Sospensione pensioni: trattenuta del 5% sui redditi da agosto!

La recente decisione dell’INPS ha messo in allerta molti pensionati residenti in Italia, poiché avrà un impatto diretto sulle loro prestazioni economiche. A partire dai ratei di agosto e settembre, è stata introdotta una trattenuta che potrebbe causare preoccupazioni nei bilanci familiari. È fondamentale comprendere come funziona questo processo e quali misure possono essere adottate per evitare spiacevoli sorprese.

Se sei un pensionato che non ha presentato la dichiarazione dei redditi richiesta, è importante prestare attenzione a quanto segue. Con una scadenza fissata, ci sono opportunità per rimettersi in regola e mantenere i diritti sulle prestazioni. Vediamo insieme quali sono le informazioni chiave da tenere a mente.

Chi è a rischio di sospensione della pensione

La sospensione delle prestazioni riguarda specificamente i pensionati che, nonostante i richiami, non hanno inviato la dichiarazione reddituale RED relativa al 2022 entro il 31 marzo 2025. Questo provvedimento impatta le prestazioni il cui diritto dipende dai redditi personali o familiari, come:

– integrazione al trattamento minimo
– maggiorazioni sociali sulle pensioni
– quattordicesima mensilità
– assegno sociale e pensioni di invalidità civile
– pensioni ai superstiti
– assegni al nucleo familiare

Dettagli sulla trattenuta del 5% sui ratei di agosto e settembre

La trattenuta del 5% si applica sull’imponibile pensionistico lordo di luglio 2026 e si riflette sui ratei di agosto e settembre. Questo significa che il pensionato vedrà una decurtazione significativa del proprio assegno. L’importo della trattenuta sarà indicato chiaramente sul cedolino, e varrà per ogni pensionato in base al proprio trattamento. Ecco un esempio pratico:

| Imponibile lordo di luglio 2026 | Trattenuta del 5% su ciascun rateo |
|———————————-|————————————-|
| 611,85 euro (trattamento minimo) | 30,59 euro |
| 800 euro | 40,00 euro |
| 1.000 euro | 50,00 euro |
| 1.200 euro | 60,00 euro |

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Su un arco di due mesi, questa decurtazione può accumularsi rapidamente, rendendo necessaria una rapida sanatoria della posizione reddituale.

Revoca delle pensioni anche per importi fino a 100 euro

È importante notare che anche le pensioni di importo mensile fino a 100 euro non sono esenti dalla revoca, se non si regolarizzano entro il 15 settembre 2026. La buona notizia è che, pur essendo esentate dalla trattenuta, questi pensionati devono comunque presentare una domanda di ricostituzione per continuare a ricevere la prestazione.

Informazioni specifiche sulle pensioni ai superstiti

Per quanto riguarda le pensioni ai superstiti, la mancata presentazione della dichiarazione porterà all’applicazione della fascia massima di abbattimento. Questo è regolato dalla normativa vigente e ha un impatto diretto sull’importo che verrà erogato.

Scadenza per la ricostituzione reddituale

Per evitare la revoca della prestazione, è necessario presentare la domanda di ricostituzione reddituale entro il 15 settembre 2026. Le modalità di presentazione includono il portale INPS, utilizzando SPID, CIE, CNS o eIDAS, oppure tramite un patronato. La procedura è accessibile nell’area riservata MyINPS, dove si troverà la sezione dedicata alla ricostituzione.

Se la dichiarazione non viene inviata entro 60 giorni dalla sospensione, la prestazione sarà revocata e l’INPS avvierà il recupero delle somme non dovute. È quindi di vitale importanza agire tempestivamente per mantenere i propri diritti.

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