono nel dibattito sono:
– creare bandi regionali e nazionali per l’apertura di librerie nei Comuni sprovvisti;
– sostenere progetti di piccole librerie itineranti (bibliobus) e partnership con scuole e biblioteche;
– prevedere sgravi fiscali mirati o contributi a fondo perduto per le nuove aperture;
– incentivare collaborazioni tra librerie e realtà culturali locali per eventi e programmi di promozione della lettura;
– rafforzare la filiera editoriale con politiche di distribuzione che favoriscano i punti vendita locali.
Azioni a breve termine e opportunità
– sviluppo di campagne di comunicazione per valorizzare l’acquisto locale;
– convenzioni tra amministrazioni e librai per forniture scolastiche e servizi culturali;
– supporto alla formazione professionale per gestire efficacemente un punto vendita nell’era digitale.
Impatto sociale ed economico oltre le vendite
La presenza di una libreria non si misura soltanto nel fatturato: è anche un indicatore di qualità della vita. Le librerie fungono da luoghi di socializzazione, da spazi per l’educazione informale e da catalizzatori per l’economia locale. La loro carenza può quindi tradursi in un impoverimento sociale e culturale delle comunità, con effetti a catena su turismo, istruzione e attrattività del territorio.
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Abelardo Lombardi vi spiega l’economia con parole semplici. Grazie alle sue analisi chiare e agli esempi concreti, capite come le decisioni economiche influenzano il vostro budget e i vostri progetti. Ogni articolo vi offre strumenti utili per gestire meglio i vostri soldi ogni giorno.