Contratto delle BCC, tabelle dei salari 2026 e proposta per il rinnovo da 518 euro

Da qualche tempo il mondo delle Banche di Credito Cooperativo è al centro di un confronto serrato: sindacati e Federcasse si preparano a discutere un pacchetto di richieste che potrebbe modificare non solo lo stipendio, ma anche l’organizzazione del lavoro e le garanzie sui nuovi strumenti digitali. Le sigle hanno formalizzato una piattaforma molto articolata; ora resta da vedere se e come la controparte risponderà alle richieste economiche e normative.

L’argomento interessa migliaia di addetti del sistema cooperativo, perché tocca sia i minimi contrattuali già in vigore sia proposte che vanno dalla riduzione dell’orario settimanale all’uso dell’intelligenza artificiale nelle filiali. Ecco, con parole diverse e una struttura nuova, tutto quello che c’è da sapere sui contenuti principali della piattaforma e sulle implicazioni pratiche per i vari livelli professionali.

La richiesta unitaria e il calendario delle trattative

Il 13 ottobre 2026 le organizzazioni sindacali Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Ugl Credito e Uilca hanno inviato a Federcasse una piattaforma condivisa, chiedendo l’apertura immediata delle negoziazioni. Il documento è stato approvato con ampio consenso nelle assemblee territoriali: oltre il 98% dei votanti si è espresso a favore.

Punti chiave della fase iniziale:
– il contratto collettivo per quadri direttivi e personale delle aree professionali era scaduto al 31 dicembre 2025, quindi la trattativa riparte dopo un periodo di vacanza contrattuale;
– la richiesta economica centrale è un aumento medio di 518 euro lordi al mese per la figura di riferimento (3ª Area professionale, 4° livello);
– si chiede inoltre di concordare subito un calendario di incontri per definire tempistiche e modalità della negoziazione.

Documenti di piattaforma sindacale su un tavolo con firme e penne
La piattaforma unitaria inviata a Federcasse il 13 ottobre 2026.

Minimi mensili ufficiali applicati dal 1° gennaio 2026

A seguito dell’ultima tranche del rinnovo 2024, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, i minimi tabellari mensili (lordi, per 13 mensilità) applicati sono i seguenti:

– Quadri direttivi 4° livello: 5.160,06 euro
– Quadri direttivi 3° livello: 4.396,88 euro
– Quadri direttivi 2° livello: 3.965,48 euro
– Quadri direttivi 1° livello: 3.743,21 euro
– 3ª Area professionale 4° livello: 3.341,90 euro
– 3ª Area professionale 3° livello: 3.059,49 euro
– 3ª Area professionale 2° livello: 2.890,41 euro
– 3ª Area professionale 1° livello: 2.742,34 euro
– 2ª Area professionale 2° livello: 2.572,11 euro
– 2ª Area professionale 1° livello: 2.406,80 euro
– 1ª Area professionale (livello unico): 2.241,53 euro

Per i quadri direttivi e per la terza area questi importi sono stati allineati ai minimi del contratto ABI in vigore dal 1° marzo 2026; resta invece una diversità nella parte bassa della scala, dove il sistema BCC mantiene due aree distinte che nel contratto ABI sono state unificate.

Importo annuo lordo per ciascun livello (calcolo su 13 mensilità)

Per avere un’idea dell’impatto sul montante annuo lordo, i minimi tabellari si traducono così su base annua (13 mensilità):

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– Quadri direttivi 4° livello: 67.080,78 euro
– Quadri direttivi 3° livello: 57.159,44 euro
– Quadri direttivi 2° livello: 51.551,24 euro
– Quadri direttivi 1° livello: 48.661,73 euro
– 3ª Area professionale 4° livello: 43.444,70 euro
– 3ª Area professionale 3° livello: 39.773,37 euro
– 3ª Area professionale 2° livello: 37.575,33 euro
– 3ª Area professionale 1° livello: 35.650,42 euro
– 2ª Area professionale 2° livello: 33.437,43 euro
– 2ª Area professionale 1° livello: 31.288,40 euro
– 1ª Area professionale: 29.139,89 euro

Per passare dal lordo alla busta paga netta occorre poi applicare contributi, aliquote IRPEF e detrazioni personali: il netto effettivo varia a seconda delle situazioni individuali e delle eventuali voci accessorie (scatti, premi, indennità).

