Tosca: Cantare per soldi, fama e streaming: l’intervista

Il nuovo album di Tosca, intitolato “Feminae” su suggerimento di Renzo Arbore, rappresenta un’opera inequivocabilmente femminile, sia negli intenti che nelle interpretazioni. Tosca, figura sempre più centrale in un universo musicale vasto e luminoso, si distingue dai circuiti mainstream con la sua musica provocatoria e politica. In questo articolo, esploreremo il significato dietro il titolo del disco e l’influenza di Arbore sulla carriera di Tosca.

Il suggerimento di Renzo Arbore

Tosca ha condiviso un’aneddoto speciale su come Renzo Arbore le abbia suggerito il titolo “Feminae” per il suo nuovo album. Ricorda con affetto i giorni in cui, da giovane artista, si esibiva nei locali e partecipava alle registrazioni con Arbore. Il legame con Renzo rappresenta per Tosca un simbolo di libertà, curiosità e artigianalità. L’uomo, ancora oggi, si diverte ad assistere ai suoi spettacoli e a esplorare nuove canzoni insieme a lei.

Il significato di “Feminae”

Il titolo “Feminae” è stato scelto da Arbore per rappresentare l’accoglienza, la creatività e la vita nuova che le donne portano con sé. Tosca riflette sul concetto di femminismo moderno, spiegando come oggi venga associato più alla lotta che al riconoscimento dei diritti delle donne. Per Tosca, essere femminile non significa emulare i tratti maschili, ma celebrare la propria femminilità e la forza che le donne portano con sé. “Feminae” rappresenta dunque un’ode alla femminilità autentica e alla forza delle donne che si uniscono per creare qualcosa di straordinario. Il nuovo album di Tosca, “Vissi d’arte”, rappresenta un ritorno alle radici dell’arte e della musica pura. Tosca apre il disco con l’aria “Vissi d’arte” dalla Tosca di Puccini, sottolineando il suo mantra di “vivere d’arte e d’amore”. L’artista si interroga sullo stato attuale della musica italiana e sull’importanza di preservare un approccio genuino alla musica.

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Nel corso dell’intervista, Tosca esprime la sua opinione sull’industria musicale attuale e sulle pressioni che gli artisti subiscono per adattarsi a determinati standard. Parla della mercificazione della bellezza femminile e dell’importanza di concentrarsi sul messaggio artistico anziché sull’apparenza. Tosca sottolinea l’importanza della libertà artistica e della saggezza che si acquisisce con il tempo.

Infine, Tosca discute del fenomeno dei talent show e della sofferenza che spesso si nasconde dietro le luci della ribalta. Conclude sottolineando l’importanza di utilizzare questi mezzi in modo responsabile e rispettoso. Il suo album rappresenta un tentativo di preservare l’autenticità e la bellezza dell’arte musicale, offrendo un’alternativa alla cultura pop di massa. Il mondo della musica ha subito grandi cambiamenti con l’avvento di internet. Renzo Rubino, cantautore italiano, critica il sistema discografico che si è adattato alle esigenze del mercato e degli sponsor, a discapito della libertà artistica degli artisti.

Rubino sottolinea l’importanza di valorizzare la musica e gli artisti giovani, anziché piegarsi alle imposizioni delle case discografiche. Secondo lui, la musica deve trasmettere emozioni e contenuti di qualità per poter davvero funzionare.

Parlando del suo incontro con Ornella Vanoni e della collaborazione sulla canzone “Per un’amica”, Rubino rivela di aver inizialmente pensato di non piacerle. Tuttavia, il suo fascino e il suo coraggio nell’usare la musica come espressione poetica lo hanno conquistato. Vanoni gli ha chiesto di interpretare una delle sue canzoni meno conosciute, “Per un’amica”, e dopo varie versioni proposte, ha scelto quella con un quartetto d’archi. Questa esperienza è stata per Rubino un grande regalo, un’opportunità di collaborare con un’icona della musica italiana. Se ti chiedessi perché hai scelto di interpretare “La canzone popolare” di Fossati, cosa mi risponderesti?

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“Quando decido di interpretare una canzone il primo ragionamento è sempre istintivo: mi piace, e questo già giustifica tutto. Perché quando una cosa ti piace, significa che ti fa stare bene. A me fa stare bene cantare quella canzone. Perché? Perché ancestralmente, dentro, nella testa, c’è un messaggio molto forte, “La canzone popolare” parla di noi, è come se dicesse “Alzati che si sta alzando la tua storia”, perché la canzone popolare racconta le nostre gesta. L’espressione “popolare” in questo caso è differente da “pop”. Pop rappresenta un’estrapolazione del popolare, un’estrapolazione che serve per omologare, per avere un qualcosa che unisce, la canzone pop ha delle regole ben precise, deve essere molto molto molto fruibile, mentre la canzone popolare racconta delle gesta di un popolo. Quindi la guerra, quindi il lavoro, i soprusi sul lavoro, le vicende storiche, le ninna nanne, le feste. È sempre qualcosa che ha a che fare con il nostro sangue. Poi devo dirti che ogni volta io ci vedo qualcosa di diverso: “Sono io, forse sei tu, che ha lottato più forte, che ha sbagliato più forte, che per avere tutto il mondo tra le braccia si è trovato anche la morte”; be, a me questa frase mi fa pensare a Trump, a Netanyahu, perché per volere tutto alla fine trovano la morte. È un grande atto politico cantare quella canzone”.

E cosa vorresti che rimanesse di questo disco in chi lo ascolta?

“Mi piacerebbe che le persone come me si facessero accompagnare da questo disco, cioè fare compagnia, perché io l’ho pensato così, spero che durante la giornata tu lo possa mettere sotto e che ti possa in qualche maniera fare compagnia, che è una sensazione bella. Questo mi piacerebbe, che restasse questo, niente ansia da prestazione, ma ansia da tranquillità”.

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