Lasciare i soldi a sonnecchiare sul conto corrente? Secondo molti esperti francesi, è un grave errore: meglio agire subito e non aspettare che l’inflazione si mangi pian piano i nostri risparmi. Curiosi di sapere perché (e magari anche di ridere amaramente insieme di qualche paradosso bancario)? Mettetevi comodi!
Il conto corrente: una pigra e costosa illusione
In Francia, la gran parte dei conti correnti non offre alcun rendimento. Insomma, i soldi che teniamo lì pronti per le emergenze o per lo shopping compulsivo non lavorano per noi. Dietro questa scelta si cela un antico compromesso: le banche hanno accettato di non remunerare i conti correnti in cambio della gratuità dell’uso degli assegni. Bella scusa, vero?
Nei fatti, non c’è nessun reale interesse a lasciare il denaro bloccato su un conto che non frutta. E questo soprattutto oggi, con i tassi di mercato che salgono più in fretta della temperatura quando si è dimenticato il condizionatore spento in piena estate.
Inflazione: l’invisibile ladro dei risparmi
Negli ultimi tempi, non generare rendimento sul proprio capitale è diventato un errore sempre più pesante. Il costo della vita è cresciuto: solo nel 2022 l’inflazione media in Francia è stata del 5,2% secondo l’INSEE. Il risultato? L’immobilismo porta solo a impoverirsi, perché i prezzi crescono e il valore reale dei nostri soldi diminuisce. Se non facciamo nulla, il nostro risparmio si prosciuga – e non possiamo nemmeno dar la colpa al vicino di casa stavolta!
Livret A & Co: le alternative (quasi) a prova di bomba
Qualcosa, però, si muove. Il famoso Livret A, per esempio, ai tempi della pandemia rendeva solo lo 0,75% netti, ma nell’ultimo anno è salito prima al 2% (agosto) e poi addirittura al 3% dal 1° febbraio 2023. La scelta è stata sancita dal ministro dell’Economia, su consiglio della Banca di Francia, per la gioia dei 55 milioni di francesi titolari del Livret A.
Ma come funziona?
- Capitale garantito dallo Stato: zero rischi di vedersi scappare via i risparmi.
- Liquidità totale: i soldi sono disponibili sempre, per qualsiasi emergenza o capriccio.
- Soglia minima per operazione: almeno 10 euro da depositare o prelevare.
- Tetto massimo: 22.950 euro per persona (superato il quale si può spostare l’eccesso su LDDS, con caratteristiche e rendimenti simili).
- Un solo Livret A e un solo LDDS per persona.
Facendo due conti, con il 3% netto su 22.950 euro, in un anno si raccolgono 688,50 euro. Ma attenzione: il rendimento reale, corretto per l’inflazione, resta comunque negativo. Ups!
Piccolo consiglio spicciolo: gli interessi sono calcolati due volte al mese, dal primo giorno della quindicina successiva al versamento (il 16 del mese o il 1° del mese seguente). Quindi, per massimizzare, meglio depositare i soldi prima del 1° o prima del 16 di ogni mese. Ritirare? Sempre dopo che una quindicina completa è passata, altrimenti si perde anche quel poco di interessi maturati.
Le alternative? LDDS (tetto 12.000 euro) oppure alcuni libretti non regolamentati ma decisamente meno sicuri: Fortuneo, per esempio, propone il 3% lordo all’anno per 4 mesi e fino a 100.000 euro (ricordando però che il 30% finisce in tasse). Simili offerte temporanee da BforBank, Boursorama (Bourso+ al 2% e tetto 30.000 euro), mentre Monabanq e Hello bank! si accontentano di remunerazioni tra lo 0,05% e l’1%.
Attenzione però! I libretti non regolamentati sono spesso delle vere trappole per risparmiatori distratti: allettanti per qualche mese, poi tra tasse e crollo dei rendimenti restano solo briciole.
Altri strumenti come il LEP sono riservati a chi ha redditi molto bassi (massimo 21.393 euro/anno), e quindi in pratica… piove sempre sul bagnato.
- Libretto A: sicuro ma rendimento reale negativo
- LDDS: stesso discorso
- Libretti non regolamentati: rischiosi, tasse elevate, interessi effimeri
I risparmi sono fatti per essere… investiti (o spesi)?
Non manca chi piuttosto che «arricchire le banche» preferisce spendere tutto velocemente, magari per sfregio o per principio: per alcuni, fare soldi con i soldi è quasi una truffa, meglio guadagnare solo lavorando duramente. C’è anche chi, ironicamente, paragona il mestiere del banchiere a quello dei supermercati, domandando se il lavoro gratis esista davvero.
In sintesi, moltiplicare libretti inutili e affidarsi alle promesse di alcuni istituti non sembra la soluzione, a meno che non si sia disposti a rischiare sui mercati azionari… oppure aspettare che i prezzi immobiliari scendano ancora un po’ per buttarsi negli investimenti “solidi” (e sperare di imbroccare il momento giusto).
Morale della favola? Il conto corrente in Francia rimane una cassaforte senza interesse. Meglio spostare i risparmi almeno su un Livret A, anche se l’inflazione continuerà a farsi sentire. Ma soprattutto: informarsi, restare vigili e… non lasciare i propri soldi a fare le ragnatele in banca!
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Lisa Chichi vi porta in un mondo di scoperte curiose e storie sorprendenti. Ogni giorno condivide fatti insoliti e curiosità culturali che stimolano la vostra mente e arricchiscono le vostre conversazioni.