Se l’incremento di 518 euro venisse applicato: simulazione livello per livello

La piattaforma indica come riferimento l’aumento di 518 euro lordi per la 3ª Area 4° livello. Se l’adeguamento fosse ripartito secondo la stessa proporzione adottata nel rinnovo 2024, la stima degli incrementi mensili e dei nuovi minimi sarebbe approssimativamente la seguente:

– Quadri direttivi 4° livello: +circa 696 euro → nuovo minimo intorno a 5.856 euro
– Quadri direttivi 3° livello: +circa 605 euro → nuovo minimo intorno a 5.002 euro
– Quadri direttivi 2° livello: +circa 574 euro → nuovo minimo intorno a 4.540 euro
– Quadri direttivi 1° livello: +circa 547 euro → nuovo minimo intorno a 4.290 euro
– 3ª Area professionale 4° livello: +518 euro (importo pieno richiesto) → nuovo minimo intorno a 3.860 euro
– 3ª Area professionale 3° livello: +circa 447 euro → nuovo minimo intorno a 3.506 euro
– 3ª Area professionale 2° livello: +circa 422 euro → nuovo minimo intorno a 3.313 euro
– 3ª Area professionale 1° livello: +circa 401 euro → nuovo minimo intorno a 3.143 euro
– 2ª Area professionale 2° livello: +circa 376 euro → nuovo minimo intorno a 2.948 euro
– 2ª Area professionale 1° livello: +circa 352 euro → nuovo minimo intorno a 2.758 euro
– 1ª Area professionale: +circa 327 euro → nuovo minimo intorno a 2.569 euro

L’incremento richiesto corrisponde a circa il 15,5% del minimo della figura media (3ª Area 4° livello). Le percentuali di aumento variano lungo la scala: i livelli inferiori alla figura media avrebbero un incremento attorno al 14,6% con la metodologia del 2024, mentre per i quadri di 4° livello la percentuale scenderebbe verso il 13,5%.

Un’altra proposta della piattaforma potrebbe influire sui minimi di ingresso: la riunificazione delle due aree più basse in un’unica area (con l’adozione del livello relativo all’attuale 2ª Area 2° livello). Se effettuata, questa operazione comporterebbe un aumento tabellare di base per i lavoratori oggi nella 1ª Area (circa +330,58 euro) e per la 2ª Area 1° livello (circa +165,31 euro), prima di eventuali ulteriori aumenti.

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Foglio di calcolo che mostra simulazione aumento di 518 euro per livelli professionali
Simulazione dell’impatto dell’aumento di 518 euro per livello.

Organizzazione dell’orario e permessi: la proposta sulle 35 ore

Tra le richieste più rilevanti oltre al salario ci sono temi legati al tempo di lavoro e al riposo. La piattaforma chiede di:

– ridurre la settimana lavorativa dalle 37 alle 35 ore senza riduzione di retribuzione;
– riconoscere un giorno di ferie in più per ciascun lavoratore;
– stabilire che eventuali turni, reperibilità e modifiche orarie possano essere introdotti solo dopo accordo con le rappresentanze sindacali;
– porre limiti ai turni più gravosi e garantire il diritto di chiedere l’assegnazione a mansioni prive di turnazioni.

I sindacati giustificano la proposta della settimana di 35 ore con incrementi di produttività legati a digitalizzazione e utilizzo dell’intelligenza artificiale; vale ricordare che le 37 ore sono state introdotte dal luglio 2025 (con l’accordo 2024 che aveva già modificato l’orario).

