Colpo di scena nei supermercati: secondo gli esperti, le casse automatiche stanno fallendo e molti negozi tornano all’interazione umana!

Colpo di scena nei supermercati: tra promesse di efficienza e realtà di lentezza, le casse automatiche stanno vivendo il loro momento più controverso. Gli esperti parlano chiaro: i supermercati stanno tornando, almeno in parte, all’interazione umana. E la storia è tutt’altro che banale!

La nascita delle casse automatiche: sogni di progresso e risparmio

L’arrivo delle casse automatiche nei negozi di distribuzione è stato accolto da molti come simbolo di progresso. L’idea sembrava geniale:

  • Poter fare la spesa più rapidamente
  • Maggiore comodità per i clienti
  • Riduzione dei costi per i commercianti, che così potevano sostituire diversi cassieri con una sola persona incaricata di supervisionare i clienti intenti a scannerizzare e imbustare gli acquisti.

Ma come spesso accade, i sogni si scontrano con la dura realtà (e no, non basta un bip per passare al prossimo livello!).

La grande retromarcia: quando le promesse non vengono mantenute

Christopher Andrews, professore associato e capo del dipartimento di sociologia alla Drew University in New Jersey, non le manda a dire: secondo lui, «i negozi vedevano questa come la prossima tappa, ma si stanno rendendo conto che non risparmiano, anzi, perdono soldi», come spiegato alla BBC.

La situazione è sotto gli occhi di tutti: molte catene—come Target e Walmart negli Stati Uniti, oppure Booths nel Regno Unito—stanno riducendo la dipendenza da queste casse automatiche. I motivi? Un bel mix di:

  • Lentezza delle procedure
  • Inefficienza generale
  • Aumento dei furti in negozio

Todd Vasos, CEO di Dollar General, è stato sincero davanti agli investitori: «Abbiamo fatto troppo affidamento sulle casse automatiche nei nostri negozi». Nel 2022, infatti, la loro catena discount aveva puntato molto su queste tecnologie e, in alcune zone, si trovavano solo uno o due dipendenti a gestire l’intero punto vendita! Ora, però, la musica cambia: l’azienda vuole aumentare il numero di lavoratori nei negozi, e in particolare nella zona delle casse, soprattutto perché i dati mostrano tassi di perdite più alti della media del settore proprio dove si utilizza il self-service.

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Clienti: entusiasmo… e frustrazioni

Dal punto di vista dei clienti, inizialmente l’accoglienza delle casse automatiche è stata positiva. Tuttavia, col passare del tempo, le frustrazioni si sono accumulate. Secondo un sondaggio realizzato nel 2021 su 1.000 consumatori americani:

  • Il 60% preferisce pagare alle casse self-service invece che da un cassiere umano.
  • Ma il 67% ha vissuto almeno un problema o «fallimento» con questa tecnologia.

Amit Kumar, professore di marketing e psicologia all’Università del Texas, chiarisce: «Se proviamo il pagamento self-service e ci rendiamo conto che non ne traiamo beneficio, finiamo per non usarlo più».

Certo, qualcuno potrebbe chiedersi: quanti di questi fallimenti hanno veramente ostacolato gli acquisti? Quanti clienti hanno rinunciato del tutto al self-service dopo un’esperienza negativa? Domande legittime, ma per ora il dato principale è che il malcontento cresce.

E ora? Il futuro delle casse automatiche

Nonostante tutto, i grandi distributori potrebbero conservare i chioschi self-service per non perdere i soldi già investiti in queste tecnologie (soldi spesi, cuore contento… o quasi). Tuttavia, emerge una nuova tendenza: lasciare la libertà al cliente di scegliere se preferisce il contatto umano o la macchina. Fine dell’obbligo di «parlare solo con il robot» e un ritorno alla possibilità di scegliere! Il che, diciamolo, non dispiace affatto a tanti consumatori nostalgici della chiacchierata con il cassiere.

Insomma, la grande distribuzione sembra allontanarsi dalla dipendenza esclusiva dalla tecnologia self-service. E forse è un bene: ogni progresso—persino i più “bippanti”—ha bisogno di essere adattato e rivisto. Il futuro? Macchine o persone alla cassa, una cosa sembra chiara: piaccia o meno, sarà (di nuovo) il cliente a decidere.

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