L’INPS ha lanciato la campagna RedEst 2026, un’importante iniziativa dedicata ai pensionati italiani che risiedono all’estero. Questa campagna si propone di raccogliere informazioni sui redditi percepiti nel 2025, con l’obiettivo di garantire che le prestazioni assistenziali siano calcolate correttamente in base alla situazione economica di ciascun pensionato. Con la possibilità di inviare la dichiarazione online già a partire dal 25 maggio, l’INPS mira a semplificare il processo per tutti coloro che sono coinvolti, rendendolo più accessibile e veloce.
Ma non è tutto: con la stessa comunicazione, l’ente ha riaperto anche la campagna RedEst 2025, che riguarda i redditi del 2024, permettendo così ai pensionati di regolarizzare eventuali posizioni pendenti. Scopriamo insieme come funziona questa campagna e quali sono i passaggi da seguire.
RedEst 2026: dichiarazione dei redditi per i pensionati all’estero
La campagna RedEst 2026 è fondamentale per l’INPS, poiché consente di verificare i redditi dei pensionati che risiedono al di fuori dell’Italia. Questa dichiarazione riguarda coloro che ricevono prestazioni assistenziali legate al reddito, il cui ammontare può variare in base alla situazione economica del pensionato e, in alcuni casi, anche del coniuge o del nucleo familiare.
Il quadro normativo di riferimento è delineato dall’articolo 49, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, che regolamenta l’accertamento reddituale per i percettori di prestazioni assistenziali all’estero. Grazie a questa comunicazione, l’INPS può aggiornare le somme dovute, evitando il rischio di pagamenti non dovuti o blocchi sulle prestazioni.
Invio dei modelli cartacei: cosa aspettarsi a settembre
Nel mese di settembre 2026, l’INPS provvederà all’invio dei modelli cartacei RedEst ai pensionati all’estero. Queste comunicazioni contengono la richiesta di informazioni sui redditi e permettono ai pensionati di presentare la documentazione necessaria attraverso i canali stabiliti.
Le modalità di trasmissione dei dati variano in base al soggetto incaricato dell’invio:
– I patronati e i consolati utilizzano le apposite pagine sul sito dell’INPS.
– Le strutture territoriali dell’INPS accedono tramite l’intranet istituzionale.
– La procedura interna segue il percorso “Processi”, “Assicurato pensionato”, “Campagna RedEst”.
Verifiche da parte di patronati e consolati
Quando un pensionato consegna i moduli RedEst 2026, è fondamentale che i patronati e i consolati effettuino controlli preliminari. Queste verifiche non si limitano alla ricezione del modulo, ma comprendono anche la validazione della documentazione presentata a supporto dei redditi dichiarati. Durante la consegna, gli intermediari devono:
– Accertare l’identità del dichiarante.
– Raccogliere i moduli RedEst 2026 compilati e firmati.
– Verificare la corrispondenza tra la documentazione fornita e i dati indicati nei moduli.
– Acquisire le informazioni tramite i servizi telematici offerti dall’INPS.
Riapertura della campagna RedEst 2025 per i redditi 2024
A partire dal 25 maggio 2026, l’INPS ha riaperto anche la campagna RedEst 2025, relativa ai redditi del 2024. Questa riapertura permette ai pensionati residenti all’estero che non hanno ancora presentato la dichiarazione di regolarizzare la propria situazione attraverso la procedura telematica.
È importante notare che la campagna RedEst 2024, relativa ai redditi del 2023, si è chiusa il 31 marzo 2026. Le dichiarazioni non acquisite devono ora essere gestite tramite la ricostituzione reddituale, comportando un riesame della prestazione sulla base dei redditi non comunicati.
Conseguenze della mancata dichiarazione RedEst
Non presentare la dichiarazione RedEst può avere ripercussioni sulle prestazioni assistenziali legate al reddito. L’INPS utilizza i dati reddituali per verificare il mantenimento dei requisiti e, in assenza della comunicazione necessaria, può avviare la sospensione delle somme soggette a verifica e in seguito revocare gli importi non spettanti.
Le prestazioni interessate includono:
– Integrazioni al minimo.
– Maggiorazioni sociali.
– Assegno sociale.
– Trattamenti di famiglia.
– Prestazioni di invalidità civile.
– Quattordicesima.
Quindi, è fondamentale che solo i pensionati che ricevono trattamenti collegati a limiti reddituali presentino la comunicazione reddituale.
Differenze tra RED in Italia e RedEst all’estero
Per i pensionati residenti in Italia, la comunicazione avviene tramite il Modello RED per le pensioni INPS legate al reddito, utilizzando i canali ordinari previsti dall’Istituto, dai CAF e dai patronati. Al contrario, per chi risiede all’estero, la procedura segue il percorso RedEst e coinvolge anche le autorità consolari.
Questa differenza si basa sulla natura dei redditi e sulla documentazione disponibile nei vari Paesi. Per i residenti all’estero, potrebbero essere necessarie certificazioni rilasciate da enti esteri o dichiarazioni sostitutive, a seconda delle normative applicabili.
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