Scatti di anzianità, welfare e regole sull’intelligenza artificiale

La piattaforma propone una revisione amplia delle voci economiche e dei diritti di welfare. Le principali richieste sul piano normativo ed economico includono:

– aumento del numero di scatti di anzianità: da 8 a 12 per aree professionali e per i quadri direttivi di 1° e 2° livello; da 7 a 9 per i quadri di 3° e 4° livello;
– meccanismi di avanzamento economico e di inquadramento automatici al raggiungimento di 15 anni di anzianità professionale;
– estensione del premio di fedeltà anche alle prime tre aree e ad alcuni quadri direttivi;
– contributo aggiuntivo dell’1% destinato alla Cassa Mutua Nazionale e alle casse territoriali;
– prolungamento dei periodi di comporto del 25% e aumento dell’indennità per il congedo parentale facoltativo all’80%;
– un permesso studio retribuito aggiuntivo di 150 ore annue.

Sull’intelligenza artificiale la piattaforma invoca le tutele previste dalla normativa (richiamando l’art. 11 della Legge n. 132/2025) e chiede tre certezze:
– nessun sistema automatizzato può produrre effetti sul rapporto di lavoro senza controllo umano;
– i dati raccolti dai sistemi automatizzati non possono essere usati come base per procedimenti disciplinari;
– l’impiego dell’IA non deve essere finalizzato alla riduzione dell’occupazione.

Misure già introdotte con il rinnovo 2024 e questioni sugli arretrati

L’accordo siglato il 9 luglio 2024 ha previsto, per la figura media, un incremento complessivo di 435 euro lordi mensili distribuiti in tre tranche: 300 euro dal 1° settembre 2024, 60 euro dal 1° gennaio 2025 e 75 euro dal 1° gennaio 2026. Per il periodo di vuoto contrattuale precedente sono stati riconosciuti arretrati una tantum (es. 1.200 euro per la 3ª Area 4° livello, riproporzionati per altri livelli e per i part-time).

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Alcune disposizioni normative introdotte con il rinnovo 2024:
– indennità mensile di 80 euro per chi supporta le apparecchiature automatizzate nelle filiali prive di cassa tradizionale;
– esclusione dal periodo di comporto delle assenze per terapie salvavita, malattie oncologiche e gravi patologie croniche;
– diritto all’oblio oncologico nelle assunzioni, secondo la Legge n. 193/2023;
– vincolo aziendale a destinare almeno il 30% delle ore volontariamente cedute alla Banca del tempo solidale;
– estensione del congedo per vittime di violenza di genere fino a 12 mesi;
– istituzione di un organismo nazionale bilaterale per contrastare la desertificazione bancaria nei territori a rischio.

Per il biennio 2025-2026 il rinnovo ha anche previsto la sospensione dei versamenti al Fondo di solidarietà (0,36% della retribuzione imponibile), riallocando le risorse in questo modo:
– 0,28% al Fondo per l’occupazione del credito cooperativo (FOCC);
– 0,06% alla Cassa Mutua Nazionale;
– 0,02% a un fondo per le famiglie dei dipendenti deceduti in servizio.

Chi è interessato dal CCNL BCC e differenze rispetto al contratto ABI

Il CCNL BCC si applica a quadri direttivi e personale delle aree professionali delle Banche di credito cooperativo, delle Casse rurali e artigiane, delle capogruppo e delle società/enti del sistema: complessivamente sono coinvolti oltre 36.000 lavoratori, con una rete di circa 4.100 sportelli e la presenza in circa 800 Comuni dove le BCC rappresentano l’unico presidio bancario.

Caratteristiche distintive:
– il contratto delle BCC è autonomo rispetto a quello del credito ordinario (ABI), pur seguendone spesso i tempi di rinnovo;
– nel 2024 Federcasse ha firmato l’accordo dopo l’ABI, riconoscendo però un incremento analogo alla figura media;
– i dirigenti del sistema sono regolati da un contratto diverso, anch’esso sottoscritto con Federcasse.

Le differenze contrattuali e le condizioni di lavoro nelle BCC sono spesso richiamate nella piattaforma come argomentazioni per collegare il rinnovo contrattuale alla missione di servizio sul territorio e alla tutela dell’occupazione locale.

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